venerdì 31 dicembre 2010

Gratis l'ebook su Snow Leopard

Ancora poche ore per scaricare l'ebook su Snow Leopard. Gratis.

I poteri nascosti di TextEdit

Una lista di quello che TextEdit può fare. L'anno nuovo può iniziare anche rivalutando il buono che abbiamo sotto gli occhi.

Sereno 2011.

giovedì 30 dicembre 2010

In attesa dei dati di dicembre...

In Francia l'Hadopi (l'Autorità incaricata di vigilare sulla protezione dei diritti d'autore sul Web, 12 milioni di Euro di finanziamenti per farla partire), afferma con soddisfazione di avere inviato 100.000 email a utenti sorpresi a scaricare materiale da siti illegali. Lo scopo: indurli a smettere, o si passerà a provvedimenti di natura giudiziaria.

Oltralpe è il panico: milioni di francesi veste il cilicio, si cosparge il capo di cenere, si flagella da mane a sera.
E infatti cosa succede? Che a novembre oltre 7,4 milioni di francesi si è rivolta al sito Megaupload, con un incremento del 35% (trentacinque per cento), rispetto al 2009. Per scaricare e condividere quello che più piace e serve.
Chissà i cugini cosa hanno combinato a dicembre...

Via LeFigaro.

Se a Natale hai ricevuto un Mac (Parte III)

La seconda parte, e poi la prima.

Reti sociali

Se non puoi vivere senza Twitter, allora Safari140 fa il caso tuo. E' un'estensione che permette di scrivere tweet direttamente dal browser Safari. Altrimenti esiste Tweetie for Mac.
Per i blog? Io uso MacJournal, ma c'è anche ecto oppure MarsEdit.

BitTorrent

Il numero uno è Transmission. Altra applicazione molto popolare è Vuze, senza dimenticare qBittorrent.

Per chi invece cerca un client P2P, aMule.

E la migliore risorsa per Mac per trovare software? Di certo MacUpdate.

Le domande da fare

Idee sparse, varie.
Alla fine, la pubblicazione di un libro, o di un ebook, non ha più l'alone di sacralità che aveva un tempo; un click ed è fatta.
Pubblicare a pagamento poi, appare del tutto privo di senso. Proprio perché l'atto è diventato alla portata di tutti, si è in un certo senso svalutato.

Entrambe queste condizioni generano entusiasmi del tutto eccessivi. Non sono poche le persone che si vantano di aver abbracciato la seconda opzione (la pubblicazione a pagamento), e la considerano ottima e geniale. Se paghi, non sei migliore di chi non arriva alla pubblicazione (cartacea): sei solo uno che paghi. E basta.

Molti poi, pubblicano su Lulu, e si chiedono per quale ragione non emergano. Ci sono varie spiegazioni al riguardo.
Di solito si riassumono in due:

a) prezzo fuori dal mondo;

b) storia banale.

Con la seconda che prevale sulla prima.
Se si desidera scribacchiare, credo che la questione più importante da porsi sia in realtà:

a) quali storie?

b) per quale mondo?

Non sono domande così folli come sembrano.
Buona parte degli articoli dedicati ai libri elettronici, hanno come oggetto il diventare ricchi.
Buona parte di chi scribacchia, ha in testa il fare i soldi a palate.

Liberi di scegliere la strada che si preferisce. Ken Follett, ottimo artigiano della scrittura, intrattiene, e ci riesce ottimamente. Credo ci sia molto da imparare dalla sua scrittura. Ma per me le domande da farsi restano:

quali storie?

per quale mondo?

mercoledì 29 dicembre 2010

La farsa della copia privata (in Francia)

In Francia presto l'iPad sarà colpito con un'imposta per la copia privata (ne avevo scritto qualche giorno fa). Il provvedimento però è qualcosa di geniale: insomma, i nostri cugini ci stanno sorpassando. A destra.

Perché l'imposta colpirà i dispositivi con iOS (quindi iPad), e Android: non quelli equipaggiati con Windows 7, considerato un sistema operativo.

Questo ha fatto imbufalire Archos, che Oltralpe produce dei tablet a un prezzo molto aggressivo (100 Euro circa), e che avendo scelto di usare Android, si troverebbe danneggiato da questo chiaro esempio di demenza legislativa.

Il produttore sta perciò riflettendo se portare la faccenda presso il Consiglio di Stato: vedremo...

Via LesEchos.

Se a Natale hai ricevuto un Mac (Parte II)

Nel post precedente ho scritto dei programmi di posta elettronica e dei browser Web, per chi è appena passato al Mac.
Procediamo.

Chat

Mac OS X ha il suo bel programma dedicato alla chat, chiamato, con un volo di fantasia davvero notevole, iChat; permette anche la videoconferenza.

Altrimenti puoi scegliere l'ottimo Adium, che supporta una tale quantità di protocolli che probabilmente non avrai bisogno di altro.
Hai bisogno di altro? Poco conosciuto è Colloquy, compatibile con IRC, SILC & ICB (come dice il sito del produttore). E' Open Source.
Impossibile non citare poi Skype, che è sì un programma VoIP, ma ha anche la chat.
Sì, esiste Microsoft Messenger per Mac, ma è parte della suite Office 2011.

FTP

Per questa categoria di software, un solo nome (ed è pure gratis): Cyberduck. A pagamento invece c'è Transmit. Di nuovo gratis è Filezilla.

Continua...

La vera rivoluzione

I pbook obbligano gli editori e gli autori, ma in generale tutti gli attori del mondo editoriale, a considerare come non mai il contenuto prima che il suo formato, la sua manifestazione.

Il resto lo trovi qui.

martedì 28 dicembre 2010

VirtualBox alla versione 4

Per saperne di più.

Se a Natale hai ricevuto un Mac

Ecco una serie di applicazioni (divise per categorie), utili per ampliare le potenzialità del Mac recapitato da Babbo Natale.

Posta elettronica

Accanto a Mail, su Mac sono disponibili Thunderbird; Postbox (però è a pagamento); Outlook (parte di Office 2011).
Mailsmith; GyazMail (a pagamento).

Navigatori Web

Se non basta Safari, allora ecco Firefox; Camino (cugino di Firefox); Opera; iCab (a pagamento); Chrome; Flock (dedicato soprattutto a chi trascorre molto tempo sulle reti sociali); OmniWeb; Sunrise; Stainless.

Continua

lunedì 27 dicembre 2010

Sembra un film

Per prima cosa, scarica la versione 4.0 (beta 8) di Firefox.

Poi spostati sul sito per avere una dimostrazione di cosa si può ottenere unendo HTML 5, JavaScript, WebGL.

Quello che sembrerà essere un filmato, è invece un'animazione 3D eseguita in tempo reale. Sono recuperati ed eseguiti in tempo reale anche delle immagini dalla rete sociale Flickr, tweet e altri video.

giovedì 23 dicembre 2010

Come da copione

Ogni anno, recuperiamo l'albero di Natale dalla soffitta (o cantina), e lo rivestiamo dei soliti addobbi.
Oppure, allestiamo più o meno il medesimo presepe.
In televisione, c'è la stessa, spaventosa pubblicità da anni.

Allora, perché non riutilizzare lo stesso video di due anni fa?

E buon Natale

mercoledì 22 dicembre 2010

Storie africane

Su Internazionale, in edicola da domani 23 dicembre, solo storie di scrittori africani.

Via AfricaNews.

L'unione fa la forza

Che cosa si può ottenere unendo Kinect (di Microsoft), con OsiriX (un software di elaborazione delle immagini DICOM generate da apparecchiature medicali). L'applicazione gira solo su Mac ed è rilasciato secondo la licenza LGPL.




Via Tuaw.

martedì 21 dicembre 2010

Writing per iPad

Una nuova applicazione per scrivere su iPad, che si affianca a quelle già presenti. L'aspetto interessante è che Writing non solo ottiene una recensione su PCWorld.
Ma si tratta di un prodotto italiano, della ice cream studios, con sede a Roma.

Prepararsi per tempo

La suite NeoOffice si prepara già all'avvento di Mac OS X "Lion", predisponendo una pagina per indicare i possibili problemi che (forse) si verificheranno tra sistema operativo, e applicazione.

Un sistema intelligente per indicare agli utenti cosa potrebbe cambiare "sotto il cofano"; ma anche un mezzo per spiegare il lavoro che c'è nello scrivere codice e nell'individuare bachi.

lunedì 20 dicembre 2010

Promozione di Natale

Davide Vasta, che cura la collana di "Pillolibri" (dentro c'è anche il mio "Mac OS X: Le Basi"), lancia una promozione valida sino al 31/12/2010.
L'intera collezione di Pillolibri (32 ebook) a soli 20 Euro, invece di 109,70 Euro. Per saperne di più basta cliccare qui

La svolta


Nel film "Nel centro del mirino", John Malkovich dichiara a Clint Eastwood:

"Il Governo che ha addestrato te a proteggere, ha addestrato me a uccidere".

Se c'è bisogno di una dimostrazione di come le nostre democrazie siano, pervase da uno spirito per nulla trasparente, basta osservare quello che sull'argomento, ha prodotto il cinema in tanti anni. E non solo il cinema.

Eppure Wikileaks (che sino a oggi ha svelato l'acqua calda), scatena umori e reazioni che nessun film per quanto spietato, è mai riuscito a fare.

Perché si muove in un ecosistema troppo liquido: in Cina, oppure negli altri Paesi totalitari, c'è uno strettissimo controllo sul Web da parte del Governo. Ma immagino che laggiù, chiunque conosca appena l'infrastruttura della Rete, sappia come sia di fatto impossibile tenere chiuso tutto, per molto tempo.

Adesso non filtra nulla: tra una settimana?
E' una guerra di logoramento, dove c'è chi rincorre, tura le falle, tortura, e sbatte in galera. E chi scappa; e quest'ultimo anche se ha molto, tutto da perdere, rischia perché vuol dimostrare che esiste qualcosa di meglio. E questo "meglio", non si trova dentro il recinto in cui è costretto a vivere.

E le democrazie? Devono portare a compimento il compito per il quale sono nate. Non c'è nulla al di fuori di esse (tranne diversi gradi di oppressione).
Ma l'innesto tra formalità democratiche (le elezioni), e prassi opache (per non usare altre espressioni più gravi), è sempre più robusto.

La democrazia ha bisogno di un salto di qualità, una svolta. Al momento, pare un comitato d'affari, indistinguibile da qualsiasi altro comitato d'affari, messo lì magari da un colpo di stato. Un po' come "La fattoria degli animali":

Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.

domenica 19 dicembre 2010

Recensione: La ricetta perfetta

"Cercare", disse Lars Högström, il maestro elementare, "è una parola grossa. Ma c'è un fenomeno naturale che ha particolarmente catturato la mia attenzione. Che mi piacerebbe molto capire. Che per me fa parte dei misteri fondamentali. La tubercolosi polmonare."

In una sperduta località del nord della Svezia, negli anni '50, il redattore di un quotidiano nazionale, riceve una lettera: di licenziamento. Per anni ha inviato alla sede centrale notizie false. Ha inventato luoghi, persone, fatti, approfittando della lontananza dai grossi centri abitati.
Per questa ragione, smette di scrivere.

Circa 50 anni dopo, costui vive in un ospizio, ha superato i 100 anni di età, e legge sul giornale che il suo redattore capo, l'artefice del licenziamento, e della lontananza dalla scrittura che si è imposto, è morto.

Può riprendere a scrivere. Riparte dalla notizia che stava redigendo, in quegli anni lontani: uno strano tipo si aggira per il villaggio, parla svedese senza inflessione, ma svedese non è. Forse si tratta del criminale nazista Martin Bormann...

"La ricetta perfetta" non è affatto una caccia all'uomo, una riflessione sul nazismo, o un thriller mozzafiato. Ancora una volta, Torgny Lindgren ci consegna (come aveva fatto in un altro libro), un'opera che rende l'intrattenimento (tutta la letteratura in fondo, quello è), un affare maledettamente serio. Senza diventare serioso, però.

Il tipo misterioso, che nella sua ricerca di clienti, gira con un pullman trasformato in negozio ambulante di tessuti, finisce in una casa dove una donna aspetta il marito, ricoverato in un sanatorio a causa della tisi. Lì troverà pure un maestro elementare immune dalla malattia che falcidia la popolazione nei dintorni, e con cui presto scoprirà di avere qualcosa in comune.

Oltre alla passione per il canto, tra i due si insinua prepotente quella per un piatto molto tipico della zona, eppure unico perché ogni casa, lo cucina in modo differente. La pölsa, un piatto a base di carni tritate, e cotte nel loro brodo, servito o caldo, o freddo.

La strampalata ricerca della ricetta perfetta della pölsa, non è il pigro girovagare per le campagne svedesi di due uomini annoiati. Tra l'altro, in una di queste spedizioni, i due protagonisti capiteranno in una fattoria dove troveranno l'autore, un lungo bambino di 8 anni.

Non risponde nemmeno alla necessità di mangiare; piuttosto è il desiderio (o la volontà), di far combaciare felicità e cibo, ricerca della prima nel gesto più popolare e ovvio di questi tempi. Tanto ovvio da essere consumato in fretta, e considerato come una perdita di tempo. Talmente popolare da perdere quei connotati che lo rendevano importante, e per questo la sua preparazione richiedeva tempo, e passione.

"La ricetta perfetta" si muove su due piani: il presente, col vecchio cronista che giorno dopo giorno ridona vita a quella vecchia notizia di oltre 50 anni prima. E intanto sembra ringiovanire, e riflette col personale dell'ospizio sulla scrittura, la musica, i minerali, la natura dei dintorni, le montagne. Mentre il comune, spaventato dai costi per le matite e i quaderni, cerca di ricavare un qualche profitto dalla sua insana passione per la scrittura.

E ovviamente, la storia di quegli anni lontani, in una Svezia faccia a faccia con la tubercolosi, coi suoi personaggi strani (Bertil, probabilmente l'unico svedese perfettamente simmetrico), schietti, per sempre distanti dal progresso di quella nazione, e che paiono vivere, assumere profondità solo quando preparano la pölsa.

Alla fine, che la storia dell'ex gerarca nazista e del maestro elementare che in motocicletta esplorano le fattorie della zona, si siedono a tavola a mangiare la pölsa, sia vera, o un ennesimo parto della fantasia del vecchio cronista, non è importante. E per confondere un po' le acque, ecco l'infermiera dell'ospizio ricordare un cappotto, acquistato decenni prima da un tizio che vendeva tessuti, e che girava proprio con un pullman…

Il libro è perfetto per chi ama una letteratura dove l'azione non è nelle cose che accadono, ma nelle parole. Dove piccoli personaggi si riscattano attraverso la cucina, persino la malattia, e la ricerca di un senso ai giorni che sfilano, forse è nella scrittura, forse nelle sensazioni che un piatto, in maniera imprevedibile, scatena.

Torgny Lindgren segue una riflessione che per forza di cose ha tempi lenti, indugia, e al centro mette non a caso un vecchio, oppure un malato (come nel precedente "Per non sapere né leggere né scrivere"). Come se volesse suggerire di guardare con maggiore attenzione a chi sembra in una condizione di debolezza, ma per questo può permettersi di comprendere meglio quella faccenda chiamata vita.

Iperborea.

sabato 18 dicembre 2010

Time Machine va online

Ecco un'altra soluzione di backup (al momento in beta). Si chiama Dolly Drive, e a differenza di quelle analoghe, utilizza Time Machine.
Si crea un account, si installa un pannello (nelle Preferenze di Sistema?), e Dolly Drive provvederà a immagazzinare i dati on line, su una "nuvola virtuale". L'accesso avverrà poi da qualunque luogo, in qualunque momento, perché i dati (trasmessi attraverso una connessione criptata), saranno sempre disponibili.

Una volta terminata la fase in beta, il servizio sarà a pagamento, anche se al momento non è indicato l'ammontare della cifra (mensile).

Consigli libreschi

Solo alcuni dei libri che ho letto durante l'anno, e che desidero consigliare a chi d'un tratto scopre che: "Ma è Natale?". Già, capita una volta all'anno, ma riesce sempre a pigliarti alle spalle.

Nel 2010 ho letto qualche libercolo, e magari può essere utile per chi vuol fare un regalo differente. Non in quanto libro, ma in quanto autori poco conosciuti; da questa lista ho escluso i best-seller. Non perché abbia qualcosa contro: ma perché visto che tutti li spingono (compresi i librai), mi pare più opportuno puntare l'attenzione anche su qualcosa di diverso.
Iniziamo.

La vera storia del pirata Long John Silver. (Iperborea).
Che fine ha fatto Long John Silver dopo che abbiamo visto sparire nelle ultime pagine del romanzo di Stevenson "L'isola del Tesoro"? E cosa è accaduto prima, come è diventato un pirata?
Bjorn Larsson (non Stieg quindi, Larsson è un cognome comune in Svezia), si cimenta nella rischiosa impresa di prendere una delle figure più vivide della letteratura per ragazzi (e non solo), costruendo un lussuoso romanzo, praticamente perfetto. Non è solo la descrizione delle avventure di un uomo che sceglie la pirateria per essere libero, più uomo di quelli che rispettando le leggi, costruiscono la loro prigione perfetta. E' una riflessione sull'individuo, sul suo bisogno di libertà, e su come sia impossibile far combaciare questa, con convenzioni e quieto vivere. Probabilmente, l'opera più alta di Bjorn Larsson. Recensito qui.

L'anno della lepre. (Iperborea).
Arto Paasilinna è una macchina da guerra: scrive un romanzo all'anno (sfido io, in Finlandia il freddo costringe a star chiusi in casa per buona parte dell'inverno). Ma questo è uno dei migliori libri che abbia mai scritto. Come una lepre possa entrare nella vita pallida e monotona di un uomo, e cambiarla per sempre. L'umorismo di Paasilinna (che in altre opere a volte s'inceppa), è una macchina perfettamente oliata, e non sbaglia un colpo. Esiste il rischio di sviluppare un amore viscerale per la Finlandia. Da avere (il libro, ma anche l'amore per la Finlandia, perché no).

L'onore perduto di Katharina Blum (Einaudi). Il Nobel per la letteratura Heinrich Boll confeziona questo snello libercolo che pare una serie di verbali di polizia. In maniera quasi scientifica, distaccata, illustra come una persona qualunque possa essere stritolata quando certa stampa, la prende di mira in maniera implacabile. Come può difendersi una giovane donna da un tale linciaggio? La risposta che l'autore ci consegna in realtà interroga ciascuno di noi sul ruolo dei mezzi di comunicazione, la responsabilità che hanno nei confronti delle persone. E di come queste, debbano vigilare per evitare di diventare stupidi spettatori di giochi senza regole. Recensito qui.

Il funerale della balena (I Sognatori).
Tre famiglie liguri, una cavalcata attraverso i decenni del secolo scorso tra fortune, sfortune, magie. Condotti per mano da una scrittura perfetta, in grado di ammaliare, che trascina il lettore in una vorticosa festa di parole, eventi, da cui si riemerge alla fine con dispiacere. Perché è una di quelle storie che si vorrebbe continuare in qualche modo; o ricominciare a leggere. A dimostrazione che la piccola editoria di qualità riesce a scovare e proporre gioielli incantevoli. Recensito qui.

Casa Desolata (Einaudi).
Charles Dickens, devo aggiungere altro? Qualcuno si aspettava forse il solito "Canto di Natale", e invece no. Un romanzo bellissimo, dove i difetti del romanziere inglese (quelli che ancora adesso gli valgono l'accusa di romanziere piagnone), si dissolvono, grazie a una maestria, uno stato della scrittura che è a livelli eccelsi. Una causa giudiziaria che si trascina da decenni, nessuno si ricorda nemmeno bene per quale ragione. Sullo sfondo Londra, e tutto il tipico modo di Dickens di affrontare la vita, la morte. Una galleria di personaggi tragici, comici o commoventi, un'ironia affilata come sempre, la simpatia dell'Autore per l'umanità che nonostante tutto, spera in qualcosa di meglio.

venerdì 17 dicembre 2010

La realtà aumentata

Impressionante (e gratuita) applicazione per iPhone che traduce le parole al volo. Si chiama Word Lens.



Via Daring Fireball.

Per chi vuole programmare ecco gli ebook di Apple

Per chi desidera programmare (e conosce bene l'inglese), Apple mette a disposizione una serie di ebook sul proprio iBookstore. Sono gratis, e per trovarli basta ricorrere alla funzione "Cerca" e inserirvi "apple developer publications".

giovedì 16 dicembre 2010

In Francia arriva la tassa sui tablet

La genialità non conosce frontiere, e colpisce anche i nostri cugini francesi. Dal prossimo mese di febbraio i tablet di ogni ordine e grado saranno tassati con un contributo per la copia privata.
Sull'iPad da 64 GB la tassa sarà di 12 Euro.

Via PCImpact.

La censura di Amazon non fa rumore

Questa volta sono alcuni libri erotici a sparire dal catalogo di Amazon (e a essere cancellati anche dal dispositivo di coloro che li hanno regolarmente acquistati).

Nelle opere in questione, si affronta il tema dell'incesto; eppure se si cercano sul sito del colosso statunitense le opere del marchese De Sade, quelle si trovano regolarmente.

Idee poco chiare, quindi. Anche da parte dei contestatori di Apple per esempio, accusata (giustamente), di arrogarsi dei diritti che non le competono, scegliendo cosa pubblicare, e cosa escludere dal suo store. Quando però a censurare sono altri, e il loro blasone luccica di meno, istantaneamente tutti tacciono, paiono affaccendati in altri, più importanti affari.

L'indignazione a comando, insomma...

Via TheSelfPublishingRevolution.

martedì 14 dicembre 2010

VirtualBox 4 in beta

Chi ha necessità di virtualizzare, tenga d'occhio la versione 4 (adesso in beta), di VirtualBox.

venerdì 10 dicembre 2010

Cosa si rompe con più frequenza in un computer

Per chi è sempre a caccia di dati, cifre, confronti, eccetera. Si tratta di uno studio (francese, perciò in... francese, esatto), sull'affidabilità dei componenti del computer. Quindi disco rigido, SSD, CPU, RAM, scheda madre, scheda grafica.

Lo segnalo perché si basa sul database di un importante rivenditore francese online (di cui non si fa il nome), quindi non ci troviamo alle prese con impressioni, "si dice", o a "mio cugggino mi ha detto che un suo amico ha un amico che...".

Spulciando: per la RAM, Kingston è la marca con la percentuale di guasti più bassa, OCZ pare quella con maggiori problemi.

I dischi rigidi: Hitachi sprofonda, Maxtor sale sul gradino più alto del podio, seguito da Western Digital. Ma quelli da 2 TB hanno percentuali di guasto intollerabili: il Western Digital Caviar Black WD2001FASS, sfiora il 10%. Quasi il 7% l'Hitachi Deskstar 7K2000. Un po' meglio i dischi da 1 TB, ma se al momento dovessi acquistarne uno per la salvaguardia dei miei dati, abborderei questa soluzione con una certa apprensione.

Non mancano i dati a proposito dei dischi SSD. La palma della vittoria va a Intel, OCZ ancora una volta guadagna l'ultimo posto.

La conclusione: la CPU resta l'elemento più affidabile, mentre quello che mostra maggiori guasti (con una recrudescenza preoccupante, visto che a lui è delegato il compito di salvaguardare i nostri dati), è il disco rigido. Quindi: backup, backup, backup.

Via Hardware.fr.

giovedì 9 dicembre 2010

LibreOffice in Release Candidate

Il divorzio tra Oracle e OpenOffice.Org ha prodotto LibreOffice, che adesso approda allo stato di Release Candidate.

Come sempre gratuita e libera, la versione Mac (solo per Intel), è in inglese ma è possibile installarvi i pacchetti di altre lingue (compreso l'italiano).

martedì 7 dicembre 2010

Tutti dentro

Nel senso che adesso pure Google (almeno negli USA), entra nel mercato dell'ebook.
Non si è mai parlato così tanto di libri (elettronici), come di questi tempi. Nella gioiosa annunciazione dello sbarco di questo nuovo store, forse è sfuggito (o forse no), che i libri acquistati saranno "immagazzinati" sulla nuvola.

Google eBooks are stored in the cloud, so there is no file to download if you want to read on your computer, phone or tablet.

Il cloud è cosa buona e giusta, ma alla fine della fiera (come si dice dalle mie parti), a chi appartengono davvero i miei libri?

Non solo:

Many Google eBooks are protected under copyright law, and our publisher and author partners require us to protect them against unauthorized copying and abuse. These protections come in the form of digital rights management (DRM) and control your usage of your ebooks, such as the option to download ebooks as ePub and PDF files.

Ovviamente il DRM è sempre lì, a fare capolino. Da notare il magnifico:

and control your usage of your ebooks

Tradotto:

Tu compri, noi controlliamo la tua roba.

Google accetta le Forche Caudine degli editori, lo fanno (quasi) tutti. Alcuni editori italiani (piccoli), no.

sabato 4 dicembre 2010

Capture One Pro 6

Per gli amanti delle foto, Phase One ha rilasciato Capture One Pro 6, un software di ritocco e conversione dei file RAW. E' possibile ottenere una demo (ma occorre prima registrarsi). Costa 300,00 o 99,00 Euro a seconda della versione (Pro o Express), e supporta i file RAW di oltre 100 fotocamere digitali.

Il produttore (danese) ha annunciato una versione dell'applicazione anche per iPad e iPhone.

venerdì 3 dicembre 2010

A proposito di Monicelli

Il cinismo nei film di Monicelli è quello dei bifolchi, dei morti di fame che non si possono permettere niente di meglio. L'umanità è un lusso concesso a pochi: ora, come negli anni 50, come nel Medioevo.

Mentre impazzano i film dove ci si sganascia (e Natale è il periodo in cui si viene sommersi), quelli del regista toscano erano brutti, sporchi e cattivi, per ricordare a chi ha voglia di ricordare ancora, la realtà.

giovedì 2 dicembre 2010

Backup online con BackBlaze


Interessante servizio di backup online, sia per Mac che per Windows. Si chiama BackBlaze.
Si basa su un client che invia a un server in California il contenuto (completo o parziale) del proprio disco rigido.

In caso di crash del dispositivo, sarà possibile recuperare i propri dati o tramite in download (gratis, con file .zip), oppure ricorrendo a un DVD o un altro disco rigido (in entrambi i casi si paga, sarà lo stesso BackBlaze a recapitare a domicilio il nuovo supporto con i dati recuperati).

Sino a 2 GB il servizio di backup è gratis, altrimenti si può sborsare 5 Dollari al mese e avere diritto a uno spazio illimitato.

mercoledì 1 dicembre 2010

Sempre più vicino

Mentre IBS annuncia un nuovo lettore di libri elettronici interamente italiano (un altro?), conviene dare un'occhiata a quello che succede negli USA a proposito di iPad e Kindle.

Così si scopre che il divario tra il dispositivo di Amazon e quello di Apple si sta riducendo. A tutti gli altri restano le briciole.

Un appello: sciocco. Editori, fate gli editori. Non ascoltate quelli che vi dicono: "Guarda, c'è bisogno di un dispositivo, lo leghi alla tua piattaforma così la gente se vuol leggere i tuoi ebook, deve anche comprare il tuo ereader". Non funziona più così, sul serio.

Preoccupatevi di trovare buone storie, buoni autori. Andate a vedere cosa vuole il lettore; e invece che imporgli la vostra visione del mondo, permettetegli di scegliere in libertà. Sono i libri che dovete vendere, i libri.

Il momento del commiato


Già, noi siamo la prima generazione che, pur non avendo combinato nulla di straordinario, si guadagnerà l'eternità, o quasi. Tra duecento anni, i nostri blog e commenti rischiano di essere ancora lì. Daremo del tu ad Alessandro Magno che per passare alla Storia, ha dovuto conquistare mezzo mondo.

A questo proposito c'è anche un libro, e un filmato che spiega le implicazioni del nostro vagabondare nella Rete.