martedì 30 novembre 2010

Aviary in HTML 5

Dopo la versione in Flash, Aviary (un editor di foto, gratuito), presenta quella in HTML 5.

Via Lifehacker.

Facebook e lo sfratto

Quello che è accaduto è abbastanza semplice, ma per chi se lo fosse perso, può leggere qui.

Al di là della solita accusa a Facebook di essere un grande fratello (ormai è un'espressione un po' vecchia, qualcosa di meglio no?), credo sia bene ricordare a tutti noi alcuni semplici capisaldi.

Il primo. Qualunque servizio gratuito è appunto, gratuito. Quindi se decidi di affidare i tuoi pensieri (senza passare attraverso un'efficace strategia di backup), a Facebook, Blogger, eccetera, eccetera, ti metti in una situazione un po' rischiosa.

Poi, se sei fortunato, famoso, hai qualche migliaio di fans e/o estimatori che fanno baccano, riesci pure a rimettere le cose a posto.

Ma (ecco la seconda riflessione), piantati sempre in testa questo: basta un clic per pubblicare, ne basta un altro per spegnere ogni cosa. E quest'ultimo gesto di solito, lo attiva qualcuno dall'altra parte dell'oceano, oppure si trova a Milano, Madrid o Londra.

Purtroppo per te costui non ha molto tempo per osservare le sfumature, per chiederti spiegazioni: deve vagliare qualche centinaio di segnalazioni ogni settimana, e per evitare poi accuse, minacce di denunce (col capo che magari arriva e dice: "Che fai, dormi? Per colpa tua ci tocca difenderci anche da questa rogna. Qui non si dorme, per quello c'è il materasso di casa tua"), usa l'ascia.

Vuoi un trattamento in guanti di velluto? Paghi. Tutto quello che non costa nulla per forza di cosa, presta il fianco a condotte un poco precipitose.

Poi magari capita che per il quieto vivere, oppure perché il servizio gratuito ci tiene a fare una buona impressione, tutto torna a funzionare.
Ma se non salvaguardi niente da nessuna parte, sei uno sprovveduto che gioca col mondo nuovo, e ti dai pure delle arie, perché usi gli strumenti sociali.

Il backup, fa la differenza.

lunedì 29 novembre 2010

Cyber Monday

L'editore O' Reilly offre i propri ebook con uno sconto del 60%. Niente DRM (ehi, grandi editori, leggete bene: Niente DRM), e compatibilità con i formati più diffusi.

Solo per oggi.

Come cambia l'autore ai tempi dell'ebook?

Chissà come evolvera' l'autore: tutti o quasi, si interrogano sul futuro della casa editrice. Dell'agente letterario e del libraio. Del libro ovviamente; ma lo scrittore?
Davvero dovra' limitarsi a scrivere, e ad aspettare i lauti guadagni?

Questo forse puo' essere l'atteggiamento di chi ha già un nome conosciuto, un contratto, e delega ad altri la cura delle proprie opere.
Marketing, tour nelle librerie, presenza alle fiere, incontri coi lettori.

Ma se costui ha un minimo di passione per quello che scrive, non potrà non porsi qualche interrogativo. Il campo di gioco sta cambiando, e credere che si possa far finta di nulla, è un'utopia.

La piccola, grande rivoluzione del libro elettronico sposta sull'autore alcuni compiti che prima erano di esclusiva pertinenza dell'ufficio stampa. Può ignorarli?

Certo: esiste però il rischio di togliere ai lettori (in potenza, o quelli già acquisiti), il piacere di un confronto il più possibile trasparente e vero. Dimostrare che cosa vi sia oltre la pagina scritta: e parlo della fatica, della frustrazione, delle poche gioie che spesso nemmeno il consenso riesce a far durare molto.

Aprire un account su Twitter però non è quello che considero "un segno dei tempi"; anche se ormai è una pratica comune anche per gli scrittori affermati. Di solito, dopo il lancio del libro, sarà abbandonato.

Il Web come una specie di taxi: lo prendo quando serve, scendo e ci rivedremo la prossima volta che mi servirà ancora.

Un po' come fanno i politici, che in tempo di elezioni te li ritrovi ovunque: Facebook, Friendfeed. Già il giorno dopo lo spoglio, è tutto finito.

Occorre tempo, è vero; per questo credo sia importante stilare una specie di lista delle priorità.
Se uno scrittore ha qualche interesse per quello che scrive, deve imparare a essere presente, scegliendo con cura le reti sociali che davvero può gestire.
E restarci: un buon modo per coltivare lettori.

domenica 28 novembre 2010

Sotto il ghiacciaio

(...) dove si dice che le donne riescano a resuscitare i morti e alcune persone vengono tramutate in salmoni. A preoccupare il vescovo è soprattutto il pastore della chiesa locale: si è barricato nella chiesa, rifiuta lo stipendio, ed è diventato un fabbro.

Peccato che per leggerlo, occorra attendere aprile del 2011. E' il libro di Halldor Laxness.

Via Iperborea.

sabato 27 novembre 2010

Biblioteche del futuro

Mentre gli editori (grandi), costruiscono DRM raffinatissimi, la biblioteca di Cologno Monzese sperimenta il prestito degli ebook.

Via Studio 83.

venerdì 26 novembre 2010

Il Miramar di Thunderbird

Thunderbird cresce, passa ai 64 bit, e su Mac abbandona i processori PowerPC. Al momento in versione alfa, nome in codice "Miramar".

Una serata africana a Savona

Jean Odoutan è un nome del tutto sconosciuto (anche al sottoscritto, almeno sino a pochi giorni fa), ma è un regista, cantante, organizzatore di festival e pure attore, del Benin. Il 18 novembre era a Savona proveniente da Parigi, per parlare di film al Filmstudio. Però le pellicole proiettate non erano le sue.

Un cortometraggio (Siggil, un'anteprima nazionale), e un mediometraggio (Le Franc).

Al termine della proiezione ha anche spiegato qualcosa a proposito del senso di alcune allusioni e il significato di certi dettagli.

Una serata che ha avuto il pregio di illustrare da una parte come la Cina si stia "mangiando" l'Africa (bravo il regista di Siggil che in pochi fotogrammi riesce a illustrare quanto accade, con una leggerezza e semplicità straordinari).

Dall'altro come l'Occidente lontano, invisibile in un certo senso, riesca a manipolare il destino di un'intera nazione (o Continente).

Su tutto, la disponibilità del regista, la sua ironia e curiosità, il grande rispetto per il pubblico.

giovedì 25 novembre 2010

Diaspora in fase alfa

Vorrebbe essere il concorrente di Facebook. Il codice sorgente disponibile per tutti, i contenuti (i contenuti!), che saranno sempre dell'autore, mai del sito; e poi la sicurezza e la privacy.

Esiste un blog per seguirne gli sviluppi, e se si vuol dare un'occhiata, è possibile iscriversi per ottenere un invito e partecipare a questa nuova avventura.

Un po' di azione


Per esempio firmando gli appelli di Amnesty International in favore delle donne.

mercoledì 24 novembre 2010

Linotype - Il film


Si cercano fondi per realizzare il film, che dovrebbe uscire nell'autunno 2011. Il trailer già disponibile è quasi commovente...

Via Ping.

La prossima rivoluzione delle interfacce grafiche

Probabilmente sarà Apple a guidare la volata verso la prossima rivoluzione, che potrebbe condurre verso l'uscita di scena di mouse e tastiera. Difficile però dire se Mac OS X "Lion" sarà il sistema operativo che la renderà reale e completa, oppure se (e questo sembra più probabile), la abbozzerà solamente.

Intanto Robert Clayton Miller ha realizzato un video, in cui immagina i possibili sviluppi delle interfacce grafiche. Niente schermo del computer multi-touch (faticoso e poco pratico), ma piuttosto una sorta di trackpad multi-touch, in grado di riconoscere la posizione delle dita.

I due bordi del trackpad, avrebbero il compito di fornire l'accesso ai comandi dell'applicazione attiva (a destra), e a quelli del sistema (il bordo a sinistra). Sullo schermo, dei cerchi il cui scopo è di creare una specie di link tra le dita sulla superficie del trackpad, e la stessa interfaccia grafica.

Merita una menzione il lavoro svolto dalla società Fingerworks, che aveva già realizzato delle tastiere virtuali, e per questo era stata acquisita da Apple, per poi scomparire (il suo sito). Sia il concetto di Miller, che le realizzazioni di Fingerworks, sembrano convergere verso una precisa direzione, già tracciata da Apple e dai suoi dispositivi.

Il video esplicativo è in inglese.

10/GUI from C. Miller on Vimeo.

martedì 23 novembre 2010

lunedì 22 novembre 2010

Fotogrammi di vita

Una coppia, sui trent'anni. Lei un tipo deciso, bionda, capelli corti.
Lui ha parcheggiato il mercedes classe A, a venti centimetri buoni dal marciapiede, in un posteggio in linea.
Lei, dopo aver guardato il capolavoro:
- Ce la metto io?
- No no -. E si allontana di fretta.
- Certo, perché sai che io la parcheggerei meglio.

25 anni di Windows

Andy Hertzfeld è stato un elemento di spicco del team che creò il primo Macintosh.

In occasione dei 25 anni di Windows, può essere utile conoscere la prima impressione che ebbe su Bill Gates proprio il Macintosh. L'episodio risale al 1981.

Due righe, un mondo dietro

Non male il progetto The Document Foundation, che ha ricevuto (tra i molti), gli auguri dei due sviluppatori di NeoOffice.

C'è almeno un aspetto che merita di essere sottolineato nel comunicato stampa:

"Gli utenti leggono, scrivono, modificano e condividono i documenti, e sono focalizzati sui contenuti più che sulle funzionalità. Dopo 20 anni di software basato sulle funzionalità, è il momento di riportare i contenuti al centro del sistema e dell'attenzione degli utenti".

Lo scrive Italo Vignoli, storica voce del software Open Source in Italia, e in particolare della suite OpenOffice.Org. Due righe semplici, di una banalità sconcertante di primo acchito: dietro a esse un mondo che ci siamo persi, inseguendo funzioni, funzionalità, interfacce barocche che per essere capite necessitavano di studio, letture, tutorial e via discorrendo.

Tutto superfluo: i contenuti, i contenuti, per favore...

giovedì 18 novembre 2010

Kindle 3 "out of stock"

Per avere il Kindle 3 occorre attendere tra le 7 e le 9 settimane.

Via Amazon.

L'iPad in Africa

Un test sull'iPad un po' diverso: in Africa.

Come va Wired su iPad?

Il gruppo Condé Nast annuncia di vendere una media di 32.000 copie di Wired USA in versione iPad. Poche? Di certo quella cifra rappresenta quasi il 40% delle vendite della versione cartacea.

Non solo: La versione cartacea ha visto aumentare di un 24% il numero delle pagine di pubblicità (non so se il lettore della versione "analogica" sarà davvero felice di vedere più pubblicità, comunque...).
Tutto bene quindi?

C'è il problema dei costi di realizzazione della versione per iPad, che pesano per un 20% in più rispetto alla versione cartacea. L'obiettivo dell'azienda è dimezzarli.

L'azienda è soddisfatta? Abbastanza, anche perché contano sul successo crescente dell'iPad (la nuova versione dovrebbe arrivare il prossimo anno), e soprattutto su un pubblico abituato a pretendere molto, e a cui è necessario offrire sempre il celeberrimo "valore aggiunto". In quantità industriali; oppure saluti e baci.

E in Italia? Immagino che molti si lanceranno su questi dati per dimostrare che "Si può fare!"; la realtà è ben differente.

L'editore deve cambiare, credere che il valore non è nella testata (non bastano 150 anni di storia alle spalle), o nella redazione (precaria). Bensì in un uso trasparente e reale degli strumenti sociali, che non devono essere occupati, ma utilizzati per indurre le persone alla partecipazione.

Auguri...

Via TheNextWeb.

martedì 16 novembre 2010

Cosa puoi fare per te stesso

Non importa essere di successo, influente o cose del genere. Piuttosto, cerca di badare a quello che ti può rendere migliore di quello che sei.

1) Essere davvero ambizioso

L'ambizione non è arrivare in cima, ma agire perché più persone possibili comprendano quello che di buon la Rete ha da offrire anche a loro. In una realtà dove gli ascensori sociali sono bloccati, e pure le scale risultano inagibili, le cose cambiano non perché arriva il Napoleone di turno. Ma grazie al fatto che le persone tornano a contare qualcosa.

2) Imparare è un lungo cammino

Ci hanno insegnato che dopo le scuole, l'università, si smette di imparare. Ci si dedica ad altro finalmente, al lavoro per esempio (se c'è). Probabilmente nel futuro (ma già adesso accade), imparare sarà qualcosa che ci accompagnerà molto a lungo, forse per sempre. Affinare le conoscenze, ampliarle, acquisirne di nuove, diventerà una buona prassi.

Quindi, pensa a cosa vuoi fare per davvero. Non c'è niente di peggio che trovarsi dentro a un vestito che in fondo non si vuole indossare, senza avere la possibilità di liberarsene. Se al contrario scegli quello giusto, probabilmente ti capiterà di sentirne il peso ogni tanto: ma sarà pur sempre il tuo.

3) Il tempo, il tempo

Impara a gestire quella risorsa che ti appartiene davvero: il tempo. Sembra senza fine, spesso lo regali senza riflettere troppo su ciò che stai combinando; oppure lo sprechi.
Solo dopo (spesso molto dopo), ti accorgi di averlo sperperato. In questo la Rete non aiuta granché: ecco la ragione per cui devi essere disciplinato. Se sprechi le tue risorse sarai solo un numero all'interno delle statistiche. E' quando inizi a valorizzarle, che assumi lo status di persona.

4) La tua identità

Internet coltiva l'anonimato, e in parte è vero: ma solo chi è se stesso, chi ha un'identità forte, una voce autorevole, saprà sfruttare per davvero quello che la Rete offre. L'anonimato è per tutti, e non viene solo incoraggiato online; anche nella vita di tutti i giorni si spingono le persone a idolatrare attori e politici. Perché il singolo è meglio che sia senza nome, solo un paio di mani che applaudono, preferibilmente nell'ombra.

Studia, impara, sii trasparente, mostra quello che sai e quello che ignori, chiedi aiuto e sii riconoscente. Mattone dopo mattone, innalza l'edificio della tua identità. E come ogni edificio, deve essere visibile, riconoscibile.

lunedì 15 novembre 2010

A proposito dell'influenza

Spesso si parla e si scrive su come aumentare la propria influenza online; buona idea, buona cosa. Anche se dopo qualche secondo penso: "Tutto qui?".

Per quel poco che so, la Rete serve a spingere le persone ad avere idee proprie. A cercare di capire, confrontare le posizioni, andare alla fonte di una notizia.

Buona parte del sistema di comunicazione che abbiamo introdotto, e che va per la maggiore ancora adesso, permette al singolo di prendere in prestito idee altrui, e farle proprie.

Lo si vede da come fatti, eventi piccoli o grandi, sono percepiti, e "digeriti" da quello strano organismo chiamato genericamente Opinione Pubblica.

Viceversa, la verifica, il controllo (tutta roba che spesso è più semplice di quanto si possa credere), aiutano a distinguere, a riconoscere il volto degli eventi, al di là della patina di inevitabilità che viene imposta a essi.

A mio parere, questa è la vera influenza: rammentare alle persone che il loro valore non è riposto nell'appartenenza a un partito, a un'ideologia. Bensì nella capacità di ritagliarsi uno spazio di riflessione tutto per sé.

mercoledì 10 novembre 2010

RomaEuropa FakeFactory (Aggiornamento)

Una notizia che in realtà sono due.

La prima riguarda RomaEuropa FakeFactory: è un libro d'arte innovativo, prodotto da DeriveApprodi Editore e FakePress.
Contiene interventi di personalità quali Bruce Sterling, Massimo Canevacci, Antonio Caronia, e altri. Si riflette su condivisione dei saperi, sul remix come pratica creativa, cercando di dimostrare come la categoria della reinvenzione del reale già adesso sia destinata a modificare il rapporto che abbiamo con quanto ci circonda.

Accanto, un catalogo che racchiude le opere di 32 tra designer, hacker, architetti e artisti provenienti da tutto il mondo. Anche qui, la creatività dei singoli si misura con reinvenzioni basate sulle nuove pratiche tecnologiche, su forme di aggregazione e interazione sociale inedite, modelli produttivi fondati sulla disponibilità di conoscenze, contenuti, connessioni.

Il libro, che sarà in libreria il prossimo 17 novembre, integra elementi di realtà aumentata, in grado di trasformare l'esperienza della lettura.

Le applicazioni per iPad e iPhone saranno rilasciate in questi giorni.

L'aspetto interessante è anche un altro. Ed è qui la seconda notizia inclusa nella prima.

Sarà presentata infatti una piattaforma di publishing Open Source (ideata da FakePress), che permetterà a chiunque di creare e pubblicare la propria opera cross-mediale.

Altre informazioni ben più dettagliate e chiare di quelle che hai letto qui, le trovi sul sito apposito.

Aggiornamento. Il sito adesso è online.

martedì 9 novembre 2010

Nessuna catastrofe a causa dell'ebook

Entro il 2015, in Francia saranno tra il 15 e il 20% i lettori che avranno adottato per le loro letture o l'iPad, o il Kindle.
Ma non è questo il punto.

Lo studio (che lascia fuori l'Italia), dimostra che questo genere di dispositivi portano a un nuovo interesse per la lettura. Il 40% di chi li possiede, dichiara di leggere di più e, cosa non secondaria, sono disposti a pagare gli ebook.

Via Le Monde.

mercoledì 3 novembre 2010

Piccolo promemoria

Solo perché lo hai letto, non significa che sia vero.

Solo perché lo ripetono in tanti, non significa che sia vero.

Solo perché lo dice la televisione, non significa che sia vero.

Solo perché così fan tutti, non vuol dire che devi accodarti.

Conta la tua testa, il tuo impegno, la tua sensibilità, il talento.
A queste cose, associa anche la volontà di imparare, di condividere.

Ecco: queste cose potrebbero renderti un poco più simile ad una persona, invece che a un numero.

martedì 2 novembre 2010

La stanchezza

Forse la stanchezza è un vizio, di cui è bene parlare poco o nulla; o negare. Per questo spesso si aggiornano blog o siti anche quando non c'è alcun buon motivo per farlo.

Perché bisogna assolutamente esserci, senza mai dare l'impressione che è diventato difficile, impegnativo.

Tirare il fiato; guardare dove si è arrivati. Riflettere che forse può essere sufficiente così, e possiamo lasciare, abbandonare.
O riprendere, ma con uno spirito diverso.

L'essenziale è sentire la stanchezza come il prezzo da pagare per aver svolto bene il proprio lavoro; guai se fosse il risultato di uno sforzo che dopotutto, abbiamo sostenuto per rispondere a una moda.