giovedì 30 settembre 2010

La tentazione di Wikipedia

Come si dice? Quando ti copiano, allora sei davvero famoso.
Wikipedia si rivela sempre più un serbatoio dove attingere a piene mani: tanto chi se ne accorge?

Un mucchio di gente come dimostrato da Catepol a proposito del libretto sui 150 dell'Unità d'Italia.

Non è l'unico caso, forse è quello più clamoroso, almeno dalle nostre parti, e che colpisce per l'argomento copiato. In Francia si è invece parlato di recente dello scrittore Michel Houellebecq, di cui si è avuta notizia anche in Italia: in maniera distorta però.

Tutto è partito dal sito Slate.fr che in un articolo segnalava come nell'ultima opera dello scrittore francese, ci fossero tre passaggi ricopiati da Wikipedia. Pur giudicandola eccellente, e di fatto assolvendo l'autore, che utilizza spesso e volentieri materiale letterario "esterno".

Teoricamente, riprendere un passaggio da Wikipedia e utilizzandolo a fini commerciali, imporrebbe almeno una citazione delle parti usate. Ma Wikipedia Francia ha messo i puntini sulle i, evitando di citare Houellebecq.

Questa è una mossa che dovrebbe intentare l'autore (o gli autori), dei passi incriminati; ma si tratta di una procedura lunga, e tutt'altro che facile. Chi ha scritto quelle frasi? Sono state poi modificate? E da quanti? Risalire alle identità dietro agli pseudonimi è possibile, ma anche qui: a che pro?

Tutto bene, quindi? Siamo al tempo della pacchia: se il grande scrittore è assolto, e credo giustamente (ma pochi hanno avuto tempo e voglia di leggere l'articolo. La polemica è montata, passato i confini, e assumendo toni che l'articolo originale non aveva), lo studente?

Copierà. Spesso la farà franca, più per pigrizia dell'insegnante che per abilità propria. Ma discernimento e cultura (le uniche cose che rendono gli individui, persone), occorre costruirsele da sé: con impegno, e determinazione. E non si trovano su Wikipedia.

mercoledì 29 settembre 2010

PlainText 1.0

Tra i software di scrittura per Mac (per intenderci: quelli per prendere appunti al volo, senza troppe complicazioni), credo che meriti un'occhiata PlainText.

Prodotto da HogBay Software, è disponibile per iPad e iPhone.
Sarà un caso, ma mentre tutti i siti Mac sono dedicati all'ultima fatica di Microsoft riguardo Office per Mac, sbarca questa deliziosa applicazione. Una salutare boccata di ossigeno.

E' gratuita, ma non è questo il punto.
Scrivere, prendere appunti deve essere il più semplice possibile, e PlainText segue questa regola elementare. L'interfaccia è spartana, elegante, linda.

Metterei alla porta il termine "minimalista", che purtroppo ha delle connotazioni negative, e ricorrerei a qualcosa del tipo: essenziale. Non c'è bisogno di leggere alcunché, non c'è da sfogliare nessun menu "Aiuto"; si digita, e basta.

I propri documenti possono essere creati e organizzati in cartelle.
Altro enorme punto a favore di questa soluzione: permette la sincronizzazione con il servizio Dropbox. Credo che già solo questo segni un punto a favore di PlainText.

Secondo me, da avere; e un'occhiata la merita di certo.

martedì 28 settembre 2010

Il diritto di starnazzare

Molto spesso si magnificano i pregi della Rete. La sua mancanza di ostacoli, di barriere di ingresso, sono indice della bontà del mezzo.

Di recente pensavo a qualcosa di diverso, in realtà. Notavo come sia diventato difficile frequentare la scuola dell'obbligo. Non che sia mai stato semplice; in questo Paese, spesso ha svolto la funzione del notaio. Cioè, ha certificato le differenze tra i ragazzi, evitando di porvi rimedio.

Lo so: non è sempre così, e ci sono oasi eccetera eccetera. Di fatto questa situazione non sembra suscitare troppi malumori; viene considerata "naturale". Eppure questo affare chiamato "Stato" nasceva per rimuovere gli ostacoli che impediscono al singolo, meritevole, di emergere.

Viceversa, se uno dice "Facebook a pagamento", così lo usano quelli che hanno qualcosa da dire, apriti cielo.

Il paradosso: dove gli ostacoli non dovrebbero esserci, ma ci sono, quasi tutti fanno spallucce.
Dove potrebbero esserci, così da costringere le persone a parlare solo se hanno qualcosa da dire, ed evitare il marasma, va bene così.

Il diritto a godere di una scuola pubblica efficiente, che lavori sul serio a rimuovere le diversità, finisce in naftalina. Lasciateci almeno quello di starnazzare, in nome del cielo...

lunedì 27 settembre 2010

Sciascia su Pasolini

La road map di Mellel

Tra i tanti programmi di videoscrittura per Mac, spicca anche Mellel.
Rispetto agli altri, è realizzato per quanti producono libri tecnici; vuol dire che non può essere usato per altri fini.

Di certo la sua natura, l'interfaccia, lascia intendere un approccio alla scrittura meno "creativo" e più pratico. Tipico appunto di chi scrive testi tecnici, ed è "legato" alla materia che deve trattare.

Sul forum dei produttori è apparsa una "road map" dello sviluppo di Mellel. Oltre all'immancabile versione per l'iPad, a un rifacimento dell'interfaccia, ci sarà anche l'embedded Mellel. I testi prodotti con questa applicazione, potranno essere letti anche senza possederla.

Via Mellel.

domenica 26 settembre 2010

Recensione: Doppler, vita con l'alce

Ho cercato di nuovo di essere bravo. Perfino quando sono solo e ho deciso di non essere bravo, sono bravo. E' una malattia.

Andreas Doppler è un norvegese tutto d'un pezzo. Lavora, possiede una casa, è sposato, ha due figli.
Ma per quale ragione ora vive in un bosco, dentro una tenda, e con la compagnia di un cucciolo d'alce?

La ragione è in una botta alla testa che ha preso mentre girava in mountain bike, come un qualunque bravo norvegese. Per mantenersi in forma.
Ma il colpo ha gettato una luce sorprendente sulla sua vita: tanto ordinata, perfetta e buona, da indurlo a smetterla.

La fuga da una quotidianità impeccabile, dove tutto è come deve essere, non è certo un argomento inedito. Qui Erlend Loe aggiunge una pungente, sferzante ironia verso una società che cerca di rendere tutto degno di lode, e invidiabile.

Doppler rovescia la piramide sociale, dichiara efficienza e bravura nemici giurati, lascia tutto, e cerca solo di non combinare nulla di importante. Ma questo non gli garantirà affatto la noia, il dolce far niente cui aspira.

Durante un tentativo di furto (non è semplice vivere in un bosco), incontra un tipo che in casa propria ricostruisce il plastico di una città francese, dove è morto il proprio padre, durante la guerra. Una volta terminato, ha intenzione di farsi saltare le cervella.

Poi un uomo di estrema destra che cerca di sfrattarlo dal bosco, per concepire in seguito una bislacca religione, che celebra il ritorno alla natura, alla Norvegia più autentica e pura.

Sembra non ci sia possibilità di scampo, e di pace, per chi sceglie di non scegliere più, e vivere alla giornata...

Con la compagnia del figlio piccolo, e dell'alce, Doppler decide di lasciare quel posto, di spostarsi verso la Svezia.
Il libro termina con un "To be continued", a cui in queste ultime settimane si è aggiunto infatti "Volvo", prosecuzione di "Doppler".

Narrato in prima persona, ci si trova a tu per tu con la sorpresa, lo smarrimento del protagonista quando si accorge che tutto è sbagliato.
Ma è ben presente soprattutto lo scoramento di chi crede di aver raggiunto l'obiettivo, e invece deve gettare via tutto, e ricominciare da un'altra parte.

La lezione di "Doppler" potrebbe essere questa: non si arriva mai da qualche parte, ma piuttosto occorre vivere sempre con lo zaino a portata di mano. Da un momento all'altro, può essere necessario scappare...

Iperborea.

venerdì 24 settembre 2010

Mozilla Seabird

Invece di un telefono, qualcosa di diverso. E più interessante.



Via Mozilla Labs.

giovedì 23 settembre 2010

Come cresce l'ebook

Ancora Francia, ancora mercato (librario) transalpino. Dove si stanno facendo i conti a proposito di ebook e cartaceo.

Settembre è il mese in cui si presentano le novità in libreria, dopo la pausa estiva (come da noi, certo).
Fnac Francia afferma che i libri in edizione elettronica rappresentano il 25% dei 700 romanzi pubblicati. Rispetto allo scorso anno siamo a un + 20%.

I precursori in terra di Francia sono i grandi editori: Hachette, Gallimard, mentre le piccole case editrici paiono in ritarso, nel senso che al momento non sono poco presenti.

Ma chi parla (FNAC appunto), forse ha una visione incompleta, trattando soprattutto coi grossi editori, quelli che garantiscono all'azienda i profitti maggiori. In una situazione del genere mi pare quasi naturale avere occhi per una parte, e un'occhiata frettolosa per l'altra.

Gli scrittori di grido (Houellebecq per esempio), restano su carta, almeno per ora.

C'è qualche problema con i romanzi stranieri, perché occorre trattare sia con gli aventi diritto, che con il traduttore. Anche se a me sfugge dove si trovi esattamente il problema. Anche col cartaceo si ha a che fare con un traduttore (almeno uno), e con gli aventi diritto; purtroppo l'articolo non approfondisce.
Se qualcuno mi illumina, gliene sarà grato...

In Italia, siamo un po' all'opposto, mi pare. La piattaforma eDigita (annunciata lo scorso mese di maggio), si sta organizzando. Mondadori non ne farà parte, ma ne creerà una sua propria (sfruttando come appare ovvio BOL.it).

I piccoli editori si sono invece radunati attorno a BookRepublic (qui troviamo Iperborea o Las Vegas, e altre). Ma ci sono diverse realtà che procedono da sole (nel senso che offrono gli ebook in vendita direttamente dal loro sito): come Intermezzi Editore.

Senza dimenticare quelle solo digitali (Quintadicopertina), o il lavoro portato avanti da Simplicissimus e la sua piattaforma STEALTH.

Via Rue 89.

mercoledì 22 settembre 2010

Kindle nelle scuole


Non solo l'iPad, anche la creatura di Amazon sgomita per entrare nel mercato scolastico (statunitense). Con minore energia forse, mentre Apple non disdegna affatto il mercato aziendale.

Via BlogKindle.

martedì 21 settembre 2010

Dove va Google (e noi con lui)?

Lo scopro solo ora. Il 10 settembre Eric Schmidt era a Parigi, dove ha illustrato come sarà Internet secondo Google.

E' una visione tipica di una certa America ottimista, fiduciosa. Si parte dall'idea di sapere già cosa vuole la gente, come soddisfare i suoi bisogni, quali soluzioni offrire.

Tra le varie affermazioni (pure contraddittorie), segnalo questa (non per allarmare, o per dipingere Google come il nemico pubblico. Sono più preoccupato di quanto ha combinato Telecom, rispetto a quello che fa un motore di ricerca californiano).

Dove va la ricerca? Con la vostra autorizzazione, noi potremo indicizzare le vostre email, le vostre informazioni personali, allo scopo di fornire un'informazione di grande qualità, anche se non lo richiederete.

Via Le Figaro.

lunedì 20 settembre 2010

StoryMill, a che punto è la nuova versione

Con Scrivener è uno dei programmi di videoscrittura che sto tenendo maggiormente d'occhio. Per certi versi, quest'ultimo, in base alle immagini che si sono viste, pare tradire una certa somiglianza con il prodotto di Mariner Software.

Tornando all'argomento del post: la versione 4.0 (solo in beta), sarà disponibile probabilmente entro la fine dell'anno.
Avrà anche una versione per iPad probabilmente, ma i tempi di realizzazione paiono più sfumati.
L'integrazione/il supporto per il formato epub sarà anch'esso presente.

Peccato solo che occorra attendere ancora...

domenica 19 settembre 2010

Recensione: Il sosia


Diremo di più: Goljadkin non soltanto anelava a fuggire da se medesimo, ma addirittura ad annientarsi, a non esistere più, a polverizzarsi.

Goljaking è un piccolo impiegato che vive e lavora a San Pietroburgo.
Non ama i modi, e le furbizie che usano tanti colleghi attorno a lui; per fare carriera, o compiacere il potente di turno.
E' fiero di essere così ordinario, semplice, banale.

Ma il nemico cova nell'ombra, e getta la sua rete su di lui per rovinarlo. E in una notte di vento, neve, al termine di una serata terribile, di umiliazioni e sconfitte, lungo la Neva, lo incontra.

Che cos'è Il Sosia per Dostoevskij, e il lettore?
Per l'autore russo un fallimento, il racconto peggio riuscito della sua carriera, per cui avrà sempre parole dure, e nello stesso tempo, di rimpianto.

Per il lettore è la rappresentazione più fedele di come l'uomo moderno, si frantumi, perda la coesione della sua identità, generando un doppio macchiavellico, e terribile.

"Il sosia" è la dimostrazione di cosa accade se un individuo, debole, lavora in una struttura che non bada affatto ai meriti, ma dove contano solo le forme, le apparenze, le amicizie. Il "lustrar coi piedi i pavimenti", come dice il protagonista più di una volta.

Goljadkin è troppo educato alla remissione per osare l'ambizione, e non ha le capacità di sedurre e piacere, che sono l'unico carburante per salire nella scala sociale russa.

L'alienazione è la sola risposta che un tipo come lui riesce a concepire, e a realizzare; l'inutile atto di protesta di chi è tanto mediocre, da non indossare nessuna maschera per dissimulare la propria mancanza di qualità. Ma è davvero una protesta, la propria dissoluzione?

La scrittura di Dostoevskji è come sempre precisa, potente, spesso abbondante (forse troppa, come molti criticano?); così lontano da certe scuole di scrittura. Dove si insegna che i periodi devono essere concisi, mai oltre una frase; o il lettore si stanca, abbandona la lettura.

In questo libro invece, ma anche negli altri, l'esplosione dei pensieri, il loro accavallarsi, inseguirsi, avvitarsi su se stessi risulta di una naturalezza, da lasciare senza parole. Per molti risulterà il "solito" Dostoevskji: pesante, pedante.

Eppure, basterebbe leggere la passeggiata notturna del protagonista lungo la Neva, il suo incontro col proprio doppio, o sosia, per restare affascinati dalla mano dello scrittore russo.

Ma forse "Il sosia" è anche il mezzo con cui Dostoevskji si congeda da un certo tipo di narrativa. Quello che lo aveva imposto all'attenzione dei critici per la sua attenzione ai temi sociali, e che si sentiranno traditi da un'opera così stramba, e psicologica.

E' come se lo scrittore russo, avvisasse chi lo segue che sta per intraprendere un cammino differente. Quello che lo porterà poi ai grandi romanzi, e dove la dissezione del pensiero, raggiungerà vette di rara bellezza.

Rizzoli

venerdì 17 settembre 2010

Nuovo programma di disegno vettoriale

Sketch.

Via Ping.

iPad e giornali, la situazione in Francia

Come forse si sarà notato, ho sempre avuto una certa simpatia per quello che accade Oltralpe.
I nostri cugini fanno i conti con l'iPad: cambia qualcosa nel modo di essere informati, e di fare informazione? Il modello delle notizie a pagamento, funziona?

In Francia alcuni editori hanno adottato il metodo ormai famoso, chiamato "freemium": per chi lo ignorasse, alcuni contenuti gratuiti, altri a pagamento.
Ma dove tracciare la linea? Come scegliere cosa regalare, e su cosa invece applicare un prezzo? Come modificare l'abitudine degli utenti che su Internet trovano tutto senza fatica e soprattutto senza sborsare un Euro?

Chi produce informazione molto specifica, come quella economica, pare avvantaggiato: i suoi lettori sono disposti a pagare pur di avere contenuti eccellenti.

Per gli altri (Le Monde, Le Figaro), che hanno invece un tipo di informazione che spazia su tutto, si tratta di conservare il pubblico Web (di aumentarlo anche), riuscendo a convincerne una buona parte ad abbonarsi. Senza massacrare la versione cartacea, che deve conservare il suo pubblico, e a cui occorre offrire sempre contenuti di qualità.

I due quotidiani francesi vantano 5 milioni di visitatori mensili; un numero di utenti di tutto rispetto, quindi. Per il quale occorre inventarsi qualcosa.

Le Monde ha l'obiettivo di produrre 20 articoli al giorno, gratis, per l'edizione online: uno sforzo notevole, che però deve essere ancora raggiunto.
Le Figaro sceglie invece il modello delle newsletter a pagamento (una dozzina), lasciando la consultazione gratuita di determinati articoli.

Ma funziona?
Dolcemente, afferma Liberation; grazie soprattutto all'iPad. Gli abbonati al quotidiano francese sono circa 10.000: 4500 hanno scelto l'opzione Web, gli altri quella Web + stampa.

Le Monde annuncia 110.000 abbonati, e 40.000 preferiscono la sola versione online. Per quanto riguarda Le Figaro, i dati saranno divulgati entro la fine dell'anno.

Via Les Echos.

giovedì 16 settembre 2010

Su Kindle e dintorni

Adesso il Kindle 3 è regolarmente in stock. Niente più attese, dovute all'alta richiesta; ma questo vale solo per la versione Wi-Fi. L'altra, resta ancora sold out, non si riesce a star dietro alle richieste, insomma. è adesso disponibile.

Intanto l'iPad sbarcherà il 17 settembre in Cina e in cinque Paesi dell'America Latina.

Non solo: Walt Mossberg spiega come trovare il modo migliore per leggere ebook sull'iPad. Una replica alla pubblicità di Amazon, forse, che cerca di dimostrare come la qualità dello schermo sia eccellente proprio sul Kindle.
Interessante notare come prima si affermi la differenza tra i due prodotti. Per poi offrire paragoni sulla sola caratteristica in comune.

E' bene ricordare che il Kindle nasce come lettore di ebook (anche se evolverà su altri fronti, a quanto pare); l'iPad permette anche di leggere libri elettronici. Ma non è quello il suo mercato di riferimento...

mercoledì 15 settembre 2010

Kindle e Sony PRS a confronto

Via eBookReader Italia.

Scrivener 2.0, cosa ci sarà


Un po' di tempo fa scrivevo di Scrivener 2.0, l'applicazione per la scrittura di cui sta per arrivare una nuova versione.
Lo sviluppatore ha pubblicato un post in cui torna a parlare della sua creatura.

Il prezzo sarà rivisto verso l'alto (45 Dollari, resta comunque molto economico; parliamo di poco più di 35,00 Euro), e girerà ancora sui PowerPC (non solo Intel quindi).
Sarà possibile convertire i file in ePub, ma non è prevista alcuna versione appositamente studiata per l'iPad. Tuttavia, è introdotta la sincronizzazione con SimpleNote, un servizio Web per iPhone e iPad.

Dalle immagini presenti sul post sembra che il lavoro per rendere l'interfaccia meno spartana, pur conservandone l'intuitività, sia stato davvero buono. Certo, le impressioni sono una cosa, la realtà un'altra. Solo io ci vedo una certa evoluzione verso applicazioni simili?

Non resta che attendere la fine del mese di ottobre, quando Scrivener 2.0 sarà finalmente disponibile. Rimando impressioni e quant'altro a quella data.

lunedì 13 settembre 2010

Aggiornamento per 1Password


L'applicazione per la gestione delle password arriva alla versione 3.4.1.
Rivisto il supporto per Dropbox, migliorata la localizzazione, e altro ancora.
39,95 Dollari (versione dimostrativa disponibile, anche per Windows).

AgileWebSolution.

domenica 12 settembre 2010

Recensione: La scuola dei dittatori

La volontà popolare è un'entità almeno tanto misteriosa quanto Dio. Essenziale è poter manovrare il meccanismo adatto a fabbricarla.


Il futuro dittatore dell'America, Mr. Doppio Vu, e il suo fedelissimo collaboratore, professor Pickup, hanno girato a lungo l'Europa.

Il Vecchio Continente ormai sotto il tallone dei regimi totalitari, ha forse da offrire idee, e soprattutto la ricetta migliore per seppellire la democrazia. Ma i due uomini non sono soddisfatti di quello che trovano; la visita nella Germania nazista prima, nell'Italia fascista poi, li ha delusi.

Ma la fortuna viene loro in soccorso.
A Zurigo scovano un emigrato politico italiano, tale Tommaso detto Il Cinico, che svelerà i segreti che possono assicurare all'aspirante dittatore, il successo.

Non è un romanzo e neppure un racconto, piuttosto una sorta di dialogo tra i tre uomini, senza sfondo o scenario alcuno. Una riflessione che potrebbe trovare nella rappresentazione teatrale la sua forma migliore.
Ma questo in fondo è del tutto secondario.

Lo stile di Silone, scabro, in un certo senso spigoloso, può allontanare il lettore. In realtà è il ruvido abito che l'autore indossa per allertarlo di ben altri, più pericolosi abiti che avvolgono pensiero, sino a strangolarlo. Come se cercasse di convincerci ad andare oltre le apparenze, soprattutto quando queste fanno di tutto per rendersi poco appetibili.

In fondo ogni dittatura è magniloquente, retorica, evoca immagini suggestive, o minacce inaudite; esalta il capo, le sue capacità di rara forza, ha in odio qualunque testa dubbiosa, pensante.
La parola dell'autore, così "semplice", racconta la verità: pensare con la propria testa è brutto, rompe l'armonia, nasce dalla necessità della riflessione, del silenzio.

"La scuola dei dittatori" è un libro amaro e dolente sul destino che attende le democrazie "se".
Il passato non si ripete; ma le leve che generano il consenso attorno all'uomo forte, suggerisce Silone, sono sempre pronte a rimettere in moto il meccanismo che tramuta le persone, in massa.

Menzogna, fiuto, capacità istrioniche, spregiudicatezza, violenza, nonché crisi, paura, sono i tanti tasselli che messi assieme, creano il profilo del salvatore della patria. E un capro espiatorio lo si trova sempre, senza nemmeno faticare troppo.

Non esiste una reale conclusione, nessun lieto fine.
Ma se Tommaso Il Cinico, dopo aver tanto insegnato all'aspirante dittatore, ribadisce il suo impegno contro ogni dittatura, egli si indirizza in realtà al lettore. Pur avendo svelato i segreti per confezionare la dittatura perfetta, anche chi legge ora li conosce. Che almeno inizi a riflettere...

Mondadori.

sabato 11 settembre 2010

Ricordati: l'iPad non è un giornale


E' meglio non scordarselo.

Sul buon uso dell'ebook

Lo scrittore Remo Bassani propone un ebook in PDF che racchiude una serie di racconti di scrittori esordienti.

Gratis.
L'ebook come sistema per raccontare storie "periferiche", per dar voce ad autori sconosciuti.

giovedì 9 settembre 2010

Anche in termini romaneschi

Se queste affermazioni sono vere (non mi fido granché di come i giornali riportano i fatti, le dichiarazioni), il Senatore dovrebbe agire solo in un modo.

Chiedere scusa. Anche in termini romaneschi, se ci tiene.
Per rispetto di chi ha visto il padre, il marito, steso su un marciapiede, ammazzato.

Aggiornamento: c'è stata una dichiarazione che rettifica e chiarisce.

Non sono ottimista come il figlio del dottor Ambrosoli, secondo il quale il mondo finanziario ha fatto tesoro di quanto accaduto. Concordo sull'altro punto: sembra che il mondo politico fatichi ad affrancarsi da un certo modo di pensare.

mercoledì 8 settembre 2010

Segnalazione doverosa

Ieri ho segnalato che la casa editrice Intermezzi vende i libri dei suoi autori in formato ePub.

Oggi ci torno su per informare che le loro opere NON utilizzano DRM o altre forme di protezione. I piccoli capiscono meglio dei grandi (editori) che il primo passo per il successo dell'ebook non è imporgli il guinzaglio.

Amazon, sempre più giochi

Amazon è il gigante dei libri, anche elettronici, certo. Ma la torta è nei giochi; ecco perché Andre Vrignaud è passato da Microsoft ad Amazon. Presso la società di Steve Ballmer si è occupato di Xbox Live e della sua integrazione con Windows Phone 7.

Adesso, nuovi incarichi e sfide. Facile prevedere come il Kindle sarà, relativamente presto, a colori, e non solo dedicato ai libri.

Cosa diceva Steve Jobs? Ah, già; i prodotti che fanno solo una cosa, lasciano il passo a quelli che permettono più cose.

martedì 7 settembre 2010

Cyberduck si aggiorna

Il client FTP (gratuito, ma le donazioni sono gradite), ora supporta Google Storage, Amazon S3 e prossimamente pure Windows.

Via Cyberduck.

Piccole case editrici e ebook

La casa editrice Intermezzi vende i suoi libri in formato ePub.
A un prezzo aggressivo.

domenica 5 settembre 2010

Recensione: La chiusa n.1

Nulla è più sconcertante di una tragedia non riuscita.

Il commissario Maigret sta per andare in pensione quando Mimile viene accoltellato, e precipita nella Senna.

Sopravviverà; ma il più celebre poliziotto di Francia nei suoi ultimi giorni di servizio, dovrà lavorare alla soluzione del caso.
Anche perché poi si verificherà un omicidio, e non solo.

Emile Ducrau, l'aggredito, è un uomo rozzo, ma ricchissimo. Possiede cave, frantoi, chiatte, e controlla il commercio fluviale sino in Belgio.

Ha una moglie rassegnata, amanti, una figlia illegittima e mezza matta; poi un figlio schiacciato da un padre dalla personalità troppo forte, e che si ucciderà. Una figlia che gioca alla borghesuccia rispettabile, e un genero incapace.

Simenon ama mettere sotto la lente d'ingrandimento una certa umanità che "si è fatta da sola", si è arricchita smisuratamente; ma che non perde nulla dei vecchi tratti.

Perché il denaro, accatastato, usato per comprare una villa accanto a quella di vicini ricchi e snob, non riesce a togliere di dosso il ricordo di che cosa si è stati.

La moglie di Ducrau, si comporta come una domestica, pur avendone una a suo servizio.

I mobili delle case sono volgari, e anche i vestiti di buon taglio, su certe persone, non riescono nell'impresa di renderli finalmente rispettabili.

E poi su tutto, c'è Parigi. La Senna, il lungofiume, i bistrot, i banconi di zinco, la luce nitida che scolpisce palazzi, tram, alberi e persone.

Maigret si può detestare, e Simenon lo si può accusare di ripetere in fondo i medesimi cliché, imprigionando il suo personaggio in una serie di abitudini, senza sorprese per il lettore.

Eppure sono pochi gli autori che hanno saputo incidere in maniera tanto chirurgica sulla meschinità, l'ipocrisia, la ferocia imbellettata di buone maniere come Simenon. Solo per questo bisognerebbe leggere le indagini di Maigret.

Adelphi.

giovedì 2 settembre 2010

Il peso del silenzio

Nel mondo del Web importa solo cercare di essere sempre sulla notizia; ma è davvero tale, o si tratta di chiacchiere?

Sono talmente tante le sollecitazioni: basta allungare le mani, e servirsi. Poi subentra la fatica, l'impegno appare troppo gravoso.

D'altra parte, diventa difficile confrontarsi coi giorni seguenti, vuoti di argomenti, di aggiornamenti; una strana frenesia ci coglie, quasi ci grida di muoverci, di non restare indietro. O saranno guai.

Google non perdona.

Il silenzio, quindi la riflessione, l'attesa che i confronti e le opinioni altrui diano frutto, diventa quasi un ostacolo.

Ma un ostacolo a cosa?

Credo che il silenzio sia un peso; ma che racchiuda una dolcezza strana, segreta. Come se la pazienza che impone, sia ambasciatrice di uno sguardo che si affina sempre di più.
Migliora.

Il miglioramento di una persona passa attraverso le soste, la sospensione del cammino; la corsa non sempre è indice che si va da qualche parte.