martedì 31 agosto 2010

OpenOfficeorg4Kids 1.0 è tra noi

La suite burocratica Open Source per i giovanissimi (7/12 anni), è pronta al download.

Gratis per 7 giorni ebook su Snow Leopard



Per 7 giorni (che con oggi però diventano 6), sarà possibile scaricare gratis "Snow Leopard: trucchi e segreti del nuovo OS".

lunedì 30 agosto 2010

I banner contestuali? Una volta...

Prima di procedere: leggi l'articolo del Wall Street Journal.

Fatto?

Qualche giorno fa ho cercato notizie a proposito di un film ambientato sulla montagna dell'Eiger. Si intitola "North Face".

Ricorro a Google, che mi fornisce questi risultati.



I primi non sono in linea con quanto cerco, ma troverò comunque quello che mi serve.

Quando dopo qualche minuto mi sono spostato sul mio blog, ho trovato questo banner:




Probabilmente ho scoperto l'acqua calda, e molti avranno già notato questo "fenomeno".
Per tutti gli altri: Google dovrebbe far comparire sul mio blog banner legati all'argomento che tratto. Lettura, ebook, e via discorrendo.

Quel banner invece, è comparso perché i cookie che ho "raccolto" nella mia precedente navigazione, sono stati letti, interpretati dal sistema pubblicitario di Google.

E' una rivoluzione copernicana...

domenica 29 agosto 2010

Recensione: L'onore perduto di Katharina Blum

Che cosa rende improvvisamente tanto odiose le rosse poltrone di cuoio in cui si sono trattati tanti buoni affari e condotte tante conversazioni confidenziali, dove si può sedere veramente comodi e ascoltare musica?


Katharina Blum è una giovane donna di ventisei anni, divorziata, e governante presso una agiata famiglia di Colonia.

Benvoluta, precisa, orgogliosa, è il classico tipo che ama lavorare: attenta a cosa spende, conduce una vita se non agiata, tranquilla, priva di preoccupazioni.
Spedisce soldi al fratello in prigione, paga il mutuo con regolarità, un po' di cinema, o una scatola di cioccolatini ogni tanto.

Non le manca qualche piccola mania: come guidare per chilometri senza meta, quando piove.

Ma è sufficiente essere "normali", svolgere alla perfezione il proprio lavoro nella Germania degli anni '70?
No, soprattutto se a una festa si incontra uno sconosciuto, lo si porta a casa propria, e il giorno dopo la polizia irrompe nell'abitazione per arrestarlo. Ma lui (ricercato), fugge grazie alla donna.

A questo punto si mette in moto la "perfetta" macchina dell'informazione. L'acquisto di un appartamento a prezzo di duro lavoro diventa sospetto, il girare in macchina pure; in breve tanti piccoli elementi senza valore, disseminati nei mesi, negli anni precedenti, appaiono qualcosa di diverso.

La donna viene presa di mira dalla stampa, fatta a pezzi; la sua vita passata al setaccio, deformata e irrisa. Non serve a nulla essere "educati" o "pignoli" con la stampa: le parole sono stravolte, il senso delle frasi modificato ad arte.

Alla fine, Katharina spezzerà l'accerchiamento con due colpi di pistola, all'indirizzo del giornalista responsabile della campagna di calunnie.

L'opera di Boll è una lezione (disattesa non solo in Germania), su come le persone possono essere stritolate quando il clima di un Paese si guasta.
Non importa perché accada: quello che l'autore adombra è che forse la cattiva coscienza dei singoli spinge a cercare altrove i responsabili, piuttosto che in se stessi, nel proprio stile di vita.

Le macerie della guerra, hanno fatto posto ad altre, su cui nessuno però mette mano.

Lo stile del racconto procede per piccoli, o piccolissimi capitoli, quasi una serie di ordinati verbali dove gli eventi sono spiegati e illustrati con una assenza di fronzoli e descrizioni, che un poco guastano il risultato finale.

Come se Boll volesse contrapporre alla montagna di menzogne di certa stampa, i fatti nudi e crudi, e poco altro. Col rischio di rendere l'opera troppo asciutta.

Il libro è un esempio di come senza commettere alcun reato, si può spingere una persona a compierne uno. La responsabilità è di certo sempre del singolo: Boll però sembra indicare che una democrazia ha bisogno innanzitutto di persone capaci di ragionare. Non solo di acquistare o leggere giornali.

Einaudi.

sabato 28 agosto 2010

A proposito di ePub e Pages

Dopo l'aggiornamento della suite iWork '09 che porta in dote il supporto per l'ePub, conviene leggere quanto spiega Apple al riguardo.

Nella pagina è presente anche un documento (in formato .zip), che dovrebbe aiutare a realizzare file ePub a regola d'arte.

Recensione: Il porto dei sogni incrociati

"E il desiderio allora? Cosa sarebbe l'uomo senza desideri?
"Be", rispose Sundgren con un sorriso tirato, "più o meno quello che sarei io".


Una storia di mare con protagonista il capitano Marcel, che a bordo di un mercantile, costeggia i porti di Spagna, Irlanda, Francia e Danimarca. Appena sceso a terra, incontra uomini, donne, a cui cambia la vita. O meglio: ridona loro la voglia di osare.

Sono persone intrappolate in una quotidianità che è la loro, senza che essi le appartengano davvero.
L'esperto informatico divorziato, con due figli che per lui hanno una totale indifferenza. La vedova che offre la cena all'equipaggio dei (pochi) mercantili che attraccano nel porto. La giovane spagnola, o l'esperto di pietre preziose: tutti sono accomunati dal desiderio di lasciare una traccia nel mondo.

Forse questo è possibile tornando ad amare, ma il romanzo, dopo aver svelato il passato terribile del protagonista, proprio a costui riserva un finale malinconico e solitario.

Larsson sembra più a suo agio quando affronta il mare; e anche se non vi sono le traversate, le tempeste de Il cerchio celtico, o de La vera storia del pirata Long John Silver, permane la sua forza.

Come se solo il mare fosse capace di curare i malesseri della terra, o di donare la giusta "medicina". Perché sull'acqua l'essere umano mostra il vero volto, distante dalle convenzione e ipocrisie imposte dalla vita quotidiana.

Alla fine i quattro personaggi troveranno il modo, se non di lasciare traccia di sé nel mondo, di vivere meglio. Forse persino di raggiungere un poco di felicità.
Solo Marcel, in barca, scivolerà via per obbedire al richiamo della libertà: talmente assoluto che persino un figlio, non lo indurrà a restare.

Il dilemma di Larsson, tra amore e libertà, rimane insoluto, o meglio: la soluzione sembra essere una sola. Non si può che scegliere o l'uno, o l'altra, e i protagonisti dei suoi romanzi scelgono senza dubbio la libertà.

Iperborea

venerdì 27 agosto 2010

Carbon Copy Cloner in beta

Il mio programma preferito per clonare il disco rigido su Mac (Carbon Copy Cloner, appunto), è approdato alla beta 1 della versione 3.3.4.

Assieme a Time Machine, e a Backup (compreso nell'offerta a pagamento MobileMe), rappresenta la linea difensiva più efficace contro guasti o perdite di dati.

E' gratis, ma le offerte sono gradite.

Sito produttore.

giovedì 26 agosto 2010

Il Web è un lavoraccio

Accade persino al sottoscritto, che non è certo il più qualificato per parlare. Ricevo email che recitano: "Come mi devo regolare coi guadagni di Amazon?".

Non è facile spiegare che i soldi è l'ultimo dei tuoi problemi. Il primo, rigorosamente ignorato, è che nessuno ti conosce.

Qualunque sia il tuo obiettivo, non basta essere su Facebook per contare su un pubblico disposto a qualcosa di impegnativo come spendere.

Non devi semplicemente esserci: quello è alla portata di chiunque. Devi imparare a essere presente in maniera differente.
Parlo di partecipazione.

Blog, sito, pagina di Facebook o aggiornamento tramite Twitter, non aiutano granché. O meglio: funzionano se sei stato tra i primi a usarli, e raccontavi qualcosa di interessante.
Se hai già una reputazione, allora il tuo lavoro è agevolato.

In caso contrario devi lavorare duro, e diventare non qualcuno: bensì te stesso.
Il brutto del Web è che ha scatenato una strana emulazione che tende solo a escludere, a generare liti, discussioni inutili, chiacchiere.

Così si creano i gruppi, le tribù; suonano i tam tam, si chiamano a raccolta i sostenitori.
Poi, si urla.

Essere se stessi, significa sapere che cosa si vuole dai propri talenti. Conoscerli pure, si capisce.
Lavorare per renderli meno grezzi. Dare a essi quel taglio, capace di distinguerli da qualunque altra cosa simile.

Il talento, quando esiste, parla per forza di noi, non di altri. Non ha neppure bisogno di forza, di grida: la sua esistenza ferma lo sguardo, attira l'attenzione.

Se sei arrivato a leggere fin qui e ritieni che sia dopotutto una questione da poco, forse ti sfugge ancora qualcosa...

mercoledì 25 agosto 2010

OpenOffice.org 4Kids in versione finale

La versione 1.0 di questa applicazione Open Source, e dedicata a giovanissimi di età compresa tra i 7 e i 12 anni, sarà disponibile entro la fine di questa settimana.

Présentation OOo4Kids 1.0 from Jean-Marie LAFON on Vimeo.


Via OOo4Kids.

martedì 24 agosto 2010

iBookstore, come vanno le cose?

Qualche mese fa Apple aveva dichiarato di detenere il 22% del mercato degli ebook: da allora il silenzio.
Se è vero che la mancanza di notizie (a volte), è un buon segno, a questo punto ci si può arrischiare ad affermare che il successo per Cupertino latita.
Ma d'altra parte quello dei libri non è certo qualcosa che Steve Jobs desidera conquistare: in caso contrario lo avrebbe fatto.

Joe Konrath, uno scrittore statunitense, su Kindle vende circa 200 ebook al giorno, mentre sull'iPad la cifra è di 100 al mese, più o meno.

Essendo una testimonianza singola, va presa per quello che è: una testimonianza. Ma credo indichi la forza di Amazon e la sostanziale indifferenza di Apple (sino a oggi), per il mercato del libro elettronico.
La polpa per Jobs, è altrove.

Intanto Seth Godin annuncia che Linchpin sarà l'ultimo libro pubblicato nel modo tradizionale. Staremo a vedere come intende muoversi, e soprattutto se tra un anno sarà della stessa idea.

lunedì 23 agosto 2010

Scrivener 2.0, le novità

Come ormai si sono accorti tutti (tutti: i celeberrimi 4 gatti), non di rado parlo delle applicazioni per la scrittura su Mac. Probabilmente, è un argomento che provoca lo sbadiglio, e me ne scuso: però mi interessa.

Scrivener è una di queste applicazioni, e la versione 2.0 sbarcherà tra di noi nel prossimo mese di ottobre.
Il suo sviluppatore, Keith Blount, ne approfitta per illustrare sul proprio blog cosa ci sarà di nuovo. E cosa mancherà (forse per sempre: la linea temporale, oppure i commenti come in Pages o Word).

Curiosità: Scrivener non supporta Pages, ma la responsabilità secondo lo sviluppatore è tutta di Apple. Sino a quando la società di Cupertino non si deciderà a documentare in maniera completa (al momento è solo parziale), il formato .pages, non sarà possibile per Scrivener il suo supporto.

domenica 22 agosto 2010

Recensione: I racconti della Kolyma




"Tu cosa ci dai, l'anima?".
"No" dissi. "L'anima non ve la do".


Il ciclo della Kolyma, l'universo dei Gulag raccontato da una delle personalità della letteratura russa più importanti.
Varlam Salamov ci trascorre 17 anni, e assiste allo smantellamento dell'uomo, e di se stesso. Sarebbe un errore considerare il libro solo una testimonianza di un orrore tanto diffuso, da risultare "normale".

E' "normale" farsi saltare le dita con un colpo d'ascia, e finire per un po' nell'ospedale (e il gesto procurerà un altro processo, una seconda condanna). Pur di evitare il lavoro.

Diventa "normale" ricevere botte, godere del male degli altri, mentire, rubare, simulare, dimenticarsi di che cosa sia l'umanità.

E' "normale" nascondere la morte di un prigioniero, per poter mangiare la sua razione di pane, anche se per due giorni.

Eppure Salamov riesce in un'impresa quasi titanica: sopravvive l'uomo, e con lui l'artista.

Basta leggere il racconto "Il ladro di porci", per apprezzare lo stile, la capacità di gestire la parola, con una sicurezza, e forza, affascinanti.
Niente è eccessivo, fuori posto, tutto è gestito con forza misurata.

Si percepisce la volontà quasi disperata di ricordare, di raccontare ogni cosa con rigore scientifico. E accanto a questa, l'urgenza di rendere la parola perfetta, possente, e di scolpire le vite che il tritacarne del Gulag ha spazzato via.

La parola per Salamov diventa il mezzo per ridare dignità e volto a esistenze che il regime voleva cancellare.
Questo libro è pieno di nomi e cognomi. A volte solo un accenno (chissà chi era lo scrittore tataro Min Sabaj), altre volte racchiudono una storia, un episodio.

Salamov con "I racconti della Kolyma" riconduce la parola al suo significato più autentico: ricordare, condividere. Apprezzare la bellezza ("Il mugo" è un lavoro finissimo di grande letteratura).

In un mondo dove era piegata a servire la menzogna, Salamov ridona alla parola dignità e senso.
Una lezione valida anche qui, e ora.

Adephi.

sabato 21 agosto 2010

Recensione: Hope



Piccola premessa.
Recensire un genere letterario distante dai propri gusti non è semplice. "Hope" è un libro di fantascienza; siccome nel nostro Paese questo è considerato, nonostante Asimov (per fare un esempio), un genere di serie "B", ci provo lo stesso.

Tutto viene spiegato nel breve prologo che apre il libro: una razza aliena nel luglio del 2010 invade la Terra, scatenando una guerra che condurrà alla morte, o alla deportazione, gran parte dei suoi abitanti.

La Resistenza tuttavia si organizza (anche con l'aiuto di una popolazione aliena amica), e le speranze, nei successivi anni di conflitto, si concentrano su un'astronave. Hope appunto, che potrebbe capovolgere definitivamente le sorti del conflitto.

Ma scompare.

Il libro parla delle avventure di quella astronave.

Ci sono dei riferimenti nemmeno velati alla letteratura di genere; in prima fila quel Douglas Adams il cui spirito permea buona parte delle pagine. E il computer Soltanto Profondo è un omaggio a Pensiero Profondo che si trova nella "Guida Galattica per gli Autostoppisti".

Anche l'espediente di scaraventare l'astronave in un universo diverso dal nostro, lo si ritrova nella serie "Star Trek: Voyager". Che si apre con la nave stellare ficcata in un universo lontanissimo, e il dovere di rientrare.

Una rimasticatura di cose già viste, trite e ritrite?

"Hope" in realtà torna su sentieri già battuti, riuscendo con una certa abilità a evitare (magari non sempre), cliché che certa letteratura, e cinema, e televisione, hanno consolidato.

La storia si sviluppa in una serie di spostamenti tra pianeti diversi, e a contatto con popoli folli e feroci. Il piccolo equipaggio terrestre/alieno (un altro tributo a Star Trek), ha solo un obiettivo: rientrare, e salvare la Terra.

Nel libro non tutto funziona; ma è quasi inevitabile essendo un'opera prima.
I periodi spesso sono lunghi; troppo. Una loro "frantumazione", regalerebbe alla storia un ritmo che non guasterebbe affatto. C'è una certa abbondanza nell'uso degli avverbi.

Le digressioni, se hanno il pregio di alleggerire, o spiegare, tratti e situazioni della storia (inevitabili, visto il genere), non di rado rallentano il suo procedere, col rischio di annoiare.

I protagonisti appaiono delineati con mano sufficientemente ferma.
Le varie razze aliene incontrate nel viaggio, mostrano in chi scrive una discreta capacità nel trasferire vizi e storture umane, altrove.


Tutto o buona parte, si salva grazie a un'ironia intelligente, che attraversa le pagine regalando al lettore il desiderio di proseguire, di vedere come la storia procede. 

L'autore deve ancora impadronirsi dei segreti della narrazione - quelli che rendono la storia un meccanismo a orologeria se non perfetto, compiuto.
Ma costui ha almeno imparato le due lezioni che lo separano dai dilettanti.

Vale a dire creare un incipit (ricorrendo al prologo), che invoglia a proseguire, a dare un'occhiata.
E scrivere una storia interessante.

Al di là dei limiti, "Hope" è un godibile esempio di letteratura di fantascienza confezionata con cura e passione; ed è scritto in un buon italiano, merce rara per chi "aspira" a essere uno scrittore.

La speranza è che l'autore continui, affrancandosi dai suoi "numi tutelari" (quasi dovesse pagare loro un tributo), per osare di più. Il lavoro svolto sembra promettente; il tempo ci dirà se "Hope" è un fuoco di paglia, oppure l'opera prima di un nuovo autore.

Hope (in vendita su Lulu.com).

giovedì 19 agosto 2010

Ebook, autori, e agenti letterari: la situazione in Italia

A proposito della mossa di Andrew Wylie, di cui avevo parlato un po' di tempo fa.

Solo adesso scovo questo post dove si illustra una politica un poco diversa rispetto alla posizione di Roberto Santachiara.
Costui è un celebre agente letterario che di fatto ha sconsigliato agli autori italiani di gettarsi nel mercato dell'ebook: pochi soldi. Cioè royalty attorno al 25% ma sul netto defiscalizzato, non sul prezzo del download.

Stefano Tettamanti, pur condividendo le preoccupazioni del collega, conferma di aver chiuso accordi con le case editrici. E le royalties sono calcolate sul prezzo del download defiscalizzato.

La morale?
In un settore ingessato come quello italiano, dove i lettori sono pochissimi, queste mosse non sembrano capaci di curare il male del libro in Italia.
Ci sono pochi lettori. La lettura non viene percepita come risorsa per osservare, capire, confrontarsi. E la "facilità" dell'ebook, la sua convenienza; la praticità di avere un gingillo capace di conservare qualche migliaio di titoli, potrebbero non essere elementi sufficienti per avvicinare alla letture le persone.

martedì 17 agosto 2010

Se l'habitat non è favorevole

Almeno in Italia, il problema non è nel libro elettronico, nella sua capacità di spezzare equilibri o (cattive) abitudini. Bensì nel sistema editoriale.
Credo che sia illuminante a questo proposito la lettura dell'ebook "Le invio un manoscritto. Attendo contratto".
E' gratis, ma è possibile versare una cifra di 4 Euro.

Perché alla fine, la tecnologia sprigiona il suo potenziale innovativo solo se trova un habitat appena favorevole. In Italia, sembra che di favorevole ci sia ben poco, ormai...

lunedì 16 agosto 2010

Don't be evil, Google si aggiorna?

Una volta era il motto di Google, adesso, chissà.
Mi sembra che l'articolo del Wall Street Journal sia passato sotto silenzio, da queste parti. Complice ferragosto, unita all'idea che il cattivo è Microsoft, oppure Apple.
Il motore di ricerca di Mountain View, no.

venerdì 13 agosto 2010

Penguin Books apre agli esordienti (per poco)


La casa editrice anglosassone Penguin Books spalanca
le sue porte agli esordienti (sino alla fine del mese di ottobre).
Sarà sufficiente un'email con sinossi, nota, senza inviare il manoscritto completo (perché continuare a chiamarlo "manoscritto" poi?), e sperare.

Si tratta di un'eccezione, poiché Penguin Books non accetta invii di materiale da parte di esordienti.

No, non è un lavoraccio: qualunque sia la massa di mail che riceveranno, basterà loro un'occhiata per scartare il 95% del materiale ricevuto.
Due occhiate faranno giustizia di quello che resta, e alla fine l'attenzione si concentrerà sull'1/2%. Ma non è detto che ne esca qualcosa di buono.

Non è la facilità che permette di emergere: ma la qualità. E questo varrà per sempre.

33 a 13

NeoOffice (33) batte Office per Mac 2011 (13). I numeri si riferiscono al supporto per le lingue delle due suite da ufficio. La prima Open Source, la seconda a pagamento (disponibile entro quest'anno).

Lo sviluppo di NeoOffice è affidato di fatto a 2 persone; quello di Office per Mac a un team di ingegneri raggruppati nella più grande divisione software dedicata al Mac al mondo (dopo Cupertino, certo).

Nella suite di Microsoft, il supporto per le lingue che si scrivono da destra a sinistra (ebraico, e arabo), non ci sarà nemmeno stavolta. A occhio e croce la faccenda riguarda 1 miliardo di persone: bazzecole.

NeoOffice supporta sia l'arabo che l'ebraico.

mercoledì 11 agosto 2010

Amazon, non solo Kindle

Schermo a colori, touch-screen: ci lavora il LAB 126.

Via New York Times.

Random House a proposito di libri e ebook

L'amministratore delegato della casa editrice Random House risponde in un'intervista su "Der Spiegel".
In inglese, tranquilli.

Via Der Spiegel.

lunedì 9 agosto 2010

Statistiche a proposito di ebook (e non solo)

Si tratta di statistiche che riguardano il mercato statunitense.
Per quanto riguarda i libri elettronici, Amazon detiene circa il 60% dei download, seguita da Barnes&Noble (circa 20%), Sony (al 5% più o meno), e al resto toccano le briciole.
In quel "resto" c'è anche Apple, e il suo iBookstore.

Il Kindle detiene il 40% del mercato dei lettori di ebook.
E adesso ancora un paio di percentuali che faranno drizzare i capelli ai librai...

Il 50% di chi possiede un lettore di ebook ha smesso di acquistare libri di carta, mentre il 49% non è più interessato a recarsi in libreria.

ViaTOC O'Reilly.

sabato 7 agosto 2010

Recensione: Gente Indipendente




Un uomo ha un solo sogno: essere indipendente.
Per 18 lunghi anni costui ha mangiato il pane altrui, finché è riuscito nell'impresa: acquistare un podere. E pazienza se è percorso da spiriti maligni e demoni, se le pecore muoiono o hanno i vermi, e la terra non regala nulla.

Bjartur crede solo in se stesso, e nelle antiche saghe islandesi di cui recita i versi. Perderà la prima moglie, la seconda, i figli, ma resterà follemente fedele alla propria indipendenza, senza badare a niente, senza curarsi di nessuno.

Poi verrà la I Guerra mondiale "benedetta", perché regalerà un po' di benessere agli islandesi. Qualcosa sembra andare nella giusta direzione, ma è un'illusione.
Il podere divorato dai debiti sarà venduto all'asta, e toccherà ricominciare da capo, da un'altra parte.
E cosa resta all'uomo che ha cercato di essere indipendente? Forse solo l'amore per una figlia che non è neppure sua.

"Gente Indipendente" è un vigoroso abbraccio della terra d'Islanda a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Superstizione, fede (poca), l'arrivo delle prime cooperative, delle idee socialiste, degli scioperi. L'America lontanissima, gli spiriti maligni che percorrono la brughiera, la leggera ma feroce divisione di classe; tra contadini perseguitati dalla fame, dai pidocchi, e ricchi che ammirano (e ammirano solamente), la vita bucolica e agreste, e intanto si arricchiscono.

Su ogni altra cosa, un'umanità e una terra che non si capisce e non si conosce mai completamente, sfuggente, misteriosa. Proprio per questo, meravigliosa.

Iperborea

venerdì 6 agosto 2010

Su Amazon UK sbarca il Kindle Store

Sul sito britannico di Amazon compare il Kindle Store.
La notizia vera, sarebbe l'arrivo anche in Italia di Amazon, ma cicca, come si dice.


Chi ha pubblicato (come il sottoscritto), un libro sullo store statunitense, e aveva spuntato l'opzione "Worldwide Rights – all territories", non ha da fare altro. Tranne eventualmente scegliere un prezzo differente rispetto a quello applicato su quello statunitense.

Chi viceversa non lo ha fatto, può recarsi nel proprio "BookShelf", premere sul pulsante "Actions" e dal piccolo menu a discesa scegliere: "Edit rights, royalty, and pricing."



A questo punto basta selezionare "Worldwide Rights – all territories", e poi, in basso, scegliere se lasciare il prezzo in Dollari (che viene convertito automaticamente in Sterline); oppure stabilirne un altro.


Conferma che tu possiedi i diritti della tua opera in tutto il mondo, quindi salva tutto. Nient'altro.

Pubblicare ebook su Amazon: come fare

Aggiornamento. L'acquisto però è consentito solo a chi risiede nel Regno Unito. Chi abita altrove, sarà indirizzato su Amazon USA.

martedì 3 agosto 2010

Amazon, qualche numero

Di recente avevo sottolineato come Amazon fosse piuttosto lacunoso nel fornire i dati a proposito di quanti Kindle e libri elettronici, vende davvero.

Nei commenti al mio post postoditacco mi forniva qualche elemento di più.
Adesso arriva un'intervista a Ian Freed.

Non svela granché.
Affermare che l'80% dei libri elettronici di Amazon sono venduti ai possessori di Kindle, non è stata una notizia tale da farmi sobbalzare dalla sedia.

Si conferma quanto in fondo già si immaginava: chi possiede un iPad compra sull'iBookstore, chi ha un Kindle va su Amazon.

Per quanto riguarda la suddivisione del mercato dell'ebook: secondo Freed, Amazon detiene il 70/80% della "torta".

Che sia un mercato in crescita, è indubbio, così come è indubbio che l'iPad è un dispositivo differente rispetto al Kindle.

Amazon sembra ribadire in maniera ossessiva che il dispositivo di Apple non rappresenta una minaccia. Credo abbia ragione: il mercato del libro (elettronico), non interessa affatto a Cupertino. Non si guadagna abbastanza, perciò lo lasceranno ai vari Barnes and Noble, e Amazon.

Visto la capacità di cambiare le regole del gioco, se Apple decidesse di giocare in questo settore, lo farebbe.
Basta ricordare cosa si diceva quando venne lanciato l'iPhone: cosa diavolo credeva di fare, Jobs? Scalzare Nokia?

Non l'ha scalzata, ha fatto qualcosa di peggio: l'ha resa goffa, e vecchia.

E qualcosa trapela nell'intervista, quando Freed afferma che il legame Kindle+ebook non è un modello di business per l'azienda. Il dispositivo rende, ed è "slegato" dalla vendita dei libri.

Io sono maligno, e credo che questo sia un bene per Amazon...

Via Cnet.

Nixoland, l'ebook col video


Uno dei primi ebook con tanto di video, è dedicato al periodo 1965/1972 della storia statunitense, e ha il presidente Nixon come protagonista. Il "Watergate" è solo parzialmente coperto.

Grazie alla collaborazione tra l'editore e il canale televisivo CBS, nell'ebook sono inclusi 27 filmati d'epoca, come il primo dibattito televisivo tra Kennedy e Nixon.



Via New York Times.

lunedì 2 agosto 2010

La fuga degli autori dagli editori

D'accordo, il titolo è un po' (troppo), a effetto. In realtà non si tratta di fuga, ma di un allontanamento dagli editori.
Riguarda lo scrittore giapponese Ryu Murakami, che rilascerà il suo prossimo libro per l'iPad di Apple.

Via Punto Informatico.