mercoledì 30 giugno 2010

Amazon rivede la piattaforma di pubblicazione



Qualche brivido ieri sera quando ho visto che il mio ebook su Amazon non era più raggiungibile.
Poi ho notato che un mucchio di altri libri non erano più disponibile.

Stamane tutto è tornato a posto, ma con qualche novità; mi riferisco però alla DTP di Amazon, la piattaforma che permette di pubblicare e vendere libri elettronici sul sito statunitense.

L'interfaccia è stata rivista, come si può notare:



Più luminosa, decisamente più comprensibile. Non è necessario spiegare le novità; diciamo solo che adesso una colonna sulla destra (di chi legge), spiega in maniera succinta i diversi passi da compiere per pubblicare.



Adesso compare la possibilità di scegliere il 70% delle royalty:



Inutile illudersi. Meglio leggere le condizioni; così si scoprirà che si applica solo alle vendite realizzate negli Stati Uniti.

L'iPad è un prodotto differente



Fortune: Obviously, the Kindle's price drop was in response to Barnes & Noble's price cut on the Nook. Did the iPad and its overnight success play a role, too?

Bezos: No. The iPad… I think there are going to be a bunch of tablet-like devices. It's really a different product category. The Kindle is for readers.


Il successo dell'iPad non deve trarre in inganno: l'iBookstore, la possibilità di acquistare e leggere ebook è un "di più". Di fatto lo si acquista anche per leggere, ma soprattutto per una serie di altri compiti quali navigare, controllare la posta, giocare.

In vista della versione 3 del Kindle (previsto per agosto?), credo sia opportuno per Amazon ribadire la sua politica: non inseguire il dispositivo di Apple, ma lavorare sui punti di forza del proprio dispositivo.
Senza snaturarlo.

Esiste piuttosto il rischio di ebook su differenti (troppe), piattaforme: Sony, Amazon, BarnesandNoble, iBookstore... Spesso lo stesso ebook, a un prezzo differente.

Nel mezzo, la protezione digitale DRM che lega un ebook a un dispositivo. Sono certo che nel giro di qualche anno, si comprenderà quanto sia inutile.

Nel frattempo il lettore o si lega ad una piattaforma, o acquista due/tre lettori di libri elettronici per essere (relativamente), libero di acquistare e leggere cosa preferisce.

Oppure impara ad aggirare la blindatura del DRM per essere in grado di leggere i suoi libri (acquistati regolarmente), sui dispositivi che decide lui.
Non l'editore.

Su tutto, come una spada di Damocle, il giudizio di Steve Jobs, risalente allo scorso settembre.
Secondo il Ceo di Apple i dispositivi che fanno solo una cosa (per esempio: permettere la lettura), alla lunga lasciano il passo a quelli che viceversa permettono più cose.
Proprio come l'iPad.

Vedremo. Di certo la società di Cupertino non ha mai visto il mercato dei libri elettronici come interessante (leggi: remunerativo); e non inizieranno certo domani a considerarlo diversamente.

Via Fortune.

martedì 29 giugno 2010

Kindle per Android



E' qui.
Richiede Android OS 1.6, o versioni superiori.

Amazon migliora l'esperienza della lettura



Amazon arricchisce l'esperienza della lettura per chi possiede iPad, iPhone e iPod touch.
La nuova versione dell'applicazione Kindle per i dispositivi mobili di Apple, aggiunge il supporto per il video e l'audio.

Tuttavia, è meglio non prestare troppa attenzione al taglio dei prezzi dei dispositivi (sempre piacevoli); e neppure all'incremento delle funzioni delle applicazioni.

Non sono questi gli elementi che devi tenere d'occhio, o su cui devi sperare per raggiungere i tuoi obiettivi.

La qualità: tieni d'occhio solo lei. Deve essere la tua alleata, ma sarà anche il tuo nemico più infido. Perché difficile da raggiungere, in un mondo che ama la chiacchiera, la superficialità.

Scegli argomenti di qualità, affrontali con qualità, circondati di persone di qualità.
Crea reti di qualità.
Rendi il tuo nome sinonimo di qualità.

Spera soprattutto nella fortuna.

lunedì 28 giugno 2010

La manutenzione del Mac






Disponibile gratis sul sito di BuyDifferent.

Creare file ePub su Mac




E' il formato del momento (o quasi): l'ePub.
Dal momento che molti desiderano produrre libri elettronici, e i lettori di ebook ricorrono proprio a esso, esiste su Mac qualcosa che permetta una conversione rapida e indolore?

Il pensiero corre a Calibre: gratuito (ma se fai una donazione, nessuno si offende), è l'applicazione che ti serve.

Alcuni programmi di scrittura per Mac si stanno muovendo per offrire questo supporto senza ricorrere a soluzioni terze.

Se vuoi convertire "al volo" i tuoi file in ePub, per il momento devi affidarti a Storyist. Costa 59,00 Dollari, e tra le molte qualità, spicca quella per esportare in ePub, per leggere il proprio lavoro su Stanza, iPad, eccetera, eccetera.

In futuro Scrivener permetterà con un clic o poco più, di vedere i propri file in ePub. Il suo prezzo è 39,95 Dollari, però questa funzione sarà disponibile solo dal prossimo mese di settembre, quando sarà pronta la versione 2.0.

Non è escluso che altre applicazioni si adegueranno. Per il momento, occorre accontentarsi di quello che passa il convento.

Qualunque sia la tua scelta, Calibre o Storyist (ma anche InDesign permette di creare ePub), ricordati di sottoporre il tuo file all'esame (gratuito) di un ePub Validator. Per capire se tutto è andato per il verso giusto, o se occorre sistemare ancora qualcosa.

venerdì 25 giugno 2010

La lettura del venerdì




Incipit de "La lezione", l'ultimo racconto che si trova nell'ebook "Insieme nel buio e altri due racconti". E' disponibile pure su Smashwords, in attesa di ottenere il nulla osta definitivo per comparire nell'iBookstore.
Se qualcuno nei commenti vorrà anche aggiungere qualcosa, meglio.

Buona lettura (spero).

La gioielleria "EffeEmme" era una delle più piccole, e rinomate della città, e si trovava in via Pia, in pieno centro storico, a due passi dalla pinacoteca civica. Era un giorno infrasettimanale, e nella via erano scarsi i passanti, pochissimi i clienti nei negozi, tanta la noia degli esercenti. Alcuni dei quali infatti, stavano sulla soglia a scambiare qualche parola tra di loro.

Ma esistono clienti e clienti. E attorno alle dieci e mezza di un mattino variabile, con basse nubi scure e un'aria fredda, mancando venti giorni al Natale; la gioielleria accoglieva oltre al titolare, e alla sua giovane, spigliata commessa, anche Giovanni Battista Della Rovere.

Sui 65 anni portati magnificamente, alto, magro, elegante nei modi, con un paio di baffi imbiancati in contrasto coi capelli ancora corvini, e un vestito impeccabile di lana scura. Costui era uno degli imprenditori più rispettati e riveriti dell'intera provincia. E vista la moria di imprese che negli anni ne aveva defalcato il numero, tanto più autorevole, e importante.

Temuto anche, si capisce: per i suoi modi diretti, il suo fare spigoloso. Soprattutto (ma questo lo si sussurrava appena), per gli scoppi d'ira, cui si lasciava volentieri andare. Nè egli smentiva, semmai addolciva certi episodi balzati se non alla cronaca, all'attenzione della gente e graziosamente riportati, senza troppi dettagli, nelle rare interviste da lui concesse.

Ma quando si è davvero potenti, molto si perdona; spesso tutto. E il Della Rovere aveva creato nei decenni precedenti, e ancora gestiva, una rete di imprese che dall'edilizia, con cui aveva iniziato, andava al commercio di frutta e verdura, alla movimentazione delle merci, e in genere a tutto quello che genera profitti alti. Se poi sono altissimi, meglio ancora.

Vedovo, con un paio di figli maschi che seguivano le sue orme, tranne che per l'ira, stava perfezionando l'acquisto di gioielli per le care nuore, e i vispi nipotini.

Il negozio era piccolo e proprio per questo graziosissimo. Vetri blindati, telecamere a circuito chiuso, casseforti, e uno squadernare di orologi, gioielli, preziosi di ogni genere, prezzo e fattezza, destinati ai polsi, alle dita e ai colli più danarosi della città, e provincia. Le imminenti festività natalizie si annunciavano per quell'esercizio commerciale, straordinarie.

Non mancava un pensiero per i più sfortunati; un simpatico barattolo, che alcuni clienti più attenti all'estetica criticavano, con una piccola apertura per introdurre gli spiccioli, ricordava l'Africa, la moria per fame di quel continente.

Mentre cliente e titolare chiacchieravano amabilmente, la commessa riponeva la merce all'interno di una cassaforte, ripiegandola nei panni scuri dopo averne verificato il contenuto.

A un certo punto la ragazza, bruna, capelli corti, non molto alta, magra, un grazioso neo poco sopra il labbro sinistro, e un viso bello e pulito, corrugò la fronte.
Controllò con la solita cura l'ultimo panno che stava per rimettere a posto; poi ripeté l'azione, e la ripeté ancora. Quindi poggiò le mani tozze e bianche, senza anelli, sul piano di vetro, deglutì; e ancora una volta ricontrollò. Avendo ricevuto la conferma a quanto notato, attirò discretamente l'attenzione del titolare, che, scusandosi con il suo stimato cliente, si avvicinò a lei.

Confabularono per pochi istanti, con l'uomo che in principio si rabbuiò, serrò la mascella, si passò una mano sulla guancia paffuta, mentre lo sguardo si fissava sul panno, ma in realtà non ascoltava, né vedeva più nulla. Finché mormorò in modo frettoloso, e rivolto alla giovane commessa:
- Ti stai sbagliando. Ne parleremo dopo -. E il titolare, Francesco Mari, più o meno coetaneo del suo cliente, da questi tornò, con un largo sorriso e il consueto volto raggiante.

Ripresero la chiacchierata, ma stavolta fianco a fianco, perché era venuto il momento per l'imprenditore, di tornare ai suoi doveri. Erano amici, certo, e il Mari era sgusciato da dietro il bancone di vetro e metallo per stringere la mano, e definire meglio le modalità di consegna.

La merce acquistata, pagata con un assegno (l'imprenditore non amava le carte di credito, e girava con pochissimi liquidi), sarebbe stata confezionata con carta e nastri forniti dal cliente medesimo, già il giorno seguente. Sarebbe poi ripassato ancora una volta lui a ritirare il tutto.

La commessa ora pallidissima, era rimasta immobile, e fissava i due uomini tremando un poco. Finché disse:
- Io non ci sto a passare per una ladra.

I due uomini tacquero, e la guardarono; ma era il titolare a osservarla in un modo particolare: con uno sguardo di supplica. Aveva sgranato gli occhi scuri, ed era indietreggiato un poco, per essere giusto alle spalle dell'imprenditore. Quindi mosse appena il capo per indicare alla giovane di smetterla subito.

Ma lei disse:
- Sono qui da dieci giorni, e sono ancora in prova. Questo lavoro mi serve, ma non al punto di passare per ladra. Qui c'era un anello, e adesso non c'è più. O lo ha preso lei signore, oppure io. Pretendo che mi perquisisca!
- Giulia, per cortesia -. E sorrise timidamente, facendo adesso un passo avanti. - E' stato un errore da parte mia, te l'ho appena spiegato.
- Lei non ha detto niente di tutto questo, prima. Mi ha detto che mi stavo sbagliando. Ora le ripeto: l'anello c'era, l'anello non c'è più. Pretendo che mi si svuotino le tasche -. E agitò i pugni.

- Caro Francesco, io ti devo lasciare -. Disse l'imprenditore, indossando i guanti in pelle nera, fabbricati a mano da un artigiano di Firenze.
- Lei non si muove affatto! -. Urlò la giovane.

Il signor Giovanni la guardò davvero; non era sua abitudine dedicare attenzione a certe categorie di persone. E la ragazza, che purtroppo non lo sapeva, era stata ascritta ovviamente, e d'ufficio, a quella dei dipendenti. Una delle meno interessanti per il Della Rovere.

Costei uscì da dietro il bancone e avanzò verso i due uomini.
- C'è anche un'altra possibilità -. Disse tremando anche nella voce. - Il signore -. E stese il braccio sinistro contro il più importante imprenditore della città; e lo sapeva pure.
- Visto che io non sono, e lei nemmeno, signore, non resta che sospettare questo -. Abbassò il braccio lungo il fianco. Aveva gli occhi colmi di lacrime, ed era in procinto di lasciarsi completamente andare.

- Francesco, ti ho mai spiegato perché, secondo il mio modesto parere, le donne in certi posti di lavoro non dovrebbero mai essere assunte? -. Fece un breve pausa, durante la quale diede un'occhiata ai calzoni, alla giacca, al panciotto, che fasciavano la sua persona. Tutta roba dal valore di poco meno di 4000 Euro, disegnata e confezionata su misura per lui dall'unico sarto ancora in attività a Savona.
- Quando hanno le loro cose, vaneggiano. Io ti saluto -. E fece un passo in direzione della porta d'uscita.
- Lei non si muove di qui! -. Urlò allora la commessa, pestando i piedi. - C'è stato un furto, e da qui non si muove un accidente di nessuno! Signore, - ancora una volta si rivolse al titolare, - i Carabinieri li devo chiamare io, o ci pensa lei?

L'interpellato era semplicemente sconvolto, e spostava lo sguardo da una, all'altro, del tutto incapace di proferire parola. Ansimava, quello sì, e non faceva che strabuzzare gli occhi.

- Desidero essere chiaro: - disse l'imprenditore parlando ancora e sempre al titolare, - io non ho alcuna ragione di essere in imbarazzo. Un po' divertito forse, ma nient'altro. Anche se sto seriamente pensando di preferire d'ora in poi un'altra gioielleria. Mi dispiacerebbe, dopo tanti anni di fedeltà. A meno che... -. Gettò un'occhiata eloquente sulla giovane, e poi si mosse di nuovo verso la porta.

A questo punto la giovane gli si parò davanti, impedendogli di uscire.

giovedì 24 giugno 2010

Leggere è un lusso



Tutti o quasi tagliano i prezzi: Amazon riduce quello del Kindle (non però del modello DX). Barnes & Nobles propone a 199,00 Dollari il modello 3G + Wi-Fi.

Apple intanto festeggia i tre milioni di iPad, che sarebbero di più, se riuscisse a soddisfare la richiesta.

E' il trionfo del libro elettronico, no meglio: dei dispositivi per leggerli. Perché i soldi, ahinoi, non sono certo nei libri.

Quello che la rivoluzione (un'altra?), dell'ebook sembra(va) suggerire, era l'avvento di una massa di nuovi protagonisti che, liberi dal collo di bottiglia dell'editore, avrebbero goduto del giusto premio.

La realtà, che nessun dispositivo smuove o cambia, è più semplice: i libri interessano a pochi. E' giusto provarci, ci mancherebbe altro; anche in maniera innovativa (come fa per esempio la casa editrice Quintadicopertina).
Ma alla lunga i lettori restano una minoranza: e forse sarà così per sempre.

Esiste un mondo al di là di quello che noi facciamo, oltre il nostro sguardo, che vorrebbe, ma non può.
Molti se ne infischiano dei libri è vero; eppure almeno altrettanti sono travolti da uno stile di vita che li costringe ad accontentarsi.
A giocare al ribasso.

Col libro si fa amicizia a scuola: ma costa una fucilata. Mentre magari il lavoro traballa, e qualche fesso il sabato sera incendia la macchina del capofamiglia. Che la usa per recarsi al lavoro.

E' così che si scivola via, in questo Paese; ci si rassegna a resistere, a sopravvivere. E leggere, crescere, migliorarsi, diventa un lusso: è un lusso. Altro che e-reader...

martedì 22 giugno 2010

Dentro il romanzo che cambia



Breve riflessione su come appare una "polistoria": sto parlando del romanzo "Chi ha ucciso David Crane.

Come è ovvio c'è una storia, dei personaggi, uno sviluppo, e via discorrendo. Quello che appare modificato è il ruolo del lettore.

Se leggendo per esempio un romanzo (Underworld di DeLillo, per fare il primo nome che mi balza in testa), lasciamo che sia l'autore a condurci all'interno della sua costruzione narrativa. E a lui lasciamo l'incarico di aprire le porte (da lui create), che poi si spalancano su ambienti, situazioni, altri personaggi...

Nella polistoria parte dell'incarico viene delegato al lettore.
Lo scrittore crea diverse "porte" e le rende reali, transitabili, grazie ai link. Credo che un'immagine valga più di tante parole.

Un clic per ingrandire l'immagine



Esatto, quello è un link (ma ve ne può essere più di uno, ovviamente), che cliccato sposta il lettore in un'altra stanza. Se non si preme, la storia in un certo senso si inceppa.



Perciò è necessario tornare indietro, e scegliere, appunto.

Attenzione: non inizia un'altra storia, più semplicemente (ma non è poi così semplice come appare), essa assume una complessità, una profondità ben diversa da quanto siamo abituati a trovare nelle storie "classiche".

Siccome la questione è interessante, e queste che condivido coi quattro gatti che mi leggono sono appunto riflessioni (no meglio, semplici considerazioni, nemmeno troppo profonde), mi fermo qui. Inutile spiegare che ne scriverò ancora, sei avvisato...

Amazon taglia il prezzo del Kindle



Ora a 189,00 Dollari.
Ad agosto dovrebbe sbarcare la terza generazione del dispositivo.

lunedì 21 giugno 2010

I romanzi cambiano: Chi ha ucciso David Crane?



Per capire come cambiano (o potranno cambiare), i romanzi nell'era del Web, dei lettori di ebook, eccetera, eccetera, occorre agire: cioè leggerli.
Acquistarli, e vedere l'effetto che fa.

Chi ha ucciso David Crane è il romanzo (no, meglio forse dire: la polistoria), che Fabrizio Venerandi ha prodotto. E' disponibile in diversi formati, e sul sito è presente una versione dimostrativa dell'opera.

Già questo sembra decisamente "nuovo": un libro in "demo", come se si trattasse di un'applicazione da testare, provare. Qualcuno potrebbe già scappare a gambe levate: ma quando si è in libreria, e si sfogliano le prime pagine di un libro, non si fa la stessa cosa?

Un altro piccolo aspetto che balza agli occhi, è la sparizione del numero di pagina: parlo della versione PDF. A che pro inserirlo?
Il programma che sul proprio computer, o dispositivo mobile che sia, provvederà ad aprirlo per permetterci la lettura, indicherà in quale punto dell'opera ci si trova. Su Mac, l'applicazione "Anteprima" provvede a questo aspetto, ma non solo.

Uscendo dall'applicazione, e poi riaprendola dopo mezz'ora, o il giorno dopo, apparirà la pagina che avevamo lasciato. Come se ci fosse inserito un invisibile segnalibro. Ho già avuto modo di leggere ebook, e avevano sempre il numero di pagina; adesso, chissà poi perché, mi accorgo di quanto sia irrilevante questo aspetto.

Leggendo per esempio "Il nostro comune amico", l'occhio precipita spesso sul fondo della pagina, per controllare dove la lettura mi ha condotto, quante pagine mi sono lasciato alle spalle, quante mi attendono. Col libro elettronico tutto questo passa in secondo piano: chissà se altri hanno reagito alla stessa maniera, oppure non si tratti di un mio, bislacco, modo di affrontare la lettura dell'ebook.

Dettagli: che però aiutano (spero), a capire come il libro elettronico sia anche nelle piccole cose, diverso dal libro "tradizionale".
E che scannerizzare vecchie opere, e poi metterle in vendita come libri elettronici, sia un modo disinvolto e sbagliato di fare editoria. O meglio: è un vecchio modo, quello che appiccica un'etichetta, che "innova" solo in superficie. Mentre in realtà si desidera occupare (maldestramente), una posizione, perché non si sa mai.

Continua

venerdì 18 giugno 2010

Vendite ebook sull'iPad: come va?




Già, come va? Al di là degli entusiasmi, qualcuno (Oltralpe), cerca di capire se pubblicare libri elettronici sull'iPad rende.
Si vende?
Quanto?
E' lecito parlare di "successo", e se sì, in cifre, questo successo corrisponde a quante copie vendute?

Sul sito francese iGeneration è stata pubblicata un'intervista all'editore Eyrolles. Si occupa di informatica, diritto, impresa e altro ancora.

D'accordo, si tratta di un editore "di nicchia", e che pubblica su un mercato ben diverso da quello italiano; le cifre cui si fa riferimento devono essere prese per quello che sono, e che vogliono rappresentare.

Credo tuttavia sia utile per quanti (editori, ma non solo), stanno pianificando di sbarcare sul dispositivo di Apple.
Non anticipo le conclusioni (l'intervista si sviluppa su tre pagine). Ricordo che ci troviamo alle prese con un settore nuovo, con tutti i pregi e i difetti che questo comporta: quindi è necessario lavorarci.

Dimenticavo: l'intervista è in francese, ma immagino che il traduttore di Google riesca a fare un lavoro abbastanza decente.

giovedì 17 giugno 2010

L'iPad uccide l'autonomia del lettore? Sì, secondo Gallimard



Non tutti sono favorevoli all'iPad, e a Apple. In Francia per esempio la casa editrice Gallimard, per bocca del suo editore, ha detto no all'iBookstore.

E' tutto in un'intervista all'amministratore delegato Antoine Gallimard.

Che attacca Apple perché (tra le altre cose), impone un formato (ePub: ma al recente keynote si è parlato del supporto per il PDF con l'iOS 4).
Poi annuncia una piattaforma per la vendita dei libri elettronici (Eden Reader, creata anche con l'editore Flammarion), che propone libri per iPhone e iPod touch in formato PDF e... ePub!
Se ne parla qui. Tra l'altro la somiglianza di questa soluzione con iBooks di Apple è assai imbarazzante...

Nel complesso mi pare ci sia un po' di confusione, tanto per cambiare; la medesima che aveva colpito le case discografiche, dopo essersi rese conto di aver lasciato a Cupertino una fetta della torta troppo grande.

Rispetto ad allora, si cerca di far tesoro della lezione, contrattaccando. Sia chiaro: che esistano, o nascano alternative alla soluzione Apple non è certo un male, anzi. Ma sarebbe bene avere le idee chiare, mentre la presa di posizione di Gallimard mi pare invece frutto di uno snobismo duro a morire, e tipicamente francese.

Quanto poi sia effettivamente grande la torta (vale a dire: i libri elettronici sull'iPad vendono?) è una faccenda che affronterò domani...

mercoledì 16 giugno 2010

Ci vuole una testa che ragioni




C'è un entusiasmo quasi contagioso a proposito di libri elettronici, lettori di ebook, eccetera, eccetera: è giusto che sia così.

Come se si fosse aperta una nuova era, e adesso tutti, ma proprio tutti (beh no, diciamo tanti), leggeranno, e diventeranno sicuramente migliori. Forse in questo caso non è tanto giusto, ma piuttosto una forzatura.

Basterà procurarsi un Kindle (259,00 Dollari americani), o un iPad (versione base 499,00 Euro), o qualunque altro lettore (sui 200 Euro, se non ricordo male).

Al di là della spesa, mi domando più prosaicamente (imitando il vecchio Diogene), dov'è l'uomo?
Dove si nasconde l'essere disposto a imparare (ancora), e a non dare niente per scontato?

Immagino sia questo il problema irrisolto, o forse risolto male: si sostituisce il dovere del singolo (scegliere di comprendere, di crescere e migliorarsi), con i consigli per gli acquisti.

Che poi il libro elettronico sia una parte del nostro avvenire, è evidente (credo di averlo dimostrato in queste ultime settimane, vero?).
Che dietro a quelle dita che scorrono sul display ci debba essere una testa che ragioni, e prediliga il confronto allo scontro, anche.
Eppure ho la sensazione che le teste, invece di ragionare, preferiscano agitarsi...

lunedì 14 giugno 2010

Il migliore amico dell'uomo



Il migliore amico dell'uomo è il dizionario, non Google; è il primo che devi conoscere bene, sarà lui e solo lui che getterà basi solide su cui arrampicarti. E scalare appunto il motore di ricerca: se per te è così importante, ovvio.

Per questo ogni tanto bisognerebbe riprenderlo in mano, sfogliarlo. Per scoprire o riscoprire il senso, il significato di certe parole che usiamo con leggerezza, e indifferenza.

Non ricordavo più per esempio che la parola "sapere" volesse dire "avere sapore".
Quando scrivi, o parli, bada a metterci il cuore in quello che scrivi o dici.
Cerca di mostrare personalità, invece che servire minestra riscaldata.

Scegli con cura le parole, e usale solo per gli argomenti che conosci. Ma anche in questo caso, bada a non diventare un "esperto", bensì una voce autorevole.

L'esperto spesso è uno che ha smesso di sorprendersi, di imparare.
Chi invece è autorevole sa che una nuova lezione può attenderlo svoltato l'angolo, e non la teme.

Le parole non pronunciate, perché si preferisce tacere in quanto inesperti o ignoranti, non sono mai occasioni mancate.

Evita i soliti argomenti, o se proprio non puoi farne a meno, cerca di dare a essi muscoli, braccia e buone gambe, affinché possano emergere dal mucchio.

venerdì 11 giugno 2010

Ebook su Amazon, altre cose da sapere



Come ho illustrato in una serie di post, non è difficile pubblicare su Amazon.
E' pure gratuito: ricorda solo di non farti molte illusioni.

Esistono una serie di altre questioni, piccole, che ho volutamente tralasciato per non rendere troppo noiosa la lettura.

Si tratta spesso di particolari "tecnici", che tuttavia è bene conoscere. A questo punto segnalo la sezione Help, dove sono presenti anche i forum dedicati agli argomenti più vari.

Può essere poi utile segnalare che su Amazon non solo si compra, ma esistono una serie di community (ovviamente in inglese).

Tra le tantissime, e più attive, spicca la Kindle Book Community, e la Kindle Community. Il loro nome spiega in maniera lampante quale sia il loro scopo.

C'è poi quella dedicata all'Italia, frequentata da italo-americani, o italiani che vivono negli Stati Uniti.

Purtroppo quest'ultima non pare molto attiva, ma per renderla più viva forse basta conoscerne almeno l'esistenza, e iniziare a frequentarla.

Anche in questo caso le regole sono sempre le stesse: educazione, e utilità. Se è lecito aprire nuovi thread per pubblicizzare il proprio libercolo (senza esagerare), poi viene il momento di decidere cosa fare della propria presenza su questi forum.

Dal momento che NON accade che dopo il primo thread, in migliaia si precipitino a comprare il tuo libro (in italiano poi), è bene riflettere prima di iscriversi.

Può capitare che qualche italo-americano, desideroso di tornare a parlare la nostra lingua, lo acquisti e ne parli pure bene.
Rammenta che negli USA il prezzo dell'ebook è inferiore a quello praticato a chi risiede nel resto del mondo.

Tutto è possibile nel bislacco mondo del Web: ma occorre perseveranza, e lavoro.

Se già si sa di non poter garantire una valida e qualificata presenza, è meglio lasciar perdere.

giovedì 10 giugno 2010

Pubblicizzare l'ebook su Amazon con Author Central



Abbiamo l'ebook pubblicato su Amazon, ma adesso occorre darsi da fare. D'altra parte hai voluto la bicicletta (cioè: liberarti dell'Editore brutto, sporco e cattivo che non ti capisce e non ti pubblica)? Allora pedala (vale a dire: fai tu il lavoro sporco che un bravo editore di solito svolge, gratis, per promuoverti).

Diamo un'occhiata a cosa Amazon mette a disposizione degli autori.
Esiste a questo fine un servizio (in beta e gratuito), chiamato Amazon Author Central. Nulla di spettacolare, sia chiaro.
In pratica il sito con pochi clic offre a chiunque la possibilità di creare una paginetta dove illustrare le proprie mirabolanti opere letterarie, ma non solo.



Occorre autenticarsi, come al solito.

Un clic per ingrandire l'immagine



Accettare i termini e le condizioni (da leggere sempre, mi raccomando, anche se è noioso).



Poi, è necessario aiutare Amazon a identificarci. Di solito il sito presenta una lista di nomi di autori già presenti, magari con più opere. Se non siamo quelli proposti, occorre premere il pulsante in basso che dice "I am someone also" per avere un'altra finestra dove inserire nome e cognome.

Un clic sull'immagine



Finalmente siamo stati trovati. Un clic per confermare la nostra identità legata al libercolo.



Siamo all'ultimo passaggio, signore e signori. La conferma definitiva, adesso.



Amazon per ragioni di sicurezza, invierà una mail all'indirizzo di posta elettronica con cui ci siamo iscritti al servizio.
Dovrai solo premere il link per completare il tutto. Solo a questo punto il servizio risulterà attivo.

Il clic ingrandisce solo l'immagine



Adesso Amazon si preoccuperà di costruire fisicamente la pagina; occorreranno circa 7 giorni perché tutto sia a posto, e sarà cura dello sito stesso avvisarci quando tutto sarà finito.



Intanto, sarà bene darsi da fare. Per esempio aggiungendo una foto, o qualche notizia biografica. Qualunque modifica apporterai al tuo profilo, sarà visibile solo quando la pagina sarà stata creata da Amazon, questo te lo devi ricordare sempre.

Così come alcune opzioni (blog, o filmati), saranno disponibili dopo che l'attivazione della pagina sarà stata completata.

Dopo qualche giorno arriverà la mail di Amazon che confermerà la creazione della propria pagina, con tanto di link per collegarsi e verificare il risultato.



Per modificarla nulla di complesso: in basso a destra un link che chiede: "Are you Author?" e che cliccato condurrà ad una pagina dove potrai caricare dei video, creare ex novo un blog, o ancora importare i Feed RSS del blog che già gestisci.

Questo però non può essere il primo tassello della nostra strategia, bensì l'ultimo. Alle spalle, è bene avere già un "ecosistema" di persone che ci seguono, ci apprezzano. Perciò, smetti di giocare a Farmville, e crea qualcosa di buono...

mercoledì 9 giugno 2010

Come cambia l'editore: Quintadicopertina



Lo avevo scritto in precedenza che sarei tornato a parlarne.
Parlo della casa editrice genovese "Quintadicopertina" (sempre tutto attaccato).

Non ci troviamo affatto con autori che provano a sfruttare (con successo), blog o strumenti sociali per promuovere la loro opera.

Bensì di una nuova casa editrice che sceglie il libro elettronico e dice addio alla carta stampata. Ma in realtà questo rappresenta solo la superficie.

Al momento le collane sono solo quattro e alcune ancora prive di titoli. Quella dedicata alla narrativa si chiama Polistorie, e già questo nome indica la particolarità del lavoro portato avanti sia dagli autori, che dagli editori.

Premessa ovvia: non è detto che i libri tra dieci anni saranno solo così, anzi.

Però quando apparve la stampa, molti si resero conto che il mestiere dell'amanuense, benché meritorio, era giunto a un capolinea. Non credo che per il classico modo di concepire, e leggere le storie sia arrivata la parola "Fine".
Di sicuro sul palco si sta facendo avanti un nuovo modo di raccontare (o sfogliare?) le storie.

Spero di avere incuriosito i quattro gatti che leggono questo blog (a questo punto destinati a diventare tre). Perché per ora mi fermo qui: ne riparleremo.

martedì 8 giugno 2010

Pubblicare ebook su Amazon: come fare



La settimana appena alle spalle l'ho dedicata a illustrare come pubblicare un libro elettronico su Amazon.

Il sito statunitense permette a chiunque di vendere i propri ebook; si tratta di un procedimento molto semplice, comprensibile anche a quanti hanno una conoscenza superficiale della lingua inglese.

L'essenziale è ricordarsi di non avere eccessive aspettative da questa mossa.

Perché pubblicare su Amazon?

Con una battuta veloce: perché i titoli in italiano sono pochissini, molti dei quali classici (Dante Alighieri, Petrarca), e non ti costerà un centesimo di Euro.
Non è indispensabile possedere il Kindle ("normale" e/o DX); ci sono invece una serie di applicazioni gratuite per Mac, PC, Blackberry, iPhone e iPad. Una volta scaricata e installata quella adatta al proprio dispositivo, sarà possibile leggere grazie ad essa il libro acquistato.

E' invece necessario possedere un account Amazon, e una carta di credito (per comprare i libri, esatto).

I post che ho scritto sull'argomento "Pubblicare ebook su Amazon" sono:

Pubblicare su Amazon: una premessa

L'interfaccia

Fornire le informazioni sul libro

Diritti e come effettuare l'upload

Fissare il prezzo e pubblicare

lunedì 7 giugno 2010

Pubblicare un ebook su Amazon (V parte - Fissare il prezzo, e pubblicare)



Ci siamo quasi: stiamo per arrivare alla pubblicazione su Amazon. Resta da fissare il prezzo.

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Amazon riconosce agli autori il 35% di royalities: impressionato? Un autore esordiente di solito non spunta, con un editore, una percentuale superiore al 5%: ma devi considerare alcuni aspetti prima di lasciarti trasportare dall'entusiasmo.

Sul prezzo che deciderai (in Dollari), saranno applicate tasse e costi vari; alla fine quello effettivamente proposto alla vendita, sarà più alto di quanto preventivato.
Se per esempio opti per 4/5 Dollari, troverai la tua creatura in vendita a 8/9 verdoni. I libri su Amazon devono costare almeno 0,99 Centesimi di Dollaro, e non oltre i 200,00.

Amazon paga gli autori non statunitensi in... contanti. Non usa Paypal, e nemmeno qualche sistema elettronico di trasferimento denaro (come fa ad esempio Google).
Perché?

(Un clic sull'immagine, eccetera, eccetera)



Bella domanda. Forse in futuro la situazione cambierà, ma per ora è così. Credo che sia alquanto improbabile che il sito invii il denaro via posta se il guadagno non supera almeno i 100,00 Dollari. Un traguardo difficile da tagliare, per un esordiente.

Non è tutto oro quello che luccica: il 30% dei tuoi eventuali guadagni resta negli Stati Uniti (le tasse, esatto), a meno che tu non fornisca il TIN (Taxpayer Identification Number).

Non resta che pubblicare: un clic sul pulsante apposito, dunque.



L'accettazione dei termini di vendita e pubblicazione.



Infine, la conferma che... occorre attendere, ovviamente. Sono necessari due/tre giorni prima che Amazon dia il via libera, e il libro sia effettivamente messo in vendita.



Come vedi, non è difficile pubblicare libri. Nel giro di pochi minuti, il tuo file riposa sui server di Amazon, dove sarà preso in cura da alcuni addetti che ne verificheranno la bontà. Chissà se l'azienda si affida a qualche traduttore automatico per controllare la conformità dei contenuti, oppure nel suo staff c'è qualcuno che biascichi un po' la lingua del Petrarca...

In qualsiasi momento potrai modificare il tuo file: aggiungendo keywords, o riscrivendo la sinossi, o caricando un'edizione riveduta e corretta dell'opera, per esempio. Però i cambiamenti non saranno mai immediati: occorrerà attendere che Amazon, o meglio la Digital Text Platform, riveda la tua opera e ridia il consenso alla pubblicazione della nuova versione. Quella vecchia, resterà sempre online finché non sarà soppiantata da quella più recente.

Appare sempre più ridicolo spendere per essere pubblicati; non sono pochi quelli che gettano via 2000 o 3000 Euro (ma anche cifre ben superiori), per vedere il proprio nome in cima a un libro, e poi NON vendere nulla.
Mi riferisco all'editoria a pagamento, esatto.

Amazon azzera le spese.

Inoltre, non è indispensabile avere il Kindle per acquistare o leggere i libri elettronici di Amazon. Esistono delle applicazioni per Mac, Windows, Blackberry, iPhone e iPad, liberamente scaricabili.

(Un clic, tu sai per fare cosa)



Quindi in teoria, il mercato è più esteso di quello che può sembrare. Manca appunto l'offerta: gli editori latitano (non solo su Amazon, ma anche sull'iPad). Se hai qualcosa di valido, perché non tentare anche questa strada?

Resta il problema di vendere; o meglio, di farsi conoscere o apprezzare. Anche qui balza agli occhi come il Web possa essere il volano per il proprio nome, il libro o il servizio che abbiamo realizzato. Improvvisarsi, o affrontare la Rete con superficialità, è un rischio che costa e costerà sempre di più, in avvenire.

Quello che pochi comprendono, è che nessuno acquista un libro da un perfetto sconosciuto.

E' fondamentale creare attorno a sé una rete di "tifosi", amici, fan.
Se hai scarsa o nessuna dimestichezza con le reti sociali (FaceBook, Twitter, Meemi), allora hai un problema.

Se invece hai usato intelligentemente questi strumenti, e l'argomento trattato nella tua opera riveste importanza e interesse, hai qualche buona carta da giocare.

giovedì 3 giugno 2010

Pubblicare un ebook su Amazon (IV parte - Diritti e upload)



Altro passaggio, vale a dire confermare in quali Nazioni del mondo abbiamo i diritti sulla nostra opera. Due le opzioni: tutto il mondo (il primo pulsante radio), o solo in certi Paesi?

(Un clic per ingrandire l'immagine)



E' necessario un segno di spunta invece per dichiarare che quanto sarà pubblicato è di nostra proprietà, ne abbiamo i pieni diritti. Come sempre la pressione sul pulsante "Save entries" permette di salvare le modifiche apportate e di passare alla fase successiva.
Quella dell'upload.

Cioè il caricamento della nostra opera. Amazon accetta file in HTML, Word, niente PDF (almeno per ora); e adesso anche ePub, MobiPocket (.mobi e .prc), e PlainText (.txt). Se non hai Word, OpenOffice.Org è un'ottima alternativa gratuita.

A proposito di ePub, è meglio, una volta che si è ottenuto il file in questo formato, sottoporlo a verifica. Il sito ePub Validate permette di caricare e ottenere istantaneamente una verifica sulla bontà del proprio ePub, senza spendere un Euro, ovviamente.

(Un clic per ingrandire l'immagine)



Perplesso sul tipo di font da usare, sulle sue dimensioni? Non è importante, in realtà. Il sistema DTP (Digital Text Platform), converte il file permettendo all'autore di non preoccuparsi di questo problema.

(Un clic per diventare ricchissimi? No, per ingrandire l'immagine)



A questo punto, non resta che fissare il prezzo: lo vedremo prossimamente.

Quinta parte fissare il prezzo e pubblicare

Quel che rimane




Sempre presenti quelli che di fronte alle parole, alla scrittura, ne lamentano l'inutilità.
Perché chi le usa in fondo, se ne sta comodamente seduto, a casa, i piedi al caldo.

Può darsi: di certo quando sono le parole ad alzare il velo su quello che non va, è perché il resto (leggi: "Le Istituzioni"), sono in ferie permanente.
Se non addirittura complici.

E tocca alle parole dire cosa è nero, cosa bianco, e provare a indicare le sfumature.

Alla fine, quello che rimane è il folle sogno che le parole, possano ridare linfa a giorni stanchi, persone sfinite; e scacciare le troppe chiacchiere per ridare dignità a chi ancora non ne ha.

mercoledì 2 giugno 2010

Pubblicare un ebook su Amazon (III parte - I dettagli del libro)



Nel nostro cammino per arrivare alla pubblicazione di un ebook su Amazon, affrontiamo il primo passo.

Abbiamo visto nel post precedente dedicato all'interfaccia cosa occorre fare per iniziare a fare conoscenza con la Digital Text Platform di Amazon.
Niente di complicato.

Adesso dobbiamo fornire di "identità" la nostra opera. Occorre inserirne il titolo, una sorta di sinossi (per illustrare al lettore a cosa va incontro: se si tratta di un libro di informatica, o narrativa), indicare l'autore, la lingua.
Anche la categoria cui appartiene la nostra opera deve essere inserita.

Un clic per ingrandire l'immagine



Sì, si parla anche di DRM, ovvero la protezione digitale: Amazon permette di decidere se attivarla, o meno. Non credo in queste cose, e scelgo di non ricorrervi.

Faccio un passo indietro: e l'ISBN? Occorre già averlo (ma non è obbligatorio, almeno su Amazon). Per chi non lo sa, si tratta di un codice universale, che in tutto il mondo identifica il libro in modo duraturo e univoco. E' composto da 13 numeri, e costa.

Le tariffe (presenti sul sito italiano ISBN.it), sono di 100,00 più IVA al 20%. Questo permette l'acquisto (tramite conto corrente o bonifico bancario: è bello trovare una scheggia di preistoria nel 2010, vero?), l'attivazione di 10 codici ISBN.

In pochi minuti, si ottiene quanto serve per garantire agli eventuali (molto eventuali), lettori italici un'idea di che cosa capiterà loro se decideranno di acquistare il suddetto libro.

Un clic per ingrandire l'immagine



Non dimenticare che devi sempre salvare i cambiamenti effettuati, adesso o in seguito, premendo il pulsante a destra, che recita "Save entries". E questo vale per ogni fase che andremo a completare.



Come possiamo notare, il primo passo è stato compiuto: Amazon ci conferma che abbiamo correttamente inserito le informazioni.

Un clic per ingrandire il cavallo? No, l'immagine!



Non ci rimane che passare alla prossima fase.

Quarta parte: Diritti e upload

Volevo trovare altre parole, ma...



"I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori"

Catone il Censore. Trovata su Wikipedia.

martedì 1 giugno 2010

Pubblicare un ebook su Amazon (II parte - l'interfaccia)




Come per tutti i servizi Web che si rispettino, su Amazon per combinare qualcosa occorre creare un account.
Se hai già acquistato nessun problema: basta recarsi sull'home page, scorrere in basso, cliccare sul link "Self publish with us" per iniziare l'avventura.

(Un clic per ingrandire l'immagine)



Dimenticavo: è tutto gratis.
Nella pagina successiva concentriamo l'attenzione su Kindle Books, per iniziare a fare la conoscenza con la Digital Text Platform di Amazon. Due link: uno per saperne di più; l'altro per iniziare subito a caricare la nostra opera.

(Un clic per ingrandire l'immagine)



Se decidi di iniziare subito, Amazon ti proporrà il login; se sei già un utente, basterà un clic per iniziare, altrimenti dovrai spendere un po' del tuo tempo per sbrigare questa pratica.

Eccoci a tu per tu con l'interfaccia che ci permetterà di pubblicare su Amazon i nostri libercoli. Alquanto spoglia, vero? Certo, dobbiamo ancora iniziare!

(Un clic per ingrandire l'immagine)



Clicca senza paura in alto alla tua sinistra sul pulsante "Add new item"!

(Un clic per ingrandire l'immagine)



Qualcosa è cambiato: adesso ci sono una serie di operazioni da effettuare, tutte molte semplici. In sostanza, si tratta di riempire di informazioni utili i 4 successivi passaggi proposti. Non è obbligatorio far sì che ogni casella di testo presente sia diligentemente riempita: ma quelle informazioni precedute da un asterisco rosso devono essere fornite, o non si va avanti.

(Un clic per... indovina!)



Certo: il titolo, l'autore, la categoria sotto cui ricade la nostra opera, il DRM, la lingua devono essere riempiti. Ma rammenta questo: sei forse alla tua prima opera, quindi è bene che tu fornisca più elementi possibile ai tuoi molto potenziali acquirenti.

Se sei tirchio di informazioni, l'utente potrebbe immaginare che non sei molto convinto di quello che stai facendo; e lui, perché dovrebbe spendere dei soldi acquistando qualcosa in cui neppure tu credi?

Terza parte: i dettagli del libro