Come si dice? Quando ti copiano, allora sei davvero famoso.
Wikipedia si rivela sempre più un serbatoio dove attingere a piene mani: tanto chi se ne accorge?
Un mucchio di gente come dimostrato da Catepol a proposito del libretto sui 150 dell'Unità d'Italia.
Non è l'unico caso, forse è quello più clamoroso, almeno dalle nostre parti, e che colpisce per l'argomento copiato. In Francia si è invece parlato di recente dello scrittore Michel Houellebecq, di cui si è avuta notizia anche in Italia: in maniera distorta però.
Tutto è partito dal sito Slate.fr che in un articolo segnalava come nell'ultima opera dello scrittore francese, ci fossero tre passaggi ricopiati da Wikipedia. Pur giudicandola eccellente, e di fatto assolvendo l'autore, che utilizza spesso e volentieri materiale letterario "esterno".
Teoricamente, riprendere un passaggio da Wikipedia e utilizzandolo a fini commerciali, imporrebbe almeno una citazione delle parti usate. Ma Wikipedia Francia ha messo i puntini sulle i, evitando di citare Houellebecq.
Questa è una mossa che dovrebbe intentare l'autore (o gli autori), dei passi incriminati; ma si tratta di una procedura lunga, e tutt'altro che facile. Chi ha scritto quelle frasi? Sono state poi modificate? E da quanti? Risalire alle identità dietro agli pseudonimi è possibile, ma anche qui: a che pro?
Tutto bene, quindi? Siamo al tempo della pacchia: se il grande scrittore è assolto, e credo giustamente (ma pochi hanno avuto tempo e voglia di leggere l'articolo. La polemica è montata, passato i confini, e assumendo toni che l'articolo originale non aveva), lo studente?
Copierà. Spesso la farà franca, più per pigrizia dell'insegnante che per abilità propria. Ma discernimento e cultura (le uniche cose che rendono gli individui, persone), occorre costruirsele da sé: con impegno, e determinazione. E non si trovano su Wikipedia.
giovedì 30 settembre 2010
La tentazione di Wikipedia
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