mercoledì 28 aprile 2010

Come un ebook può essere un fiasco



Scrivere è semplice, scrivere un ebook ancora di più. Ma la semplicità con cui si pubblica nasconde troppo spesso dei rischi.
Rigorosamente sottovalutati.

Il fiasco è dietro l'angolo. I fattori che portano all'insuccesso possono essere diversi, ma si possono riassumere all'incirca in questo elenco.

1) Nessuna/scarsa considerazione per il lettore

E' la lezione che tutti indistintamente cercano di farci capire. Che si tratti di romanzieri o di divulgatori, costoro dicono sempre e solo una cosa.
Presta attenzione al lettore.

Egli ha una testa, una lingua, un ruolo.
Vero è che molti non lo accettano, non amano ascoltare questo genere di discorsi.
Come ho già scritto in passato: è il lettore che ti rende uno scrittore, e la sua assenza invece, un imbratta-carte qualunque.

2) Errore nella scelta del tema/argomento

Altro discorso poco amato. In genere dopo i primi fiaschi si tende ad avere una certa attenzione per questo.
Chi produce contenuti, o scrive, è certo di essere libero di affrontare qualunque argomento. Se possiedo una buona capacità di scrittura, di cosa devo preoccuparmi ancora?

Esatto: di scovare il giusto tema, l'argomento adatto. Anche questo poi non garantisce molto: è solo il primo passo. Non badargli affatto è un suicidio, o giù di lì.

3) Credere troppo al potere di Internet

Magari sbaglio io: ma non sono pochi quelli che ancora adesso pubblicano qualunque cosa, e dopo una settimana si meravigliano che nessuno li abbia minimamente presi in considerazione.

Vale la solita regola della vita lontana dal digitale: se nessuno ti conosce, nessuno vorrà fare affari con te.
Comprare contenuti è concludere affari.
Se sei un magnifico sconosciuto, perché qualcuno dovrebbe spendere tempo, e poi pure soldi, con te?

4) Il prezzo eccessivo

Questo è di solito l'errore definitivo, quello che decreta il fiasco "certificato".
Dopo avere ignorato il lettore, prodotto un contenuto di scarso interesse, applica un prezzo fuori da ogni logica.

Si parte dall'idea che l'editore brutto, sporco e cattivo non c'è più (finalmente), e che quindi i soldi possono trovare la strada più giusta. Vale a dire le proprie tasche.

5) Il prezzo troppo basso

Anche questo è qualcosa che spesso viene percepito dal possibile acquirente (o lettore), come indice di scarsa qualità.

Assieme ai primi due, può essere davvero fatale. Ma non di rado, anche da solo produce danni notevoli.

Se l'ebook viene divulgato senza prezzo, tutti sono felici e lo scaricano. Se gli viene applicato un costo simbolico, il lettore ci legge una scarsa fiducia nell'autore stesso per il proprio prodotto; e ne starà alla larga.

6) Troppa fiducia nel blog

Possedere un blog (e chi non ce l'ha?), magari conosciuto e con un certo seguito, non assicura un bel niente.
Dopo qualche riga, dopo poche pagine ci si rende conto che occorre qualcosa che unisca, e offra una direzione ben precisa.

Col blog è possibile cavarsela: un post e via, si scrive quello che passa per la mente.
Se invece si passa all'ebook, tutto si complica maledettamente.
Occorre un piano, una strategia, un metodo. Altrimenti, è meglio continuare ad aggiornare il blog.

4 commenti:

Lorenzo ha detto...

Eh beh, sai quante pubblicazioni di libri ed ebook ci sono? Poi un ebook, seppur scritto, va pubblicizzato.

I grandi best seller non vincono le classifiche di vendita per i contenuti - bah quelli li producono in tanti e probabilmente ce ne sono di estremamente migliori! - ma bensì, ahimè e purtroppo, il marketing che la casa editrice mette in atto per la vendita di quel libro... e così si calano classifiche e tutti comprano quel libro... ;)

Marco ha detto...

@ Lorenzo:

C'è un altro fattore che a volte aiuta, e permette di raggiungere grandi risultati col minimo sforzo: la fortuna.
Per quanto riguarda il marketing, vero è che a volte è un elemento che falsa e inquina. Tuttavia, il vero marketing parte da un contenuto valido, interessante, e non si sostituisce ad esso, e nemmeno prova a spacciare per valore quello che ne è privo.

Lorenzo ha detto...

Sì sì, il contenuto ci deve essere... ma se lo scritto rimane nel tuo cassetto, nessuno lo conosce! All'inverso, se vengono appesi cartelloni in ogni posto e messe pubblicità sul web... beh, sicuramente qualcuno acquisterà il libro! No? :)

Marco ha detto...

@ Lorenzo:

In realtà col Web ci sono sempre meno ragioni per lasciare qualcosa nel cassetto. No, non dico affatto che tutti possono pubblicare, che tutti ne sono degni, anzi. Di certo certe barriere sono crollate. Adesso è l'individuo che deve darsi da fare, imparare a tessere relazioni (all'inizio solo "virtuali", poi anche "reali"), a confrontarsi, a crescere. I cartelloni, o banner sui siti sono e rimangono, a parer mio, l'ultimo pensiero che uno deve avere. Qualità, contenuti: questo manca, purtroppo.

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