Scommetto che lo sanno già tutti, e arrivo in ritardo con la segnalazione. Anche perché se ho questo tipo di dubbi, mi rivolgo alle risorse cartacee. Però è un peccato.
Probabilmente sono mancate le risorse; mentre di sicuro le alternative di qualità, e gratuite, ci sono e prosperano da qualche parte.
E poi, come ho detto, ci sono i dizionari cartacei.
Però riflettevo su questo.
E se pensassimo una buona volta che non si può trovare naturale pagare il pane, e poi chiedere che queste iniziative (con costi anche sostenuti), siano gratuite?
Per quale ragione il metano presenta la sua bolletta, e si paga, mentre se un sito come il De Mauro avesse proposto un obolo, ci sarebbe stata un'insurrezione?
Non scopro l'acqua calda se scrivo che per molti la cultura debba essere gratis perché viene considerata, in fondo, priva di valore. Il pane o l'acqua si devono pagare perché produrli, o portarli in ogni abitazione, ha i suoi costi.
Qualcuno potrebbe obiettare: deve essere così, in modo da garantire a tutti la possibilità di fruirne. Però non succede, e questo è sotto l'occhio di tutti.
Senza troppo generalizzare: una sana educazione ai costi che la cultura ha, e sostiene, aiuterebbe le persone a osservarla da una prospettiva differente. Farebbero le loro scelte, e chissà, deciderebbero di sostenerla, invece di lamentarsi perché certe risorse chiudono, o ribellarsi perché chiedono un aiuto economico.
Il Web ha accelerato la riflessione su questo genere di argomenti: in tanti pensano che in Rete tutto debba essere gratis, e di ottima qualità. Quando poi è un dizionario online, ancora di più.
Ebbene: sbagliano.
