sabato 30 maggio 2009

venerdì 29 maggio 2009

Su Facebook mantieni un profilo basso

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Raccomandazione veloce.
Non strafare, mai. Sii sobrio e mantieni un profilo basso; per il tuo stesso bene. Questo non basta, certo, e oggi scopriremo come rendere questo obiettivo più concreto.

Facebook permette di "regolare" il livello di accesso ai nostri dati da parte di chi frequenta questo sito. Come ho già avuto modo di accennare a proposito di privacy e sicurezza, il buonsenso e la prudenza sono i compagni ideali per chi frequenta questo tipo di reti sociali.

Oltre a questa raccomandazione, è bene sapere come Facebook permetta di decidere quante informazioni condividere con gli altri, conservando un buon controllo proprio sulla privacy.
Vediamo come.

Spostati su Impostazioni>Impostazioni sulla privacy.

impostazioniprivacy

Nella finestra che troverai, potrai decidere chi avrà accesso alle informazioni che ti riguardano. Parliamo di quelle personali, del profilo, e di un mucchio di altri dati su cui sei chiamato a effettuare delle scelte. Una buona idea per esempio è che solo gli amici possano accedere ad esse:

infosoloamici

Tornando poi alla Impostazioni sulla privacy, potrai decidere chi su Facebook può trovarti tramite la funzione di Ricerca.



Scegliendo "Solo amici" limiterai solo a chi fa parte di questo gruppo la possibilità di trovarti. Per tutti gli altri non ci sarai.

Sempre in questa pagina, potrai scegliere quali informazioni su di te saranno visibili nei risultati di una ricerca. Sarà sufficiente eliminare il segno di spunta (oppure metterlo), per far sì che l'indirizzo, o la foto, le pagine di cui siamo fan, appaiano o scompaiono dai risultati di una ricerca.

impostazioniapplicazioni

Nella pagina Privacy, "Notizie e bacheca" offre il modo di regolare quali attività che si svolgono sulla vostra bacheca, saranno visibili agli altri.

Ovviamente, tutte queste opzioni possono essere modificate in un secondo tempo, rendendole più o meno rigide. Lo stesso vale anche per le informazioni personali con le quali riempiamo il nostro profilo, la prima volta che ci iscriviamo a Facebook.

L'errore che molti commettono sul Web, è di non prendersi un po' di tempo per scoprire che cosa il servizio (Facebook o MySpace che sia), offre all'utente, proprio in materia di protezione della privacy.
Impara a farlo, e il divertimento sarà comunque garantito.

giovedì 28 maggio 2009

Il blog fa per te?

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© PhotoXpress.com

Desideri capire al volo (o quasi) se il blog è qualcosa che fa per te? Allora domandati:

"Quando i lettori verranno a trovarmi, lo faranno per un motivo ben chiaro e specifico?"

La risposta non può che essere un: "Sì, certo!"; ma se si getta un'occhiata ai contenuti presenti sul Web, ci si scontra con un mucchio di roba dozzinale. Oppure: sarebbe interessante se chi l'ha redatta e poi pubblicata avesse pensato al lettore, alle sue esigenze.
Vale a dire trovare quello che gli serve.
In fondo è tutto qui. Il Web si usa soprattutto perché è utile.

Non c'è solo dell'ovvio in quanto affermo: siti e blog mancano le aspettative in modo spesso clamoroso, perché non mantengono le promesse.
Dicono e non fanno;
propongono e non sviluppano;
pubblicano e con la testa pensano solo a sé al proprio prestigio. O fama. O brand.

Certo, si può decidere di non avere alcun obiettivo, e gestire in tutta libertà siti e blog parlando di quello che si ama di più. In un caso del genere, non hai alcun bisogno di continuare a leggere questo post.

Tuttavia voglio proporre un semplice esempio.

Sei una bocciofila, il cui scopo è di rivolgersi ai suoi iscritti (un centinaio?) in larga parte anziani; e non solo, certo.
Non hai alcuno scopo di lucro, ma devi fornire informazioni chiare, comprensibili, minimizzando difficoltà ed eliminando le complicazioni che la gestione di un sito porta con sé.

Ecco, persino in un caso del genere aprire un banale blog diventa occasione per riflettere meglio su come i contenuti abbiano un ruolo capitale.
Il blog toglie a chi lo gestisce l'onere dell'HTML e dei Fogli di Stile; ma lascia intatto quello forse più difficile da centrare.

La scrittura.

Come dici? La bocciofila non ha bisogno di tutte queste scempiaggini?
E' un piccolo, grande errore di valutazione.

Il fatto che non ci sia niente in vendita, non vuol dire che la presentazione della tua associazione, debba essere lasciata al caso. Se sei sul Web, fai parte del gioco, e la sua prima regola è "semplicità". Poi "interessante".

Roba che non costa nulla, ma che se perseguita e applicata, porterà dei benefici certi.
Il più importante fra tutti? Eccolo:

comunicare a chi sbarca solo oggi sul Web, che questo è un mezzo amichevole.
Perché è venuto sul tuo blog e lo ha trovato utile. Semplice e comprensibile. Pieno di informazioni. Se poi questa persona è un anziano, il tuo approccio lo farà sentire parte di una comunità aperta e amichevole. Che include.

E tutto questo semplicemente applicando un po' di cura ai contenuti, e avendo un obiettivo: restare semplice ed essere interessante.

mercoledì 27 maggio 2009

Notizie dall'altra sponda

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Questo è un esperimento.
Non so se ne vale la pena, ma di fronte alle "solite notizie" che riferiscono stereotipi o idiozie, provo a indicare come in realtà proporre qualcosa di diverso non è affatto difficile.

Uscire dalla massa è facilissimo.

Notizie dall'altra sponda

L'altra sponda è l'Africa: per vedere come il continente cresce e migliora. Perché il Web a questo serve: a imparare. Cosa si muove "là"? Possibile che tutto sia fame e guerre? No: ecco qualche prova al riguardo.

Il processo contro la compagnia petrolifera Shell è stato rimandato. L'accusa: complicità con le autorità militari nigeriane nell'impiccagione di Ken Saro Wiwa. E non solo quello. La prossima volta che fai il pieno, pensaci bene.

Hollywood o Bollywood? No, ormai è tempo di Nollywood! L'industria cinematografica della Nigeria è la seconda più prolifica al mondo dopo. Sì, davanti a quella statunitense. Ciarpame? Sarebbe un giudizio affrettato...

Il W3C apre un ufficio in Senegal. E' tempo anche per l'Africa di usare il Web al massimo del suo potenziale.

Ancora il Senegal: Python a Dakar. Dal 6 al 10 luglio si parlerà di Django, Introduzione a Python e altro ancora.

Per oggi basta così. Se hai voglia di scrivere qualcosa al riguardo, i commenti saranno i benvenuti.

Crea l'habitat giusto per il tuo blog

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© PhotoXpress.com


Si sa che il blog ha un che di affascinante (d'accordo, esagero), perché in fondo riesce nell'impresa di creare attorno a sé un flusso di attenzione, di conversazione, davvero unici.

Come riuscirci è spesso fonte di dibattiti, e questo produce un sacco di domande, con la conseguente "caccia al tesoro". Nel senso che in tanti cercano di carpire il segreto per riuscire nell'impresa.

Nessun segreto. Basta tenere presente alcuni fattori. Sono in un certo senso un codice di condotta che può aiutare nell'impresa di rendere un blog piacevole. Esatto: un habitat dove magari tornare di frequente, "eleggerlo" a proprio punto di riferimento.

1) Presente!

Non fare come certi (politici) che aprono un blog e poi lo lasciano in balia dei marosi. D'accordo, ora costoro hanno scoperto Facebook e lì infatti li troviamo.
Ma capiamoci una buona volta: se entri qui (sul Web), devi essere pronto ad accogliere.
Ehi, c'è un commento? Bene: replica.
Qualcuno ti scrive? Rispondi.

Non è solo questione di educazione: indica che ascolti, che probabilmente sei disposto a metterti in gioco.
Sembra incredibile: ma molte persone restano sorprese quando la loro richiesta ottiene una risposta. E credetemi se dico che in tanti non si degnano di rispondere affatto. E non sono solo politici...

2) Qualcosa di reale

Forse dovevo scrivere "di personale", ma purtroppo molti tendono a prendere troppo alla lettera il consiglio, e inondano i post di affari loro. E' un errore? Abbastanza: certo, se sei il bassista della band di support ai Peal Jam probabilmente avrai parecchio da raccontare.

Molti usano il blog per innalzare tra sé e i propri simili una cortina di impenetrabilità: peccato. Il bello è oltre quella cortina, sono le persone. Non devi scrivere il diario delle tue avventure, ma imparare a condividere il tuo sguardo sulle cose: con moderazione, certo.
La privacy prima di tutto.

3) Professionalità

Anche se sei un magnifico dilettante, perché hai aperto ieri il blog, e oggi hai pubblicato il tuo primo post, sii professionale. Che non significa affatto: ora ti spiego tutto io, modestamente.

La professionalità parte sempre dall'idea che c'è qualcosa da imparare, e che da qualche parte abita chi ne sa di più di noi. Ecco, la professionalità.
Anche dire: "Spiacente, non conosco l'argomento, ma provo a dire la mia" è professionalità. Indica che non presumete di sapere, e vi piace mettervi in gioco.

4) Lealtà

Sul Web essere sleali è di una facilità sorprendente. Quindi scegli la via più difficile: sii leale, appunto. Se sbagli, chiedie scusa. Cita la fonte. Non temere di mostrare riconoscenza per chi è più bravo di te. Lo so: cose ovvie, ma spesso violate.

5) Partecipa

Spesso il blog diventa una sorta di fortezza in cui ci si rinchiude; questo garantisce una buona dose di antipatia, e se è di questo che hai bisogno, l'avrai.
Impara invece a partecipare alla conversazione. Se trovi un post interessante, e hai qualcosa di utile da aggiungere, non tirarti indietro.
Qualunque sia il mezzo, chiedeti se hai qualcosa da dire, quindi esponi il tuo punto di vista. Le persone intelligenti lo apprezzeranno, gli stupidi no. Saluta questi ultimi, e segui i primi.

Queste a parer mio, sono le qualità in grado di creare attorno alla tua creatura di parole e idee la giusta atmosfera. Poi altri sono i fattori capaci di renderla davvero più grande, con un consenso maggiore. Credo però che senza questi, non andrai molto lontano.

martedì 26 maggio 2009

Interessa solo come lo dici

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© PhotoXpress.com

Molti anni fa a Savona ero parte attiva di un'associazione che si batteva per la difesa dei diritti umani.
Il problema più grande era, come si può facilmente immaginare, i soldi.

Quando partecipate alla vita di un'organizzazione che si batte per una buona causa, prima o poi incapperete proprio nell'argomento del denaro.

Se siete piuttosto giovani, e non conoscete come va il mondo, rischiate persino di farvi una cattiva idea su chi all'interno del gruppo, tocca (per fortuna), questo argomento.

Ricordo che allora c'era una sorta di pudore, come se riferirsi al "vil denaro" offuscasse la bontà della battaglia.
Che errore.
Per fortuna le cose sono cambiate radicalmente, però credo che questo abbia insegnato a me qualcosa (anche se solo anni dopo ho davvero compreso la lezione), e continua a essere un ottimo insegnamento per un po' tutti.

Il valore non è racchiuso nel vostro nome (o nel "marchio" che rappresentate): ma in come viene presentato alle persone, e quale linguaggio utilizza per parlare ad esse.

Dovete perciò domandarvi quale sia il vostro obiettivo: denaro?
Attenzione?
Competenze?
Volete vendere qualcosa, o creare un gruppo di pressione (una lobby)?

Forse è poco elegante: ma una buona causa morta non aiuta nessuno, e reca solo fastidio.
Se perciò siete persuasi di avere qualcosa di interessante da dire, non basta presentarsi. Nella migliore delle ipotesi susciterete un totale disinteresse.
Sia che vogliate debellare il mondo dalla malaria, o portarci tutti a vivere su una luna di Giove, dovete comunicare.

Il segreto per raccogliere consenso attorno a sé (e non importa se siete un individuo, o la grande azienda), non è quindi andare a caccia delle tecniche migliori sul mercato per scalare i motori di ricerca.
Questo è alla portata di chiunque, ed è uno dei motivi per cui tutti sono imbottigliati nella massa.

Osservate invece la conversazione delle persone, dove esse posano lo sguardo. Parlate la loro lingua attraverso il blog o il sito: non lusingate mai nessuno, ma non abbiate mai paura di proporre una visione differente.
E la misura del consenso non sarà certo data dagli accessi. Bensì dalla vostra capacità di rendere il lettore un protagonista.
Perché di questo solo c'è bisogno: di più protagonisti.

lunedì 25 maggio 2009

Come uccidere un blog con facilità

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Ci sono dei comportamenti abbastanza tipici, che se perseguiti con tenacia, garantiscono al blog la morte certa. Non è una questione di esperienza, di ignoranza del mezzo. In realtà è il modo di affrontare il mezzo (Web), e il suo media forse più rappresentativo (il blog appunto), che non lascia scampo.

Per questo motivo provo a elencare i metodi che offrono una sola certezza a chi li adotta: un insuccesso memorabile. E lo faccio mettendo in mostra il pensiero tipico di questo genere di persone.

1) E' facile

"Prendo questo, lo assemblo a quello e il successo arriva. Garantito. Perché perdere tempo a lavorare duro sui contenuti, conversazioni, condivisione, e altre idiozie del genere? Sul Web c'è già tutto, ed è gratis: basta allungare le mani e servirsi".

2) Conviene

"Non costa nulla, è veloce, e in poco tempo hai dei risultati. Non importa essere i migliori, basta esserci, meglio se tra i primi, per questo occorre garantirci i migliori specialisti del settore per sfruttare bene trucchi e strategie. I contenuti li farò produrre da qualcuno che mi conosce. L'importante è che ci sia una buona foto di me, e che l'About mostri chi sono io. Modestamente".

3) Non so cosa fare

"La mia realtà aziendale fa schifo, dell'immagine meglio non parlare. Tutti mi dicono che devo fare qualcosa, mi stanno col fiato sul collo. Dal momento che non so bene come muovermi, un blog dimostrerà che so innovare, che seguo il nuovo che avanza. Tanto in azienda qualcuno che ci capisce qualcosa di Internet si trova di sicuro...".

Sono tutti dentro

"Mi presento alle prossime elezioni (comunali, provinciali, regionali, intergalattiche), e devo essere su Internet. Tutti ci sono già. Le cifre degli accessi dicono che la gente si sposta lì, e un mio blog dimostrerà che conosco bene le dinamiche del mezzo e lo so piegare alle mie esigenze. Mi devo solo ricordare di chiudere il blog, una volta eletto".

Questi approcci (e le infinite declinazioni che da questi derivano), hanno in realtà, un handicap colossale. Credo che si possa chiamare: mancanza di umiltà.
Gli esempi che ho illustrato sono sbagliati perché l'utente tipo non sa nulla delle dinamiche del Web (e questo passi). Ma ci tiene particolarmente a continuare così...

sabato 23 maggio 2009

Per non dimenticare Falcone

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Credo che il modo giusto di celebrarlo, sia quello di ricordare cosa subì quando era ancora in vita.


venerdì 22 maggio 2009

Se l'account su Facebook risulta violato

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Ennesimo capitoletto dedicato a Facebook. Tutto comincia con questo post sulla privacy.

Se si è stati vittima di phishing e il vostro account risulta violato, agite, e fatelo in fretta.

Per prima cosa, dovete tornare in possesso del vostro account e il modo per riuscirci è modificare la propria password. Sempre che non sia troppo tardi, si capisce.
E' infatti essa la "chiave" che permette a voi (ma anche a chi ha violato il vostro account), di usare Facebook e tutte le sue funzioni.
Quindi andate sul sito, e nella vostra pagina scegliete Impostazioni>Impostazioni Account:



impostazioniaccount





Al suo interno troverete la sezione che permette di modificare la password:





Sceglietene una davvero buona (ricordo che esiste un post dedicato alla scelta della password). In questo modo impedirete a chi ha violato il vostro account di continuare la sua opera.

Seconda mossa: denunciare l'episodio a Facebook

Basta scorrere una qualunque pagina di Facebook, e nel pié di pagina individuare il link: Guida. Andate avanti e troverete in cima alla pagina una frase che al momento è in inglese e che invita a cliccare un link. Fatelo: altra pagina certo, ma cliccate nella sezione "Lingue disponibili: English".

Qui troverete una pagina in inglese certo, ma (ecco il punto), i form da riempire per denunciare il phishing sono in italiano.
Ecco allora la pagina da riempire se l'account risulta violato.

Può accadere che non solo il vostro account sia stato violato; ma che vi sia impossibile accedere all'indirizzo email associato ad esso. Un bel guaio.
Comunque anche in questo caso dovrete riempire un formulario per segnalare l'accaduto, e tentare di risolvere il problema.

Terza fase: probabilmente il vostro PC è in pericolo, in quanto infettato da qualche programma maligno. Quindi dovete lanciare un antivirus che verifichi se il vostro computer ha installato un virus o un malware.

Ricordate che l'antivirus deve essere sempre tenuto aggiornato, altrimenti ci sono forti possibilità che non possa fare nulla.
Periodicamente le aziende che producono queste applicazioni, rilasciano degli aggiornamenti che "seguono" l'evoluzione dei programmi maligni che infestano la Rete. In questo modo garantiscono un livello di protezione alto e costante nel tempo.

Facebook, e la Rete in generale, offrono un'esperienza godibile e spesso utile: occorre seguire delle regole tutto sommato semplici. Buonsenso, e un briciolo di attenzione sono le qualità che vi garantiranno ore e ore di sana navigazione.
Fretta, e cieca fiducia nel prossimo vi confezioneranno solo guai.

giovedì 21 maggio 2009

32 motivi per non aprire un blog

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Mi auguro solo che nessuno mi chieda 32 motivi per aprire un blog: gli segherei la tastiera.


1) Non ti piace leggere;

2) Non ami imparare;

3) Cerchi il successo;

4) Non sai scrivere;

5) Non hai tempo;

6) Ami le cose facili;

7) Non scrivi nulla di interessante;

8) Non sai attendere;

9) Ti credi importante;

10) Ti credi troppo importante;

11) Non sai ascoltare;

12) Non sai chiedere consigli;

13) Offri solo certezze;

14) Pensi di essere un ingranaggio del meccanismo;

15) Non badi al lettore;

16) Non sei disciplinato;

17) Non offri speranza;

18) Non sei umile;

19) Non sai riconoscere il lavoro altrui;

20) Garantisci solo ovvietà;

21) Tutto è in vendita;

22) Non hai passione;

23) Gli altri sono solo numeri;

24) Tanto, non c'è niente da fare;

25) La maggioranza ha sempre ragione;

26) Il confronto è dei deboli;

27) Non c'è nulla da cambiare;

28) Controllare le fonti è uno spreco di tempo;

29) Mai chiedere scusa se si sbaglia;

30) Gli uomini sono tutti uguali;

31) Le donne sono tutte uguali;

32) Non sei riuscito ad arrivare a leggere sin qui.

Forse l'ultimo motivo non è granché, lo confesso; ma se chi legge si trova d'accordo con alcuni degli altri che ho esposto prima, ecco, credo che dovrebbe lavorare su di sé, prima di aprire un blog.

mercoledì 20 maggio 2009

Questo povero blog

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Quasi ogni mese, appare una classifica che ci spiega come sempre più utenti stiano sbarcando sul Web. Trainati dalle nuove sirene che rispondono al nome di Facebook o Twitter, il loro numero aumenta.

Non è un bene e neppure un male: è l'evoluzione di un mezzo, che tende a democratizzarsi, ad abbattere le barriere d'ingresso e a permettere a tutti (purché con una connessione Internet), di vedere, scoprire, imparare.
O buttare il proprio tempo: anche questo, certo.

Ma i numeri importano sino ad un certo punto. Oltre ad essi occorre comprendere il modo con cui le persone usano il Web. A parte la fetta che lo immagina come un mercato dove prendere tutto quello che serve, senza passare alla cassa, ve ne è almeno un'altra che nei confronti della Rete ha maturato delle aspettative piuttosto severe.
Una di queste: trovare quello che serve.

Costoro sono sul Web spinti da bisogni reali. Sono gli utenti-tipo, esatto.
Io non lo sono, e se qualcuno legge queste righe è bene che sappia la verità: neppure TU sei un utente tipo. Forse sei su questo blog per caso, ma più probabilmente sei interessato a capire come produrre contenuti interessanti. Facciamo parte di una minoranza, esatto.

Tutta questa tiritera da dove nasce?
Ad un certo punto mi sono domandato: per quale motivo continuo ad aggiornare questo blog?

Uno dei miei obiettivi è stato convincere qualcuno (non molti quindi), a tenere nel debito conto la parola, la sua funzione. La maggioranza dei blog, dei siti, ne annulla o comprime la funzione a favore di non so bene cosa.

Sono riuscito nell'impresa?
Forse sì.
Indurre le persone a pensare al lettore anziché a sé, e poi iniziare a scrivere.
Non guardare al numero di accessi o ai guadagni, ma accettare la sfida lanciata dal Web ad ogni individuo.
Ecco, mi sono apparsi sin da principio compiti abbastanza alti per aggiornare quasi ogni giorno, senza l'assillo di sedurre chi per sbaglio, finisce qui.

Alla fine ho solo cercato di convincere al successo i quattro gatti che mi leggono. No, non il successo che immaginate però...

Fornire informazioni chiare ai lettori.
Far sì che comprendano cosa scrivete.
Agire in modo che tornino a trovarvi.

Questo è il successo da perseguire; il resto non è molto divertente, sul serio.

martedì 19 maggio 2009

Il computer online

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iCloud è in fase alfa e per adesso disponibile solo per Firefox, ma sembra promettente.




Via Ping.

Bagnarsi nelle acque del Web sociale

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Non è possibile (credo), restare uguali a se stessi quando si accetta la sfida della Rete; che a dispetto di analisi superficiali, di giudizi trancianti, significa partecipazione. La scelta di calarsi nelle acque del Web sociale smussa, modifica, induce a riflettere su di sé, su quello che riceviamo e che (forse) restituiamo.

Non so se il bilancio sia in attivo: di certo occorre osservare ciò che usiamo, riflettere, scegliere quello che sembra più adatto a noi.

Provo a elencare anche io i flussi di questo moto continuo, una sorta di fiume che offre molto, e pretende anche di più, travolgendo chi lo sottovaluta, o non ha una reale attitudine alla condivisione. Che poi la si possa creare, mi pare ovvio.

Idee e scrittura



Sono troppo grezzo per vantarmi di essere "ispirato" da qualcuno, o qualcosa. Leggo, ascolto, quasi mai leggo libri sulla scrittura, ma autori in grado di scrivere belle storie, interessanti, che aprano uno spiraglio su quello che sarà. 
Quello che già è lo so, e ho persino la presunzione di conoscerlo bene.

Blog, conversazioni, spesso danno un'idea, che sonnecchia a lungo, a volte si sveglia alla vita, altre scivola nell'oblio. Ma l'idea arriva da un commento a proposito dell'economia; dalla recensione di un software; dalla visione di un film, o di una copertina di un settimanale. Tutto è qui per essere colto dalla nostra intelligenza; basta essere attenti, lasciarsi sorprendere.

Non giro con carta o penna, come in tanti consigliano. Se dimentico, allora non era una buona idea, se resta a farmi compagnia allora è più di un'idea: forse è l'occasione per creare una conversazione nuova.

Se la scrittura del post mi prende troppo, cancello e non ci penso più. Significa che sto solo perdendo tempo, e insistere mi porterà fuori strada.
Una volta che ho messo tutto "nero su bianco" non pubblico, ma lascio trascorrere un po' di tempo. Confesso che non è una regola fissa e a volte amo trasgredirla. Ma ho imparato che le scorie devono depositarsi sul fondo, e la bellezza dello scritto essere palpabile.
A questo punto, programmo la pubblicazione del post.

Twitter, Friendfeed



Può essere utile misurarsi con qualcosa di più impegnativo. Non sono un assiduo frequentatore di questi ambienti, non seguo e non inseguo tutto quello che vi accade: ma è questo il punto.
Ovunque si decida di andare, essere se stessi. Partecipare se si è in grado di offrire uno spunto, una battuta simpatica. Il silenzio rimane una qualità preziosa, più dell'oro. Credo che Twitter e Friendfeed possano coinvolgere persone che non si rendono conto della posta in gioco: il loro ruolo.

L'individuo e le sue qualità diranno la loro su una larga parte del futuro: del Paese, persino del mondo. Tutti possono partecipare; questo circo colorato e chiassoso che si chiama Web riporta nelle mani del singolo le redini del suo futuro. Un'opportunità straordinaria, secondo me.

Facebook



Sopravvalutato, sottovalutato. Probabilmente ha un potenziale ancora intatto, ma chi lo guida si trova tra le mani una creatura di cui non sa decidere la sorte. Dovrei decidermi a farne un uso migliore, per esempio come veicolo per i miei post; appena mi ricorderò, d'accordo?

Google Reader



Di fatto inutilizzato. Non uso neppure Deliciuos (account attivato, usato quasi mai), Liquida, Wikio. Non amo molto sapere di cosa si parla, preferisco (al momento), parlare e scrivere di quello che sta a cuore a me. Il rischio di ripetere gli stessi concetti e argomenti esiste, certo; eppure è un rischio che amo correre. In fondo i romanzi che fanno: riscrivono le stesse storie già narrate da Omero. Non per questo ci stanchiamo di leggerle, o ascoltarle.

Sono tuttavia persuaso che bagnarsi nelle acque del Web sociale inevitabilmente porterà ad un mutamento del mio modo di usare (male), gli strumenti della Rete. Ricordate che il sottoscritto è ligure, e noi non siamo esattamente dei mattacchioni, o dei tipi molto sociali. Ci piace aggirarci, annusare l'aria, osservare da lontano. Poi con calma procedere.

lunedì 18 maggio 2009

Il video di Presentation Zen

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Esiste la traduzione in italiano del libro; ora è in vendita un video.
Consiglio ovviamente il primo, utilissimo anche se non fate presentazioni. Perché il punto è sempre la comunicazione, il rapporto che si deve instaurare con chi ci sta di fronte.
Spesso purtroppo, davanti a noi mettiamo solo... noi stessi.

Liberate il blog dal giogo dei numeri

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Cercate il tag "Blog" su Liquida per esempio, e gettate un'occhiata alle conversazioni che riguardano questo media. Nella maggior parte dei casi si fa riferimento a numeri: a quelli che si hanno, o che si dovrebbe avere, o che vorrebbe possedere e sciorinare.

Nessuno scrive male volutamente; di sicuro moltissimi ci riescono del tutto naturalmente. Sapete perché?

Dimenticano di essere al servizio del lettore, tanto per cominciare; e sono persuasi in un angolino della loro testa di essere attesi come una sorta di messia.
A supporto di questa idea, sventolano dati, cifre, numeri: tutta roba genuina, ci mancherebbe altro.

Costoro credono che la fredda matematica dimostri la bontà della loro strategia. Probabilmente quei numeri offrono solo una misura dell'attenzione che riescono ad attirare: ma promuovono l'azione?

Persino le aziende hanno compreso che fissare risorse, attenzione e sforzi sulla quota di mercato e sui mezzi per incrementarla, è un errore.
Quindi, perché perseverare?
Perché non cercare di essere differenti?

La fonte di crescita che conta siete solo voi, e le vostre capacità. E' su di esse che dovete concentrarvi. Numero di lettori, cifre, possono tramutarsi in una trappola perfetta, soprattutto quando diventano il solo obiettivo da raggiungere.
Di certo non misurano il vostro tasso di eccellenza: affermano solo che ci siete, che siete più o meno grossi.
E basta.

Di qualunque genere siano i vostri contenuti, per prima cosa dovrete agire perché i lettori comprendano il vostro lavoro. Il che significa, tradotto in soldoni, perderne alcuni.
Ma d'altra parte eccellere non significa più avere grandi numeri; bensì promuovere la qualità.

domenica 17 maggio 2009

Savona su Facebook sì ma dove?

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In una pagina del sito del Comune di Savona si annuncia che è stato attivato su Facebook un gruppo chiamato "Lo sportello delle idee della città di Savona".

Bene.

Nessun link a questo gruppo: male.

Ho provato quindi a cercarlo sul sito: nessuna traccia.

Forse l'idea è geniale, forse pessima: di sicuro annunciare e non farsi trovare è una mossa sbagliata. Speriamo che sia anche l'ultima.

venerdì 15 maggio 2009

Difendersi dal phishing su Facebook

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Forse ti può interessare leggere il post precedente sul phishing. E' parte di una serie di post redatti con lo scopo di capire meglio Facebook, la privacy e la sicurezza.

Difendersi dal phishing su Facebook è di una facilità disarmante. Non occorre affatto acquistare qualcosa. Finché infatti non avete abboccato, dovete semplicemente seguire alcune semplici regole. Eccole.

Usate il buonsenso

Significa che non dovete cliccare su tutto quello che vi capita a tiro. Dovete invece imparare a usare un po' di sana diffidenza. Se ricevete un messaggio in cattivo italiano che sembra provenire da un vostro amico, diffidate.

Se il messaggio è di un amico ma in inglese, diffidate due volte.

Se il link allegato vi porta fuori da Facebook su un sito esterno, siate tre volte diffidenti.

Piccolo trucco. Passate il mouse sopra il link senza cliccarlo: il browser vi indicherà nella barra di stato quale sarà la pagina di destinazione qualora decidiate di procedere.



barradistatofirefox



Un esempio veloce per capirci meglio.
Ricevete una comunicazione da Facebook che vi chiede di seguire un link per immettere di nuovo la password del vostro account. Il link appare come qualcosa di questo genere:

www.facebook.com/sicurezza/verifica/

Ma se ci muovete sopra il cursore nella barra di stato del browser leggerete:

http://click.com/links/z/bc/?/lxew2_lknvsp=kinbo3_fb

Non c'è alcun dubbio che si tratti di phishing. Lasciate perdere quindi.

Questi semplici consigli già alzano il livello di guardia. Ecco le mosse successive (e anche queste non vi costeranno nulla!)

1) Mantenete aggiornato il vostro browser Web

Che si chiami Firefox, Opera, Internet Explorer o Safari, è pur sempre un'applicazione che deve essere mantenuta aggiornata. I truffatori infatti migliorano i loro sistemi di raggiro, e chi li combatte deve stare al passo.
Firefox è probabilmente la scelta migliore: il browser offre un'ottima difesa proprio contro il phishing, ma non solo.

2) Leggete la pagina di Facebook sulla sicurezza

Esiste una pagina in italiano che propone anche alcune utili indicazioni se e quando su Facebook si verificano comportamenti scorretti.

E' lunga ma interessante, soprattutto nella parte della FAQ che indicano come agire nel malaugurato caso in cui il proprio account sia oggetto di attacchi.

A questo punto occorre però segnalare una strana disparità di trattamento tra utenti italiani di Facebook, e quelli inglesi. Nella pagina delle Impostazioni della versione anglosassone del sito, esiste la funzione "Security Question".



securityquestion



Un utile strumento nel caso ci si renda conto che il proprio account è in mano a un truffatore. Ricorrendo a esso, il team di Facebook può aiutare a riprenderne il controllo.
Purtroppo, sino ad ora non è disponibile nella versione italiana.

Cosa fare se il proprio account è stato rubato? Lo vedremo la prossima volta!

giovedì 14 maggio 2009

Come scrivere meglio

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Se per voi scrivere è importante, forse vi starete domandando come riuscire a farlo meglio.
Avete un blog da riempire di contenuti interessanti; e adesso siete qui a leggere queste frasi per capire se esiste un segreto, per riuscirci sul serio. Forse, sì: ho detto "forse", sia chiaro.

Lasciate perdere le sciocchezze

La maggior parte delle conversazioni che ci sono sul Web hanno come oggetto aspetti e cose che definire "sciocche", si fa un favore alla sciocchezza. Esercitare la propria scrittura su argomenti insignificanti, ci si creda o no, ammazza proprio lo scrivere. E' come arare un campo già arato: cosa vi fa credere che alla fine avrete un raccolto?

L'ispirazione ha bisogno di sfide: di pareti verticali, non di discese. Di territori nuovi, invece che di lande colonizzate e sfruttate al massimo.
In fondo scrivere è (anche) agire: ecco il motivo per cui dovete salutare massa e omologazione, e osare qualcosa di inedito. Perché anche per quanti producono contenuti, viene il momento di crescere, di passare a qualcosa di robusto su cui arrotare i denti.
Se i denti li arrotate sempre sul semolino, non sarete mai in grado di incidere.

Siete attenti ai dettagli?

Se la mia sedia avesse le mani, scriverebbe pure lei.
Ecco il punto: scrivere è (giustamente) alla portata di tutti, la cura dei dettagli è invece prerogativa di quanti hanno compreso che la partita non si gioca sulla quantità. E la qualità si misura anche su virgole, avverbi, aggettivi e la varietà delle parole usate.

In fondo il lettore arriva a voi per caso, ma resta se ad accoglierlo trova un ecosistema adatto alla sua evoluzione. Altrimenti, emigrerà da un'altra parte.

Prendete nota

Imparate ad osservare quello che accade attorno a voi.
Certo, mi rendo conto che probabilmente non fate parte dell'entourage di Barack Obama, quindi non potete offrire aspetti inediti, curiosi, o simpatici.

Ma d'altra parte ho imparato questo: se non osservate, sarete incapaci di cogliere l'ispirazione che spesso vi passa accanto.

Prendiamo ad esempio la Letteratura.
I grandi Autori hanno dimostrato il loro valore non scrivendo di avvenimenti eccezionali, ma prendendo fatti comuni, di persone del tutto normali, e trasfigurandoli.
Al di là delle loro capacità, spesso straordinarie, la lezione mi sembra comprensibile a chiunque, e alla portata di tutti.
Non dovete attendere lo sbarco dei marziani per conquistare lettori.
Dovete aprire gli occhi e spostarli dal vostro ombelico, al mondo.

mercoledì 13 maggio 2009

Fissate il percorso del blog

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Molti blog, tentano di galleggiare occupandosi di un po' tutto. Non si accorgono che agendo in questo modo si zavorrano, e colano a picco in un lasso di tempo relativamente breve.In realtà il blog dovrebbe dichiarare in modo conciso, evidente, lo spirito che spinge il suo autore ad aggiornarlo più o meno con regolarità.

Nel viaggio è essenziale la meta, ma anche lo spirito con cui lo si affronta non è secondario.

Il coraggio

Se credete che scrivere non richieda coraggio, allora non state scrivendo: ma fotocopiando.
E il coraggio non è andare all'assalto dei primi 100 bloggers italici: ma scalare la vetta dell'eccellenza e piantarvi la vostra bandiera. Questo vi garantirà un obiettivo nobile, in grado di chiamare a raccolta tutte le vostre migliori energie. E le vostre parole, che ci crediate o no, inizieranno a trasmettere coraggio e novità. Le qualità che vi aiuteranno ad emergere.

L'obiettivo

Ci sono due categorie di persone (lo so, sto semplificando).
Quelle che difendono lo status quo, e poi quelle che vogliono cambiare il mondo. Non vi chiederò da quale parte volete stare, piuttosto vi domanderò:

per quale ragione non cambiate il mondo?

Ci sono più cose storte che dritte.
Ci sono più esclusi che inclusi: eppure ve ne state lì a combinare niente di interessante.
Il blog vi sembra troppo piccolo e ridicolo da usare come mezzo per rendere le cose migliori?
Sbagliate: siete voi che non avete idee, passioni, voglia di cambiamento. E se anche un giorno vi fosse data l'opportunità di cambiare, non sapreste da dove iniziare.

Accettate un consiglio: iniziate dal blog, iniziate dalla scrittura. Siate pronti, e preparati.

La speranza

Lo sapete perché il 90% dei blog si occupa di attualità, pur non essendo l'informazione il loro campo? Perché conoscono solo la parola "mai", e ignorano la speranza.
"Le cose non cambieranno mai".
"Non accadrà mai che i politici siano onesti".
Eccetera, eccetera.

Non affermo che si debba chiudere gli occhi di fronte a drammi e ingiustizie. Però non dovete rassegnarvi a questo genere di cose. E poi, i difensori dello status quo non mancheranno mai, statene certi. Vi chiedo solo di smettere di esserne parte.

Spostate la vostra attenzione da ciò che accade, a quello che dovrebbe essere.
Studiate i vostri limiti, e cercate di ridurne l'influenza.
Guardate alle vostre qualità, invece che ai vostri difetti.
Uscite dal bozzolo della mediocrità e perseguite solo l'eccellenza.

martedì 12 maggio 2009

Se non avete idee per il blog

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Molti affermano che una delle regole per costruire un blog affermato è di aggiornare ogni giorno con post azzeccati, interessanti, eccetera.

Non è un dogma. Ciascuno può agire come meglio crede; tutto dipende da cosa si vuole ottenere.

Se per esempio si ha come scopo quello di intessere una rete di relazioni per nuove opportunità anche di lavoro, questo è un consiglio da seguire.
Altrimenti, aggiornare due, o tre volte la settimana è più che sufficiente.

Come ho già affermato più volte in passato: non è che il mondo aspetti le nostre parole per ruotare attorno al proprio asse.
Lo fa e basta.

Se tuttavia credete che aggiornare ogni giorno sia importante, provo a offrire qualche consiglio.

Non è un dovere

Non dovrebbe essere il primo consiglio della lista, lo ammetto. Se l'idea di aggiornare il blog vi mette di cattivo umore, significa che qualcosa non va. Forse vi siete presi un impegno troppo gravoso; o avete sopravvalutato le vostre capacità.

Qualunque sia il motivo per cui avete quella faccia quando vi accingete a scrivere un nuovo post, abbiate il coraggio di ammetterlo. A voi stessi prima di tutto, e poi ai vostri lettori.

Lo so: ne avete 13, e siete pure superstiziosi. Ma provate a parlarne con loro.
Spesso ci si crede troppo importanti, e si ha paura di svelare agli altri le proprie paure e incertezze.

Non dico affatto di trasformare la vostra giornata in argomento per il vostro blog. A meno che non siate a bordo della stazione spaziale, rischierete solo di annoiare.

Tuttavia le persone sono migliori di quanto noi pensiamo, e di quanto esse credano. Chiedete loro aiuto, consiglio, parlate di quello che vi accade. Niente miracoli sia chiaro; ma a volte si intrecciano esperienze e punti di vista che possono essere di grande aiuto.

Andate a caccia di ispirazione

Il migliore posto dove trovare nuove idee? Non sullo schermo del vostro computer, ma oltre la soglia di casa.

Siamo animali sociali, e nessuna macchina può venirci in aiuto quando siamo a corto di idee. Ricordate solo di avere lo spirito giusto: dovete accogliere, ed evitare inseguire l'ispirazione. Verrà a voi nei modi più imprevedibili e nei momenti più sorprendenti. La fretta e il desiderio di "ottimizzare" sono concetti che dovete lasciar perdere.

La mente adora "girare in folle", ed è proprio allora che è capace di fornire spunti, idee, e visioni inedite. Se la "ottimizzate" vi ritroverete imbottigliati in un caos perfettamente organizzato.

Nei panni del lettore

Tutti siamo lettori, ma nel momento stesso che decidiamo di produrre contenuti, ci consideriamo una specie di divinità che sarà "sicuramente" seguita da una folla adorante.
E se i nostri contenuti fossero invece accompagnati dalla noia?

Forse siete a secco di idee proprio perché non siete mai stati davvero dalla parte del lettore. Per voi scrivere è riempire un foglio di parole.
No: è chiamare all'azione, stimolare l'intelligenza, il confronto, il dibattito. Se è inevitabile che esistano (come è giusto), parole per lo svago, è altrettanto ovvio che vi siano quelle che contestano lo status quo.
Quando il lettore arriva sulla vostra pagina deve trovare un buon motivo per restare, e leggere. Forse voi gliene fornite di ottimi per andare da un'altra parte...

Consideratelo un piacere

Una volta che avrete fatto ritorno a casa, rimettersi all'opera sarà tornato a essere (me lo auguro), un piacere. Perché è la passione che deve guidare le dita sulla tastiera: il blog in fondo è roba vostra, e se non lo fate per inseguire aspirazioni e desideri, allora a cosa serve?

Ecco la ragione per cui dovete farlo per passione: tanto i soldi non arriveranno mai, questo è poco ma sicuro.
La celebrità? Suvvia, smettete di scherzare. E datevi da fare...

lunedì 11 maggio 2009

Tribes Talk

Permalink.


Non so se il libro sia stato tradotto in italiano: di certo l'intervento è all'altezza di questo diavolo di uomo.

Sia chiaro: credo che sfornare libri come fa lui, sia roba da extraterrestri (e ho l'idea che il sapore sia alle volte un po', come posso dire: debole).
Però qui dimostra una capacità da vero animale da palcoscenico (un po' come Steve Jobs), e i suoi post offrono idee, riflessioni, di rado banali, spesso intelligenti e interessanti.

D'accordo, si riferisce alla realtà statunitense, distante dalla nostra anni luce.

D'accordo, se l'ispirazione non c'è rimedia il mestiere.

Ma se non lo avete tra i feed RSS, fareste bene a iscrivervi.



Via (ovviamente) Seth Godin.

Il blog per ritrovare la creatività

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Il blog può essere un utile strumento per ritrovare la propria creatività. Sì, quella cosa che molti ritengono prerogativa dei geni dell'umanità: ma a voi preclusa.
Non affermo che col blog diventerete Leonardo, ci mancherebbe.
Ciascuno di noi possiede qualità che attendono le giuste condizioni per germogliare.
E se il blog fosse proprio una di queste condizioni?

Il giusto passo

La maratona è una delle discipline sportive più dure. Gli atleti che partecipano alle gare evitano di impostare il proprio passo, su quello di chi guida la corsa. Lo seguono certo, lo controllano e spesso ne saggiano periodicamente la resistenza. Ma ciascuno usa una propria strategia, che si basa sul rispetto delle proprie capacità, e sulla conoscenza delle proprie debolezze. Assieme, permettono al singolo di trovare il giusto passo per arrivare a fine gara. E il giusto passo è il proprio.

Una buona notizia per voi: non c'è alcuna gara.
Se è così (ed è davvero così), avete l'opportunità di studiare le vostre capacità (o migliorarle), e individuare i vostri difetti in tutta serenità. E poi finalmente, scovare il giusto passo per il miglior cammino possibile.

Probabilmente avete speso molto tempo a seguire le orme o i consigli di questo o di quello; avete fatto bene in fondo.
Il vostro errore è stato di non compiere il passo successivo: trovare appunto, il vostro passo.

Datevi degli obiettivi

Il Web è bello, pieno di opportunità: ma per fare cosa? Per conseguire quali obiettivi?
Qui non posso certo dirvi come agire, perché è di vostra pertinenza. Di sicuro dovete darveli: per misurare i progressi, provare la motivazione che ogni giorno vi spinge ad aggiornare il blog, e rafforzarla, si capisce.

Soprattutto dovete avere qualcosa da dire: e trovare il modo adatto a voi per partecipare alla conversazione.

Non è facile certo: ma Leonardo oltre ad essere un uomo al di fuori del comune, era anche una persona che si dava dei traguardi. Quindi, cercava di raggiungerli. Alcuni potrebbero osservare che molti non sono stati tagliati; ma dove c'è riuscito, ha lasciato un segno indelebile. E non perché è stato fortunato: ma perché era straordinario, e aveva in mente una meta ben precisa.

Ecco la ragione per cui anche voi dovete averla.

Procedete con più calma

L'ho già scritto prima: non esiste alcuna gara. Ci sono degli scopi da raggiungere, e un passo adatto a voi da trovare, per poi arrivare a destinazione. Ma non abbiate fretta. Evitate per prima cosa di riempirvi di impegni e cose da fare.

Imparate a scegliere, e che il criterio sia solo quello della qualità. Non perdete tempo: ma costruite per voi spazi liberi dove non governi la legge dell'ottimizzazione. Va bene per i siti Web, non per le persone.

Dite addio all'ossessione di riempire ogni minuto utile, e cercate di ritagliarvi minuti per osservare.
Leggere.
Condividere e avere compassione.

domenica 10 maggio 2009

Esopo sarebbe un bravo blogger

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Vecchio post del 2007, che ripropongo perché mi sembra ancora utile per chi è alla ricerca (a tutti i costi), di un modello.

Di recente mi sono ricapitate tra le mani le favole di Esopo. Costui (ma è davvero esistito?), visse nell'antica Grecia tra il VII e il VI secolo a.C.
E come tutte le cose buone, il tempo passato non ha minimamente intaccato la loro qualità.

Titoli brevi, in cui sono indicati i protagonisti della storia, rigorosamente animali, specchi dei vizi (tanti), e delle qualità degli umani.

Un testo composto da frasi anch'esse brevi, con uso di parole semplici, comprensibili a chiunque.

Tono colloquiale, asciutto, tipico di chi ha in mente il pubblico, e poi la storia da raccontare. Perché se non hai pubblico, le tue storie non esistono.

Azione ridotta al minimo indispensabile. Tempo e spazio? Assenti, o liquidati con espressioni ("dopo non molto", "poi"), che fanno da semplice raccordo all'azione seguente.

Una conclusione, che è un ammaestramento, buono per chi vuol intendere e imparare. Al di là dell'apparente semplicità, appare intatta, a distanza di secoli, la bravura e la capacità di farsi ascoltare di questo uomo.

Una preziosa miniera di spunti e idee sul "come" scrivere, ideale per chi è alla ricerca di un modello.

sabato 9 maggio 2009

Cento anni di pedalate e sudore

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Il Giro d'Italia ricomincia.
Vista la giornata spettacolare non starò a guardarlo. A ricordarlo, sì.

Cosa conta sul Web

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Sino a qualche anno fa, il Web era un hobby, una scoperta, un'esplorazione. Oggi si è trasformato sino a diventare un protagonista, un compagno, un'abitudine quotidiana per tanti italiani.
E' uno specchio dove (forse), un popolo riflette il proprio grado di preparazione, cultura, voglia di imparare e scommettere.

E la scrittura è un ottimo indicatore che rende evidente a chiunque, la qualità del nostro tempo trascorso: a scuola certo, ma non solo tra le pareti scolastiche.
Perciò, scrivere male, o difficile, oppure infarcire la pagine Web con errori e periodi lunghi e inconcludenti significa giocarsi una fetta importante della propria reputazione.

Scrivere è più importante che mai.
Scrivere vuol dire proporre un affare, una transazione: siate chiari e leali e vedrete i profitti.
Se vi affiderete alla superficialità, otterrete solo affari mancati.

venerdì 8 maggio 2009

Google pubblicizza Chrome senza spiegare cosa fa

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Può sembrare una follia produrre una pubblicità senza spiegare, o mostrare il prodotto.
A me, utente Apple, ricorda lo spot del primo Macintosh, dove non si mostrava il computer, ma si offriva solo la data in cui la macchina sarebbe stata disponibile.

Di sicuro accende la scintilla della curiosità: merce rara, che gli spot spesso non riescono a produrre.




Via TechCrunch.

Facebook e il phishing

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Quarta parte della guida alla sicurezza su Facebook. Potete leggere la prima parte, dare un'occhiata alla seconda, per poi approdare alla terza.

Anche su Facebook il phishing prende piede. Per sapere di che cosa si tratti, ecco la pagina apposita presente su Wikipedia. Poi, tornate qui, grazie!

La tecnica del phishing

Come funziona il phishing su Facebook? Proviamo a immaginare questo scenario.

Un truffatore ruba le password degli account di alcuni vostri amici (password troppo semplici da individuare), e scrive sulla vostra bacheca un messaggio. In apparenza del vostro caro amico: in realtà è il manigoldo a scrivere.

Il messaggio racchiude un link, e un invito a visitare un certo sito. Per prima cosa: il messaggio può essere non in italiano, oppure se lo è, racchiude degli errori di grammatica più o meno grossolani.
Questo dovrebbe già mettervi in allerta: perché un amico italiano mi dovrebbe scrivere in inglese? O se il messaggio è in italiano, perché quegli errori?
Andiamo avanti.

Una volta approdati sul sito (in apparenza genuino), potreste essere invitati a inserire i dati del vostro account di Facebook.
In questo modo il truffatore ne entrerà in possesso, e potrà continuare a inviare nuovi messaggi ad altri utenti di Facebook, spacciandosi però per voi, questa volta.

Qui finisce in genere la prima fase della trappola: il furto di password. Poi esiste la seconda fase: eccola.

Sul sito ci può essere l'invito a guardare un video di qualche attrice che in un recente party ha perso un po' di vestiti. Tuttavia, per visionarlo occorre scaricare qualcosa: magari l'ultima versione del player senza la quale non vedrete un bel nulla.
E voi iniziate il download.

Qui scatta la vera trappola: perché in realtà scaricate un trojan (non sapete cosa sia? Ecco la definizione di Wikipedia), che si installerà sul vostro computer.
A quel punto, il trojan potrà tenere traccia delle vostre navigazioni, ma soprattutto rubare i dati relativi (per esempio), alla carta di credito.

Prima di chiudere voglio ricordare questo: Facebook non invierà mai mail ai suoi iscritti chiedendo loro di reimpostare la password.
Facebook per nessuna ragione si rivolgerà ai suoi utenti per pretendere da essi verifiche di dati, o ulteriori informazioni (anche personali). Se ricevete questo tipo di informazioni, si tratta in realtà di phishing: statene alla larga.

La prossima volta vedremo come difendersi dal phishing su Facebook.

giovedì 7 maggio 2009

Internet è un diritto

Il titolo è retorico, ma visto quello che il Parlamento Europeo ha deciso, credo che meriti. E pazienza se questo appare più come un espediente: ormai siamo alla fine della legislatura, e buona parte delle cose su cui legiferare, saranno di pertinenza del prossimo Parlamento.

Ecco due buoni motivi per:

1) Andare a votare alle prossime elezioni europee;

2) Scegliere con cura chi votare.

Nel frattempo, mi piace ricordare come questo mezzo, nato per permettere a scienziati di condividere progetti e idee in quel di Ginevra, sia poi salito al rango di diritto.

In mezzo, un numero davvero alto di (ex?) protagonisti delle nostre vite che di fronte al Web non sanno cosa fare. Case discografiche, cinematografiche, lobby di ogni colore e orientamento politico, da anni tentano di chiudere e blindare. E tutte dopo questa decisione del Parlamento Europeo affermano: "Ha vinto il Far West".

Le leggi ci sono, e chi viola deve essere punito.
Ma dal momento che il Web rimette in discussione i rapporti tra media e cittadini; mette in crisi copyright e modelli economici chiusi; pretende da pubblica amministrazione e aziende trasparenza e lealtà, è meglio parlare del Far West.

L'ordine secondo alcuni è considerare l'utente un potenziale ladro (e allora voilà la protezione digitale DRM sui brani musicali), salvo poi eliminarla per manifesta inutilità. Oppure "dare una lezione" a The PirateBay, e far finta di nulla a proposito dei motori di ricerca che come il sito scandinavo, forniscono link a tutti i torrent che si desiderano. E mi fermo qui.

Occorrerà vigilare. E accettare che l'avvento di Internet impone la riscrittura di alcune regole del nostro vivere civile. Piaccia o no, questo sarà inevitabile.
Tergiversare, o invocare sceriffi digitali, vuol dire lavorare a favore dell'esclusione, non dell'inclusione.

La ricetta per un blog affermato

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Qual è dunque la ricetta per un blog affermato?
Guardatevi attorno, copiate il modello in questo momento vincente, e potete scommettere che non funzionerà affatto con voi.

Il blog è fresco, innovativo, dirompente e magari pure iconoclasta: quante volte avete letto, o ascoltato questo genere di cose?
Il sottoscritto le legge e sente da un bel pezzo. Si tratta di concetti giusti, sacrosanti, che esaltano lo spirito innovatore del singolo, la fantasia, l'intraprendenza. Peccato che poi ciascuno di noi sia restio a muovere almeno i primi passi nella giusta direzione

E' un atteggiamento comprensibile: chi mi garantisce che salutando la massa, avrò dei benefici? Voglio essere sincero con chi mi legge: ecco la mia risposta.

Non esiste alcuna garanzia.

E' un rischio.
E per prima cosa dovete imparare ad abituarvi all'idea di muovervi in un territorio privo di certezze. Ecco perché copiare non garantisce nulla. Ecco perché una cosa funziona per qualcuno, ma produce un grandioso tonfo per altri.

L'unica molla capace di farvi compiere il primo passo è il vostro cuore, la vostra passione.
Raccogliete allora informazioni sull'argomento che desiderate trattare. Chiedete consiglio a chi è più esperto di voi. Mettete poi da parte sogni di gloria e di ricchezza: e tentate.

Attendere il momento propizio, o giusto, non è vincente, perché di solito riescono a crearlo gli altri; sapete, quei tipi che hanno avuto un'idea simile alla vostra, che hanno raccolto qualche dato, e hanno rischiato.

Qualcuno potrebbe osservare che una simile strategia è ridicolo appiopparla ad un blog.
Vero: però io lo considero come trampolino di lancio verso un mare di opportunità. Ad attendervi troverete nuove sfide all'insegna dell'impegno, del valore, non della fotocopia. Però è indispensabile che facciate il primo passo.

Realizzate qualcosa che vi piaccia: blog o lavoro non importa. Questo è l'unico ingrediente che dovete copiare, e che potrete poi applicare praticamente a tutto.
Ma non chiedete o cercate sicurezza: quella la garantisce solo lo status quo.

mercoledì 6 maggio 2009

Tempo di bandiere blu

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In provincia di Savona sono 9 i comuni che hanno ricevuto la Bandiera Blu, e anche il capoluogo torna a fregiarsene con la spiaggia delle Fornaci.

Certo, resta sempre il problema delle infrastrutture: pochi parcheggi, poche strade, autostrade e ferrovie inadeguate. La città di Savona che di fatto, è priva di un vero casello autostradale (è Albisola Superiore che deve sopportare il traffico in entrata e uscita dal porto. Dover spostarsi quando attraccano due, o tre navi della Costa Crociere, è un'esperienza unica e quasi commovente, credetemi).
Su tutto, l'idea molto ligure secondo la quale il turista è qualcuno che dovrebbe andare da un'altra parte.

Piaccia o no, sarà proprio il turismo la sfida più importante: da vincere ad ogni costo. Credo che con l'assegnazione di queste bandiere si apra ufficialmente la stagione turistica. Un po' in anticipo, buona estate a tutti.

Magari in Liguria?

Il blog può essere di aiuto

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Noi viviamo all'interno di strutture che premiano l'imitazione e l'ossequio agli standard vincenti.

In questo panorama, il blog viene usato sovente per celebrare la massa e i suoi rituali, e quasi mai è visto come opportunità per sfuggire alle sue tentacolari cure.

Ricordate questo.
Se non siete capaci di disegnare almeno i contorni del vostro futuro, ci penseranno gli altri: e non è affatto detto che costoro siano i migliori, i più adatti.

Datemi retta: per prima cosa, ammettete di essere uno dei tanti, parte di un gigantesco coro che produce rumore: e basta.
Se adesso siete lì a fare spallucce, sbagliate.
Idem se troverete giustificazioni alla vostra attuale condotta. Esistono infatti milioni di ottime scuse per convincere e a convincervi che state facendo la cosa giusta.

Dovete invece comprendere che cambiare, uscire dal seminato, andrà a vostro vantaggio.
Imparate a considerare il Web, come l'occasione perfetta per celebrare e amplificare le vostre qualità.
Agite allo scopo di mettere a frutto i vostri talenti: sia questa la vostra "Missione Impossibile".
E i soldi? I sottoscrittori in numero di 1.000? Gli utenti che se non sono almeno 10.000 non siete nessuno?
Lasciate perdere, e fissate piuttosto la vostra attenzione sulla posta in palio.

Per anni vi hanno insegnato che in fondo non siete niente di speciale; non c'è bisogno che vi dica chi, o quando è successo. Qualcuno vi avrà anche detto: chi ti credi di essere?

Siate i sovrani di voi stessi. Ma ammettete prima di ogni altra cosa che non siete stati all'altezza del compito.
Sino a adesso.

Riconoscere il problema è un atto di coraggio; non è alla portata di tutti. Per un motivo banale: spesso, cambiare reca con sé danni.
Non affermo che i benefici mancheranno (allora, perché cambiare?).
Però nell'immediato ci sono ottime probabilità di non vedere nulla di significativo: questo è un bene, sul serio. Sia per voi, che per il vostro omologato blog.

Se il cambiamento non fosse costellato da incertezze, paure, dubbi, tutti cambierebbero.
Ho ragione?

martedì 5 maggio 2009

Vuoi un PageRank 9?

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Allora iscriviti a Twitter!

Da qualche giorno sono su Twitter (lo so, non è una notizia interessante), e ho notato come la mia pagina sfoggi un PageRank 9 (dico: 9), pur essendo i contenuti piuttosto modesti.

Tutto è vanità: e sul Web questa si mostra nella ricerca di un ottimo PageRank. Per alcuni è una specie di Santo Graal.

Eppure non ricordo una sola pagina di Google che consideri questo elemento importante per gli utenti. Ma forse ricordo male.

Dimenticavo: gli utenti sono quelle strane creature che sul Web cercano informazioni, non PageRank alto. Quando arriva, sarà come un attestato che si è lavorato sufficientemente bene, tenendo gli occhi puntati sui bisogni dell'individuo.
Non del motore di ricerca.

Questo dimostra come nessuno che lavori sul serio in un ambito del genere (parlo dell'ottimizzazione dei siti), possa garantire un bel nulla.
In un Paese dove il Web è considerato alchimia, e gli stregoni pronti a vendere posizionamenti garantiti "al top", sono dietro l'angolo, la mia può apparire un'eresia bella e buona.
In più io non mi occupo affatto di SEO e cose del genere.

Credo tuttavia di conoscere sufficientemente bene materie quali buonsenso, trasparenza, onestà e impegno.
Sia che si decida di produrre contenuti per qualsiasi media, o ci si imbarchi proprio nel campo del SEO, sono queste le qualità che fanno la differenza.

Non pensate a voi, ma al lettore.

Non preoccupatevi di Google, ma del vostro italiano.

Non inseguite il PageRank: ma la chiarezza e la semplicità.

E poi ricordate questo: il PageRank sale e scende.
La qualità al contrario, vi permette di osservare con distacco simili variazioni.

lunedì 4 maggio 2009

Perché il blog è bello

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Sono diverse le ragioni che rendono un blog decisamente bello; ma tutte risiedono nei suoi contenuti.
Mi riferisco all'interesse che esso suscita, certo, ma anche alla capacità di raccontare (di sedurre), assieme al desiderio di incontrare punti di vista differenti, persone e opinioni anche lontane da quelle di chi scrive.

Il mio blog è online da almeno un paio di anni, con tutto il suo carico di errori.
Questo mi ha permesso di imparare un po' di cose. La più importante: non esistono scuole o modi giusti per creare un grande blog; di certo quando lo si incontra, qualcosa scatta. E si sfogliano gli archivi, si legge: si "perde tempo" a conoscere meglio quel blogger, ma in realtà si guadagna tempo per se stessi.

Il blog è diverso

Una delle differenze più evidenti del blog, è che si è a contatto col lettore. Questo offre vantaggi e rischi, ma i primi sono decisamente maggiori. L'essenziale è osservare i propri contenuti con l'occhio del lettore; troppo difficile? Pericoloso, perché alla fine si compongono contenuti che solleticano appunto gli appetiti di chi legge?

Questo è vero se si ha un'idea sballata della scrittura. Tutti gli scrittori, e i bravi giornalisti, vanno a caccia del lettore proprio nel suo territorio. Non aspettano che lui si scomodi e vada a trovarli. Se avete il cassetto pieno di manoscritti che nessun editore vuole pubblicare, e il vostro blog è in crisi di lettori, adesso avete una pallida idea del motivo.

Fornite l'osso, poi la polpa

Il Web è fatto così: la gente ha fretta. E' al lavoro, ha una connessione schifosa, va di fretta: insomma ha un milione di buoni motivi per non leggere quello che avete scritto. E magari vi detesta con grande cordialità.

Scrivere un blog significa tenere conto di questa peculiarità: è un mezzo che va ghiotto per l'osso, è un mezzo che fornisce all'utente infinite esche. Se non fornite la polpa, (o l'esca sbagliata), non andrete da nessuna parte.

Quindi: usate un italiano corretto, indicate subito la meta, e poi proponete il viaggio. Nessuno ha voglia di andare da qualche parte senza che gli si dica (almeno), il luogo di destinazione.

Siate leggeri

Ci ho pensato bene prima di scrivere questo paragrafo. Mi dicevo: come farò a spiegare che "leggero" non significa sciocco? Potrei cavarmela dicendo che riguarda l'equipaggiamento. Prima ho parlato di viaggio, adesso provo a scrivere di come affrontare la fatica.

Mica facile: spesso le persone devono essere indotte a seguirvi, ma sono pigre. Se per giunta non siete in grado di rendere evocativi sia la meta, che il tragitto, siete un poco nei guai. D'altra parte non affermo affatto che una volta gettato l'osso, la polpa debba essere di terz'ordine, anzi.

Il primo requisito per essere "leggeri" non è scrivere sciocchezze, ma essere se stessi. Non imitare, non seguire, non essere sulla cresta dell'onda a tutti i costi. Questo purtroppo vi terrà lontani un mucchio di persone che adorano la massa e le mode. Di sicuro vi renderà unici per molte persone che sono proprio alla ricerca di polpa. Vale a dire di trasparenza e sincerità.


Il blog significa sperimentare

Quindi non abbiate paura di sbagliare. Leggete pure in giro tutto quello che vi capita a tiro di mouse. Ma ricordate che emergere spesso è questione di fortuna, e magari neppure vi interessa troppo. Il bello del blog è che vi permette a costo zero di provare un po' di tutto, di sperimentare appunto, argomenti e approcci nuovi e inediti (per voi).

A volte può accadere che inspiegabilmente il successo arrivi. A questo punto, chiedetevi se è proprio quello che desideravate: se riguarda il vostro cuore.
Siate sinceri, e rispondetevi.

domenica 3 maggio 2009

Domani sarò più intelligente

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Alla fine cosa resta di questa vicenda?
Amarezza.
Rabbia. Per la sua morte, certo.

Ma soprattutto per l'incapacità degli Stati (non solo l'Iran), di immaginarsi non più come dispensatori di morte, ma organizzatori di speranza.

Sì, è uno stupido pensiero domenicale. Domani sarò più intelligente.
Domani...

venerdì 1 maggio 2009

Un grande abruzzese

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Nasceva oggi Ignazio Silone.

Facebook e la scelta della password

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Terza parte della guida a sicurezza e privacy su Facebook. Prima di continuare, potete leggere la prima parte ed eventualmente la seconda.

Per accedere al vostro account su Facebook avete dovuto scegliere una password.
Quello della password è un argomento delicato, che spesso gli utenti trascurano. Eppure essa è come il Pin del vostro Bancomat, o le chiavi della vostra casa. Dovete imparare a gestirla con prudenza ed estrema attenzione.
Ecco qualche consiglio:

1) Scegliere una buona password


Cosa significa scegliere una buona password?
Vuol dire che deve racchiudere al suo interno non solo lettere, ma anche numeri, ed essere lunga, e mai scontata o banale.
Evitate come la peste qualunque termine semplice, di poche lettere, magari legato ad una passione che su Facebook sbandierate ai quattro venti.

Se adorate i Tokio Hotel, di certo usate qualche termine collegato ad essi come password: è un errore.
Altro errore: usare il proprio nome e cognome, i nomignoli, la data di nascita o qualunque altro termine che si richiami a voi, alle vostre manie.

Se agite così correrete il rischio di essere oggetto di pirati informatici come è accaduto di recente all'attrice statunitense Salma Hayek.

Molto meglio prendersi cinque minuti, e andare in cerca invece di termini magari inesistenti, di pura fantasia, che racchiudano come detto prima anche numeri, o strani segni come @#].


2) Proteggete la password

A volte le persone adottano comportamenti di una superficialità sconcertante. Non è necessario essere autentici pirati informatici per rubare dati sensibili oppure password: spesso basta essere attenti, e contare sull'aiuto (inconsapevole) di persone o distratte o sprovvedute.
Un esempio? Eccolo.

Se vi collegate a Facebook da un computer condiviso (usato quindi da altri, magari in un Internet café), non spuntate mai l'opzione "Memorizza i miei dati".




Facendolo, permetterete a chi viene dopo di voi di accedere facilmente al vostro account. Senza neppure dover faticare a scovare la password: risulta infatti memorizzata!
Non solo.

Quando infine deciderete di terminare la vostra giornata su Facebook, abbiate l'accortezza di premere il pulsante "Esci".




In gergo questa operazione si chiama "logout", e garantisce che chi verrà dopo di voi non potrà accedere al vostro account su Facebook.

Cambiate la password

Cambiate spesso la password per accedere al vostro account su Facebook. Prima di tutto, per tenere allenata la vostra memoria (d'accordo, era una battuta!).

In secondo luogo, se qualcuno riesce per abilità sue o distrazione vostra a trafugarla, gli sarà utile per poco tempo.
Aggiungo solo che il suggerimento di cambiare spesso la password è da applicare non solo a Facebook, ma a tutti i servizi Web cui siete iscritti...

Prima di chiudere. Pochi lo sanno: ma esiste questa pagina di Facebook dedicata alla sicurezza. Contiene una serie di indicazioni (in inglese), su come agire qualora ci si renda conto che il proprio account è stato violato.