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martedì 3 novembre 2009

Ricordati della tua storia

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Se scribacchi su una piattaforma blog, oltre alle solite raccomandazioni che trovi in giro, rammenta sempre che devi anche raccontare la tua storia.

Per molti questo è considerato il viatico per annoiare gli altri: ecco la ragione di tanti contenuti insipidi.

Lo so, lo so, rivendichi il diritto di scrivere quello che vuoi: fai bene.
Bada però che esiste anche quello di NON leggere, soprattutto ciò che annoia: ecco perché mediti di trasferirti su Facebook, e abbandonare il tuo blog, giusto?
Perché hai imparato (diciamo che hai quasi imparato), come la scrittura sia spesso un esercizio forse bello, di sicuro frustrante.

A te piace un sacco; mentre gli altri sbadigliano, leggendo quello che scrivi.

Se non hai una storia da raccontare, nessuno ti troverà interessante, degno di una qualche forma di attenzione. Quando ne hai una, gli altri percepiscono con chiarezza di essere alle prese con una persona. Non un chiacchierone o uno che copia&incolla. Arresteranno il loro cammino, per concentrarsi su di te.

E non è detto che debba essere straordinaria: può anche essere del tutto ordinaria, comune, persino banale. Ma il tuo sguardo, il tuo tocco, ha la capacità di trasformarla.

Quando raggiungi questa padronanza, questa capacità, inizi il tuo percorso differente, distante dalla massa.
Come puoi immaginare, i numeri non sono importanti. E' la tua storia che conta, giusto?

4 commenti:

Gigi Cogo ha detto...

Mannaggia, sicuro che interessi?

Marco ha detto...

@ Gigi:

Dipende dal tuo sguardo. Dostoevskij prese un fatto di cronaca (l'omicidio di una usuraia da parte di uno studente), e ci ha scritto su "Delitto e Castigo". Tu mi dirai: sì, ma lui era lui. Certo: era un fuoriclasse, ma questo non deve diventare un alibi per abbracciare la superficialità, il copia&incolla, le idiozie. Le persone credono che o si è dei geni, oppure ci si può arrendere alla mediocrità. E' un errore madornale.

Gigi Cogo ha detto...

Mumble, muble, ci rifletto......a volte davvero si pensa che raccontare se stessi significhi solo raccontare i propri successi. Purtroppo.

Marco ha detto...

@ Gigi:

Allora aspetto il frutto della tua riflessione ;-)

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