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Faccio un esempio.
Ho usato Pages '08 di Apple per scrivere il mio libro elettronico su Snow Leopard. Chiudo il documento; alla riapertura il cursore si troverà esattamente nella pagina dove ho scritto l'ultima parola. Getto un'occhiata all'ultima frase, ricordo come volevo procedere, e ricomincio a digitare.
Forse sono all'ultima pagina del libro, forse sto rivedendo l'opera, e mi trovo a pagina 78: non importa. Pages mi riconduce nel punto preciso del documento che ho modificato l'ultima volta.
Word 2008 per Mac questo non lo fa: chiudi il documento (magari di 80 pagine), e alla riapertura il cursore ti aspetterà paziente e tranquillo sulla prima pagina.
Se rammenti l'ultima frase scritta, puoi usare la funzione di Ricerca di Word per risalire a dove eri giunto; oppure ti ricordi la pagina su cui lavoravi, e anche in questo caso potrai raggiungere rapidamente il punto esatto dove eri arrivato a scrivere.
Ma in fondo non è più semplice far sì che il programma "ricordi" l'ultima digitazione?
L'approccio di Apple è più naturale.
Se scrivi a mano (ammesso che ci sia ancora qualcuno che lo faccia), e ti devi assentare dalla scrivania, al tuo ritorno avrai penna, e carta, esattamente dove li hai lasciati. In questa maniera una rapida scorsa alle ultime frasi di permetterà di recuperare le fila di quanto stavi scrivendo.
Immagina se invece, tornando al tuo posto, trovassi tutti i tuoi fogli impilati, in ordine si capisce, ma senza alcun segno che ti aiuti a capire dove eri poco prima.
Forse ti trovavi all'ultima pagina; ma se invece stavi rivedendo qualcosa, dovrai ricordarti la pagina, o almeno il capitolo in cui ti trovavi prima dell'interruzione. E sfogliare, sfogliare, sfogliare.
Dettagli; ma che aiutano a scrivere meglio. Ad avvicinarsi all'applicazione con un sentimento differente.
lunedì 2 novembre 2009
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