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In realtà il problema non è mai stato la difficoltà di pubblicare i contenuti.
Questo ha rappresentato un alibi per non lavorare duro sulla qualità della scrittura. Se l'orco cattivo ce l'ha con me, che ci posso fare? Io sono tanto bravo, per questo mi ostacola.
Adesso che le barriere sembrano (sembrano), essersi dissolte, sei faccia a faccia con te stesso. E in mano probabilmente hai lo stesso pugno di mosche di sempre.
L'orco è la Rete perché nessuno ti legge, e apprezza.
Non puoi pretendere di emergere in un mare di milioni di voci. In più come aggravante, tu usi i medesimi argomenti, gli stessi toni degli altri.
Non hai mai lavorato per distinguerti, e vorresti che ti si notasse?
E per quale ragione, di grazia?
Gli ostacoli sono parte del gioco. Se tu non li ami, non li sopporti, è perché non hai sufficiente umiltà per cercare di imparare qualcosa da essi.
Perché magari ti stanno raccontando qualcosa su di te, che non vuoi ascoltare.
Per esempio che non hai capacità, e devi lavorare duro per migliorare. Che migliorare poi non garantisce affatto il consenso, o successo che dir si voglia.
Forse alla fine della fiera, avrai solo imparato qualcosa di utile, o divertente, ma comunque capace di renderti una persona differente.
Non più numero, massa: ma individuo.
Differente (così sgomberiamo il campo da ogni dubbio), non significa "acclamato". "Intervistato". "Ricco".
E se tutto questo ti sembrerà inutile, vorrà dire che hai ancora tanto cammino da percorrere...
lunedì 12 ottobre 2009
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