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Sul prossimo prodotto che Apple potrebbe (dovrebbe), presentare, si scatenano idee e fioriscono ipotesi.
Voglio provare piuttosto a riflettere sull'azienda, sul suo modo di lavorare, per segnalare alcuni errori che (secondo me) si commettono quando si ha a che fare con l'azienda di Steve Jobs.
Per prima cosa, è sbagliato chiamarlo "Tablet-Mac", errore che molti commettono. Forse desiderano semplificare, farsi capire al volo dalle masse.
D'accordo, masse, ascoltate questo.
Apple non ha mai amato entrare in un settore, e imitare gli altri. Qualunque prodotto sarà presentato, dovrà per forza essere un punto di riferimento capace di fare da spartiacque.
O sarà un fiasco.
L'iPod era un lettore musicale? Ad uno sguardo superficiale, sì. Se lo fosse stato sul serio però, non avrebbe cambiato l'industria discografica, che infatti sottovalutò l'idea di Apple; salvo poi alzare la voce per avere una fetta più grande della torta.
L'iPhone è un telefono? In realtà è ben altro; serve anche a telefonare, ma rappresenta un dispositivo che d'un tratto ha reso molte aziende produttrici di telefonini, vecchie e prive di idee. Eccole allora alla corte di Google, per avere il suo Android. Ecco Palm, che crea il Pre, ma se lo tiene stretto, certo.
Secondo punto.
Molti ipotizzano le funzioni che avrà, cosa permetterà di fare, arrivando addirittura ad affermare che non potrà avere successo alcuno per come è stato concepito. Segnala il fatto John Gruber.
Stanno parlando di un prodotto che nessuno ha visto, né provato: straordinario vero? Chi scrive in questa maniera ama farsi chiamare "professionista"; ma lasciamo perdere.
La capacità di Apple è di proporre dispositivi che modificano il "come" ottenere le cose; non il numero di funzioni, o la potenza. Non sono questi i cardini su cui amano lavorare a Cupertino. Ma rendere semplici compiti e processi. Non aggiungere, ma togliere: è la lezione che l'azienda di Cupertino da anni propone. Soprattutto, lavorare per rendere quello che resta, invisibile.
Perché il migliore dispositivo è quello che quando lo usi, non te ne rendi conto: perché in un certo senso, si fa da parte per lasciare campo libero alle tue cose.
La gestione della posta; degli appuntamenti; dei contatti, eccetera. Nessuna stramba istruzione da tenere a mente per ottenere questo; nessun salto mortale con doppio avvitamento per conseguire quello. Tu, e la gestione delle tue cose: fine.
Ecco il fine della tecnologia buona: sparire. Lo scopo di quella cattiva: sommergerti di manuali, upgrade, 300 funzioni che non userai mai, e quelle che ti servono (10?), difficili da utilizzare.
Infine: si afferma che questo dispositivo sarà radicalmente nuovo. Dipende da cosa intende con il termine "nuovo".
In realtà nell'ambito dell'informatica, è dimostrato che la scelta migliore è riutilizzare (o riciclare), idee e prodotti presentati anni fa.
Quindi se osservo la cronologia di Apple degli anni '90, mi imbatto nel PowerBook Duo.
Lo so: quello era un computer, eccetera eccetera. Ma se quello che arriverà (a ottobre o il prossimo anno), sarà il discendente di questo, non scivolerei certo dalla sedia...
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