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mercoledì 12 novembre 2008

Creare blog che funzionano

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Molto spesso l'entusiasmo gioca brutti scherzi; ecco perché può capitare di imbattersi in blog non completamente malvagi, ma che gettano al vento le loro potenzialità con una serie di errori grossolani. Provo a indicare quali sono i punti nevralgici su cui (secondo me), occorre lavorare.


La promessa

Nessuno dice che dovete vendere fumo; dovete vendere quello che avete effettivamente, giusto? E allora vendetelo: e potete riuscirci se per esempio vi impegnate in una promessa. Un titolo capace di catturare l'attenzione del lettore, per esempio.
Spesso il problema di un blog non è che non ha lettori: ma non riesce neppure a catturare la loro curiosità, la loro voglia di sentire una voce nuova, di misurarsi con un punto di vista inedito. Un titolo giusto, azzeccato, persuade le persone ad arrestare il loro cammino.

Fate attenzione: poi dovete essere sempre all'altezza di quella promessa; cioè il cammino deve essere reale, non dico indimenticabile ma effettivo. Un buon titolo è però indispensabile, proprio perché rappresenta il primo passo.

Restate semplici

Lo scopo di un blog non è avere accessi o PageRank elevati, ma fornire al lettore un'idea chiara di che cosa sta parlando. Quindi di che cosa parlate VOI.
Qualunque sia l'argomento trattato, se pubblico è perché deve arrivare al più largo numero di persone possibili. E per ottenere questo scopo non posso che scendere a compromessi: non a danno della qualità ma a vantaggio delle leggibilità. Del lettore esatto.

Attenzione: non sono pochi quelli che confondono la semplicità con la spontaneità; ma si tratta di uno dei tanti sinonimi usati per far passare contenuti sciatti, all'insegna dell'ovvietà. Così non funziona.

Semplice è il contenuto che non aggredisce, e non pretende di conoscere la verità. Non urla, non sbraita. Propone, illustra senza fretta e non di rado pone interrogativi.
Il semplice ha bisogno dell'ausilio degli altri: per crescere e aumentare di valore.
Il complesso ne fa a meno, con orgoglio. E con orgoglio resta solo.

La revisione

Se si crede che non sia necessaria perché si è abbracciato la semplicità, allora devo contraddirvi, sul serio. Ricordate che ho scritto quanto sia pericoloso scivolare nella sciattezza? Se ci siete caduti dentro probabilmente non siete capaci di concepire quanto sto dicendo.
Perché non è soltanto mettere le virgole e i due punti dove servono.
Inanzitutto ci si deve ricordare sempre che fornire contenuti gratis impone qualità, non il suo contrario. Sbalorditi da una tale affermazione? Male, molto male.
Poi, altro elemento di cui tenere conto: il contenuto è la vostra moneta, e deve circolare, altrimenti perché diavolo avete un blog? E questa moneta preferite che sia di qualtà, oppure falsa? Se tenete così poco a quanto si dirà di voi, non avete ancora compreso il senso di blog, Rete, relazioni, condivisione, eccetera eccetera eccetera.

La conclusione?

Prima di preoccuparvi di Google, date un'occhiata alla vostra libreria. Se non ricordate dove si trova il dizionario della lingua italiana, forse è da lì che dovete iniziare.
Non da qui.

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