lunedì 6 luglio 2009

La disciplina nello scrivere

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Il fatto che scrivere sia bello, per molti è una motivazione più che sufficiente per farlo.
Non è così.
Prima di tutto perché non è affatto gradevole; e se tu che leggi trovi che sia proprio così, sappi che probabilmente o sei un genio, oppure un incapace. Direi la seconda...

Anche scrivere per avere traffico, notorietà e altre sciocchezze del genere non è affatto una motivazione valida.

Secondo me quello che induce a scrivere è un certo amore per la disciplina.
La scrittura anche di un post impone a chi lo fa di compiere delle scelte.
Per esempio andare a caccia di un titolo capace di attirare l'interesse. Spesso, il titolo che piace a chi scrive può essere troppo lungo, vago, per nulla pertinente.

Scegliere significa sottoporsi ad una disciplina per amore del lettore; 10 o 1000 che siano, poco importa. Il suono di certe parole, rischia di non essere apprezzato da chi legge.
Via con le forbici.

Anche il gusto per la lunghezza dello scritto deve passare sotto le forche caudine della disciplina; e pagare spesso un dazio oneroso.

Quando si inizia a giocare con le parole, è facile lasciarsi trascinare dall'entusiasmo, che spesso è un consigliere non cattivo, ma frettoloso. Ci piacciono le pagine zeppe di parole nostre, che ci hanno strappato tempo e preteso attenzione e fatica; e noi dovremmo decapitarle?
Sì.

La pagina pretende: vuole che occhi e testa e mani siano solo per lei. Non desidera spartirti con nient'altro, e se tu lo fai, alla fine avrai qualcosa che piacerà solo al tuo narcisismo.
Perché il tuo nemico non è l'editore che non ti pubblica; o gli altri che sul Web non ti capiscono.
Sei tu, e basta.

domenica 5 luglio 2009

Venezia, la luna, il wireless

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Improvvisamente, Internet diventa qualcosa di tangibile. Non per chi, bene o male ci bazzica. Ma per tutti.

Accade che Venezia, dimostra la sua capacità di innovazione, grazie anche ad una classe politica attenta. Un investimento che va non a consolidare vecchie tecnologie di dinosauri sfiatati e sclerotici.
Neppure a difendere monopoli o strutture che spinte dalla disperazione, fanno argine a tutto quello che percepiscono come una minaccia allo status quo di cui sono i rappresentanti.

Perché Wi-Fi gratuito, accessibile nel prossimo futuro in altre zone cittadine, significa inoculare nell'organismo della burocrazia, della politica, dell'industria, una formidabile scarica di adrenalina.
Qualcuno ne farà un uso modesto; perché gli è stato insegnato a essere modesto. E ad un certo punto avrà deciso che essere modesto è la scelta migliore.

Anche ad altri sarà stato insegnato a restare coi piedi per terra: la modestia su tutto. Però anche costoro ad un certo punto della loro vita avranno deciso di non essere più modesti. E anche una rete Wi-Fi diventa un punto di svolta.

Per alcuni sarà solo demagogia; invece parcheggiare le persone davanti ad un televisore che passa al digitale terrestre, quella si chiama innovazione. Organizzare eventi a Roma per spiegare alle persone che potranno continuare a invecchiare davanti allo schermo televisivo, però avendo più canali a disposizione, diavolo, anche quello è innovazione.

Non ero a Venezia, da cui manco da oltre vent'anni. Ci andai in gita scolastica quando frequentavo senza alcun successo il liceo classico Gabriello Chiabrera di Savona. Ma è stata una festa, perché l'individuo torna a essere protagonista; all'inizio smanettando col suo portatile, poi, appena comprenderà la posta in gioco, cambierà anche i suoi obiettivi. Diventeranno più alti.

Per esempio, rimetterà mano alla sua persona, per troppo tempo in balia di mode e chiacchiere. Ecco perché è stata una festa: le redini della tua vita possono tornare in mano tua, è questo il messaggio che Venezia manda al Paese. Non è un buon motivo per tirare un sospiro di sollievo?

sabato 4 luglio 2009

Il Marocco che non ti aspetti

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Studio 2M è una specie di X Factor.

Dedicato a chi pensa che l'Africa è solo guerre e fame, e il mondo arabo pieno di matti.

venerdì 3 luglio 2009

Cosa puoi fare con Facebook?

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© PhotoXpress.com

Facebook ti permette di:

1) Ritrovare vecchi amici;

2) Trovarne di nuovi;

3) Sapere cosa stanno facendo/dicendo/pensando;

4) Condividere con essi foto/video, link e tutto quello che si trova sul Web;

5) Invitarli a eventi/party eccetera eccetera;

6) Creare Gruppi e/o Pagine attorno cui possono ritrovarsi persone con i medesimi interessi;

7) Usare applicazioni (per la maggior parte inutili, a dire il vero) che permettono di giocare, inviare "regali", conoscere compleanni, onomastici, sottoporre quiz o test e molto altro ancora.

Tutto questo formidabile arsenale di attività deve essere in qualche modo controllato dall'utente (un brutto nome per indicare chi sta leggendo queste parole: tu, insomma).

Come?

Da una parte ti consiglio di rileggere i post che ho scritto per metterti in guardia. Facebook è utile, ma se lo usi mali potresti davvero trovarti in situazioni spiacevoli.
Privacy, protezione dei dati, virus non sono argomenti di cui ignorare con cura le implicazioni (spesso dolorose). Inoltre, imparare a controllare i propri dati sensibili, proteggerli, è meno difficile di quanto possa sembrare.

Non solo. Facebook purtroppo viene usato per promuovere iniziative in apparenza benefiche, oppure innocue. In realtà spesso nascondono secondi fini; per fortuna i mezzi per difendersi non mancano di certo.
Proprio su Facebook esiste un gruppo chiamato Le Bufale su Facebook: Non Cascateci che aiuta proprio a capire di che cosa bisogna fidarsi, e cosa invece è bene evitare.